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Al via la mostra d’arte ceramica ”Domino” promossa da Arteuropa

Pubblicato in data: 27/3/2013 alle ore:14:30 • Categoria: CulturaStampa Articolo

mostra-arteuropaInaugurata sabato scorso ad Atripalda la collettiva ispirata al famoso gioco da tavola. Presso il “Centro Arredamenti Loffredo” in via Appia taglio del nastro per la mostra d’arte ceramica ”Domino” organizzata da Arteuropa in collaborazione con il Circolo degli artisti di Albissola Marina ( Sv ) e dalla Fondazione Centofiori. Presenti il maestro atripaldese Enzo Angiuoni e l’assessore Antonio Prezioso. La collettiva che propone venti pezzi unici ispirati al celebre gioco di tavolo nato in Cina nel XIII secolo,importato in Francia nel XVIII e poi diffuso in tutta Europa .
A proporre le loro creazioni i maestri Enzo Angiuoni , Maria Rosaria Francese , Antonio Di Rosa Domenico Carella , Anna Magistro, Francesco Sannicandro , Nicola Guarino , Generoso La Sala , Maria Teresa Di Nardo , Beatrice Cardenas , Michela Angiuoni , Edoardo Iaccheo , Augusto Ambrosone , Giancarlo Caneva, Rosa Spina , Anna Manna e Generoso Vella.
Cosi’ ha scritto il prof. Nicola Scontrino dell’ Universita’ di Salerno nel testo di presentazione della mostra che si trasferira’ a maggio a Palazzo Ducale di Genova : “La necessità di una costruzione simbolica diventa il pretesto per intervenire su una soggettività intrigante che stimola non solo la fantasia ma anche la conoscenza che si pone come nuova meta da raggiungere. Il concetto di Domino, inteso come gioco, offre la possibilità di elaborare diverse componenti che appartengono sempre alla stessa dimensione del gioco prestabilito, una realtà che si a coniugare con lo sviluppo della dimensione del pensiero che deve elaborare la mossa da effettuare; nel contesto l’elemento ceramico sostituisce la tessera del gioco e si presenta con un proprio significato, elaborando una nuova contestualità del pensiero che si sposta non più nel ruolo dell’agire ma in quello dell’elaborare. Certamente le tessere ceramiche rappresentano il reticolo e l’intreccio di un comunicare che si definisce in altro luogo e con un altro strumento della conoscenza; una dimensione che rimanda ad altre conoscenze estetiche che trovano nella “madre terra”, o argilla, la loro naturale radice del proprio essere.Allora il semplice gioco diventa un modo per scoprire quelle che sono le dimensioni culturali del proprio io, che si dilatano e sviluppano concetti di ben altra natura; infatti dall’informe e confuso pensiero attraverso gli elementi naturali, anche se contraddittori fra di loro, quali terra-aria-acqua-fuoco ed attraverso il sapiente coniugare il pensiero con la manipolazione delle mani e quindi dare forma all’informe rappresenta la mutazione di un concetto in una realtà espressa. Oltre a questo interviene il colore, che si insinua fra i significati della stessa ceramica trovando un suo linguaggio ed una sua struttura elaborativa, certo la dimensione della pittura o meglio del colore deve tenere presente in fase di costruzione dell’oggetto la trasmutazione che avviene dentro il forno di cottura della tessera; allora si comprende che tutto diventa una linea diretta fra il pensiero che ha elaborato la sua dimensione rappresentativa e l’oggetto in sé che definisce un proprio simbolo diventando categoria del pensiero. Certamente entriamo in un campo dove la rappresentazione diventa una necessaria metafora di un concetto che viene elaborato dai segni costruttivi che emergono dal più profondo elaborato del sentire ma anche del percepire, allora il Domino non è più un gioco ma semplicemente un riferimento che si delinea dentro precise regole che vengono però alterate dal pensiero dell’artista. Infatti è proprio sulla fruizione della dimensione del gioco che si percepisce la connotazione dello stravolgimento che l’arte e l’artista compiono nel dare una nuova visione di quello che sembra una rigida regola. Pertanto la tessera ceramica diventa tavola o piano elaborativo di un pensiero che si costruisce le particolarità con cui dialogare dentro e fuori il sistema e le regole. Allora si comprende bene che l’operazione dell’arte diventa trasgressiva rispetto al concetto e alle regole del Domino, ma lo stesso gioco può diventare “altro” infatti vi è una figura che si nasconde dietro una maschera bianca e un mantello nero che nel carnevale viene chiamata maschera del Domino. Forse su questo nascondere ed apparire tutto si esplicita, poiché questo diventa il gioco della vita e della conoscenza su cui l’arte trova la sua più puntuale consapevolezza e la sua necessaria parafrasi comunicativa. Ed intanto Keras continua a tessere la sua storia ed oltrepassare i limiti del tempo“.

La mostra restera’ aperta tutti i giorni ( esclusi festivi ) fino al 31 marzo. Ingresso libero.
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