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Nuovo crollo a Palazzo Caracciolo, il Comune pronto a far partire la messa in sicurezza. Barbarisi: «Chi non ha aderito alla donazione sarà chiamato alla compartecipazione delle spese». Foto

Pubblicato in data: 22/3/2013 alle ore:08:00 • Categoria: Cronaca, ComuneStampa Articolo

palazzo-caracciolo-nuovo-crollo3Nuovo crollo a Palazzo Caracciolo, l’antico castello ducale acquisito con donazione degli eredi dal Comune di Atripalda. A venire giù questa volta è una parte dell’edificio nel lato che confina, ma non è attiguo, alle palazzine popolari di via Serino. Il vento e le abbondanti piogge di questi mesi stanno infatti compromettendo la sopravvivenza dell’edificio, che ora è sempre più a rischio crollo. Sul posto il Comando dei vigili urbani, i tecnici dell’Utc per un sopralluogo con l’assessore ai Lavori Pubblici, Geppino Spagnuolo e quello alla Cultura, Lello Barbarisi. «Abbiamo effettuato un sopralluogo – spiega Barbarisi, che ha condotto con caparbietà l’acquisizione a patrimonio pubblico dello storico edificio donato finora al Comune dall’80% dei numerosi eredi – e a breve partirà un intervento di messa in sicurezza. Siamo impegnati nel reperire le risorse necessarie nel più breve tempo possibile visto anche le note difficoltà delle casse comunali».palazzo-caracciolo-nuovo-crollo1
palazzo-caracciolo-nuovo-crollo2Una messa in sicurezza ormai non più rinviabile onde evitare il rischio di ritrovarsi proprietari solo di un cumulo di macerie. Già un anno i primi segnali di cedimento a seguito delle abbondanti nevicate di febbraio che portarono al crollo di parte del tetto della storica dimora gentilizia atripaldese ubicata lungo salita Palazzo, a pochi passi dal Municipio. Ingenti furono i danni con una lesione alla parete esterna dello storico palazzo tanto che i Vigili del Fuoco e l’Utc disposero la chiusura della strada di via Orto dei Preti, adiacente al palazzo. Lo scorso sette marzo scorso il Comune è diventato comproprietario della storica struttura, e dell’annesso parco, a seguito della donazione a titolo gratuito da parte dell’80% degli eredi Alvino (corrispondente alla donazione da parte di 28 eredi su 36). «Certamente chi non ha aderito alla donazione – continua Barbarisi – sarà chiamato alla compartecipazione delle spese per la messa in sicurezza». Una situazione di forte abbandono che sta mettendo in pericolo la sopravvivenza dello stesso edificio. Più di un muro appare ormai pericolante e potrebbe crollare da un momento all’altro. Giorni fa proprio Barbarisi con l’assessore Geppino Spagnuolo ed il sindaco Paolo Spagnuolo avevano effettuato un’ispezione all’interno dei giardini dell’edificio. Un vasto parco arricchito da piante, fontane e statue che si sviluppava sul retro del palazzo e che conserva ancora oggi la settecentesca disposizione dei viali a croce greca. «Abbiamo riscontrato che i pezzi più importanti come il fauno e la fontana del pipistrello sono ancora lì anche se necessitano di interventi di ripulitura dopo anni di incuria ed abbandono».
Appartenuto alla nobile famiglia dei Caracciolo, l’antica dimora ducale, ora circondata da rovi ed erbacce, si erge alle spalle della casa comunale, lungo la strada provinciale per Serino. Fu edificato nella seconda metà del secolo XVI dalla nobile famiglia dei Caracciolo, Principi di Avellino e Duchi di Atripalda. Neanche la dichiarazione di monumento nazionale, avvenuta con decreto del 30 aprile del 1912, ha contribuito a ridargli il fasto di un volta. Anzi con il passare del tempo lo stato di degrado ed abbandono è aumentato.

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9 risposte a “Nuovo crollo a Palazzo Caracciolo, il Comune pronto a far partire la messa in sicurezza. Barbarisi: «Chi non ha aderito alla donazione sarà chiamato alla compartecipazione delle spese». Foto”

  1. piscitiello ha detto:

    IATI ACCATTANNO A ROBBA VECCHIA.
    QUISTO CARE A PIEZZI E SE SI FA MALE QUALCHERUNO O PAIATI VUI.
    MA PO ACCONZA’ E SORDI E TENITI?
    IAPRITI A VIA CHE FACITI CHIU’ BELLA FIURA.

  2. Mitomane ha detto:

    questa amministrazione nella persona del delegato BARBARISI ha fatto un’altra fesseria prendendosi sto rudere ……..E NOI ATRIPALDESI PAGHIAMO………………..

  3. Cittadino ha detto:

    Ha resistito a terremoti, incendi e devastazioni ma ha ceduto all’incuria: Regale, Laurenziana e Spagnuola.
    Povera Atripalda!

  4. nati' ha detto:

    che tristezza

  5. Pirandello ha detto:

    ennesimo errore di questa amministrazione si sono presi un rudere ……………grazie Barbarisi

  6. Sibilla ha detto:

    Di fatto la domus è già un rudere e mi chiedo “a spesa vale a ‘mbesa”?…poi alcuni eredi sa tirino pure! ma simmo fessi? pacci? o che? RENARI NUN CE NE STANNO! E CASE POPOLARI FANNO SCHIFO! E METTIMMO I RENARI VICINO A NO PALAZZO (storico quanto vuoi ma sempre scassato irrimediabilmente…troppo tiempo è passato) CHE CARE A PIEZZI? RIVALUTARE IL PARCO E BASTA! TANTO RA RINTO IL MUSEO DELLE ARMI ANTICHE NUN ‘NGI STA CHIU’!

  7. Appia Atripalda ha detto:

    Un regalo al comune…cosi aggrava il deficit !!!!!! Per demolirlo: altrimenti e pericoloso per i cittatini…..

  8. Nappo Carmela ha detto:

    Az anche il castello sta cadendo spero che il comune possa trovare una soluzione per poter aprire quella strada ciao

  9. Nappo Carmela ha detto:

    Senti Appia Atripalda o come ti chiami tu buttare a terra il castello non si può, perché c’è la soprintendenza, pero’ si puo mettere transenne per riaprire la strada ciao

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