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Osservazioni al Ptcp, nota del capogruppo La Sala (Piazza Grande): “Atripalda in ginocchio (e tutto va bene…)”

Pubblicato in data: 24/3/2013 alle ore:10:21 • Categoria: Politica, Lista "Piazza Grande"Stampa Articolo

consiglio-comunale-ptcp-la-salaSi era illuso chi aveva sperato (ed io avevo sperato) che almeno il Consiglio Comunale sul PTCP (che sembra una sigla dell’armata rossa… e invece è… il piano territoriale di coordinamento provinciale) si potesse svolgere intorno ad un dibattito vero e non ai soliti compromessi della politica, che non vede, non sente e non parla (neppure se interrogata). Forse intorno al PTCP (una specie di grande Puc, affidato ad un Ente che tutti -pare- vogliano cancellato, ma che miracolosamente sopravvive e nessuno pensa ad estirpare il vero cancro della finanza pubblica dell o spreco, che sono le regioni…) sarà proprio necessario che si verifichino tempistiche, legittimità, approssimazioni, magari fino a prova di falso; mentre Tuccia e Spagnuolo 1 e 2 giocano a nascondino con le parole e si trincerano dietro un pietoso “eventualmente” che non scontenterebbe nessuno di quelli che solo oggi (a parte le isolate ed inefficaci proteste tucciane) fingono di scoprire il disastro. Insomma il Consiglio Comunale ha, con toni dimessi (ed un po’ soporiferi), riconosciuto che il Pianochepartedalontano (dal PTR del 2008) penalizza irrimediabilmente il territorio di Atripalda che, da area conurbata, diventa addirittura “rete ambientale”… E adesso si capisce anche la fretta di chi aveva fretta… a realizzare entro fasce di rispetto di 1 km a dest ra ed 1 a sinistra del fiume Sabato e del Fenestrelle, (e poi ci sono sempre i 150 metri -ai quali talvolta allegramente si deroga- della legge Galasso per tutti gli altri torrenti e rii), che per pura casualità… esclude solo alcune aree collinari e di pregio (e sarà interessante capire quali). Insomma -come ultimo atto- l’amministrazione provinciale Sibilia-Petracca vara (con grave pregiudizio di legittimità) una pianificazione che, mentre vanifica il Puc in itinere, nega la storia stessa della Città di Atripalda. Senza contare lo strabiliante lotto minimo in area agricola di 30 mila mq… E tutto questo nel silenzio preventivo (e nelle odierne ‘osservazioni’ alla camomilla) di pidiellini ed udiccini locali (che evidentemente ai tavoli che contano, non contano una mazza), mentre le norme di salvaguardia si ripercuotono pesantemente sui piani di alienazione già approvati (e perciò sul Bilancio comunale che si tiene con lo sputo, e del quale accelerano il dissesto).
Dissesto che a questo punto e con siffatti amministratori, fiduciosi di assicurazioni verbali e strette di mano, credo che non sia neppure un male (o almeno che non sia il male peggiore…). Insomma, alle spalle delle amministrazioni locali, si sta consumando un disastro, del quale solo l’architetto Claudio Rossano, aveva segnalato per tempo incongruenze e disinvolture procedurali, invocando tempestive ed appropriate indagini, o almeno un provvedimento in autotutela del commissario Coppola. Anche Tuccia annunciava nei giorni scorsi iniziative coraggiose, che si sono malinconicamente arenate su un compromesso ‘politico’ piedìno-pidiellino-udiccino del quale verificheremo, nei prossimi giorni, tenuta e ‘qualità’.
Mi sono associato, in apertura di seduta al ricordo del Capo della Polizia Antonio Manganelli, che ebbi modo di incrociare nei corridoi del nuovo Liceo Colletta. Ho ricordato il dr. Nicola Magliaro… fondatore della DC nel dopoguerra e consigliere comunale di Atripalda… Mi pare in solitudine.
Ed oggi è il giorno della Xenus. Scade oggi, infatti, la ulteriore proroga di 30 giorni, generosamente concessa, per concludere la cessione del Centro Servizi di via San Lorenzo (e qualcuno fa sapere…con un’offerta al …rialzo, sulla base d’asta di 2 milioni 650 mila euro). Staremo a vedere. Sempre che il famoso PTCP de quo, non interferisca anche con piani e prospettive, sull’alienando immobile, non ancora dichiarate. Staremo a vedere.

Raffaele La Sala
capogruppo consiliare “Piazza Grande” – Atripalda

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