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Rifiuti, i consiglieri di maggioranza criticano la nomina del commissario ad acta da parte del Prefetto affermando l’impegno a superare la provincializzazione nella gestione

Pubblicato in data: 8/4/2013 alle ore:18:38 • Categoria: ComuneStampa Articolo

emergenza-rifiuti-ad-atripalda3Il Prefetto di Avellino Dott. Guidato, partendo dal dato percentuale della raccolta differenziata rilevato alla data del 31/12/2011 (27% a fronte del 50% previsto dall’art. 11, § 1 del D.L. 23/05/2009) ha firmato un decreto di nomina di commissario ad acta, nella persona della Segretaria Comunale dott.ssa Clara Curto, affidandole il compito di raggiungere tale migliore obiettivo.
Questa amministrazione, insediatasi a maggio del 2012, è partita dal quel dato e, come promesso in campagna elettorale, si è attivata immediatamente, contattando la società IRPINIAMBIENTE, per verificare i costi del passaggio al sistema di raccolta “porta a porta” che, secondo gli esperti, è il metodo migliore per incrementare le percentuali di differenziata.
In via preventiva ci veniva richiesto un importo tra i 350 e i 400 mila euro annui quale aggravio dei costi che avremmo dovuto sopportare, il che ci ha indotto ad una riflessione profonda, dato il momento di grave crisi economica in cui il paese versa, perché una tale scelta avrebbe reso insopportabile un ulteriore aggravio della TARSU per i cittadini di Atripalda.
Nel frattempo, analizzando i documenti in nostro possesso, abbiamo potuto verificare che, secondo IRPINIAMBIENTE, per una decina di mesi del 2011, ad Atripalda la raccolta di vetro, plastica e alluminio risultava pari a zero, fatto a nostro parere grave e dubbio, che, tuttavia, ha inciso, in maniera determinante, sul calcolo della percentuale di raccolta differenziata, e quindi, sui costi sostenuti dai cittadini.
A questo punto, vista la sopraggiunta norma contenuta nella Spending Review, che ha restituito ai Comuni le competenze in materia di rifiuti, con apposita delibera di giunta, abbiamo dato mandato all’ufficio tecnico di stilare un progetto per la raccolta “porta a porta” dei rifiuti. Come è noto, IRPINIAMBIENTE ha impugnato tale delibera presso il TAR, chiedendone la sospensiva (non accolta).
Tale contenzioso, di fatto, ci ha bloccato per un mese. Nel frattempo, arrivati a gennaio 2013, abbiamo verificato che il dato di raccolta differenziata aveva raggiunto una percentuale superiore a quella per cui è avvenuto il commissariamento (aumento determinato sia dalla nostra azione di controllo, sia dal lavoro di sensibilizzazione della cittadinanza).
Con la legge n° 11 del 01/02/2013, approvata dal Governo Monti, è stata fissata al 30/06/2013 la fine della provincializzazione, e quindi la possibilità per il Comune di rivolgersi al libero mercato.
Il 27 febbraio, invece, abbiamo subito questo provvedimento che obbliga il commissario ad acta a rivolgersi, obtorto collo, ad IRPINIAMBIENTE che, come tutti hanno potuto constatare, ha mostrato grossi limiti nel gestire e garantire un servizio di qualità.
Questa Amministrazione ha avuto il solo torto di avere finalizzato la propria azione per migliorare, riuscendoci, i dati pregressi di raccolta differenziata.
Pertanto, i Consiglieri di maggioranza, nel sottolineare questo buon modo di operare dell’Amministrazione, la invitano a proseguire sulla strada intrapresa nella direzione del superamento della provincializzazione, in quanto tale soluzione, come è stato verificato, consente un forte contenimento dei costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti nonché un miglioramento della qualità del servizio.
A tal proposito, si ritiene necessario chiarire che, grazie all’azione di contrasto di questa Amministrazione al monopolio di IRPINIAMBIENTE, si è ottenuto il risultato più che positivo del forte abbattimento dell’importo inizialmente preventivato sul servizio porta a porta. A questo punto, viene da chiederci e sottoporre all’attenzione della cittadinanza quanto segue:
– Come mai, rispetto ai dati dell’osservatorio provinciale dei rifiuti, viene commissariato solo il Comune di Atripalda;
– Come è possibile decretare un commissariamento a marzo 2013 in base ad un dato certificato al 31/12/2011, nonostante il trend di crescita della percentuale di differenziata registrata alla data del provvedimento;
– Era proprio necessario nominare un commissario ad acta a soli tre mesi dalla fine della provincializzazione?


La maggioranza consiliare (I Consiglieri di maggioranza)

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Una replica a “Rifiuti, i consiglieri di maggioranza criticano la nomina del commissario ad acta da parte del Prefetto affermando l’impegno a superare la provincializzazione nella gestione”

  1. Geni ha detto:

    Fate più bella figura tacendo…

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