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Finanza locale fra equilibri di bilancio, lotta all’evasione ed equità fiscale: nota del delegato al Bilancio del Comune di Atripalda Domenico Landi

Pubblicato in data: 19/4/2013 alle ore:17:00 • Categoria: Attualità, ComuneStampa Articolo

domenico-landi1In materia di finanza locale, volendo effettuare alcune considerazioni, si rende necessario affrontare gli aspetti sempre più diffusi di temi come gli equilibri di bilancio, la lotta all’evasione e l’equità fiscale.
Gli equilibri di bilancio, tema questo previsto dalla nostra Costituzione, si possono reggere attraverso la revisione della spesa (cosiddetta spending review) ed agendo sulla pressione fiscale, tuttavia, su questo ultimo punto, però, bisognerebbe porre l’attenzione sul fatto che più che operare l’aumento delle imposte bisognerebbe agire sull’aumento della base imponibile. Tant’è vero che non vi sono più i margini per innalzare le aliquote di imposte, tasse e tributi in quanto lo stato di crisi economica che ha colpito il sistema produttivo ed il reddito delle famiglie ha toccato i massimi livelli. Quindi, bisognerebbe essenzialmente agire sull’evasione ma riformare i modelli culturali di onestà fiscale richiede un tempo che, purtroppo, non si concilia con l’esigenza di breve periodo di garantire gli equilibri di bilancio e i tagli alla spesa devono essere affiancati in modo parallelo da politiche efficaci mirate ad attivare e scovare nuove basi imponibili. Un tipico esempio in questo senso è rappresentato dalla corretta applicazione delle categorie catastali.
Tuttavia, in tema di equità fiscale ci si trova, da tempo, a fare i conti con:
– l’assenza di senso civico in dispregio all’art. 53 della Costituzione secondo cui tutti sono tenuti a partecipare alla spesa pubblica in base alla propria capacità contributiva generalmente misurata sul reddito;
– la farraginosità delle norme che agevola l’evasione e ne complica il recupero;
– l’eccessivo peso della pressione fiscale che induce gli “onesti” a non pagare, per carenza di liquidità, generando in questo caso morosità, fenomeno da tener ben distinto dall’evasione.
Il federalismo fiscale, con tutte le sue contraddizioni, ha spinto gli Enti a puntare sui tributi locali, sulla perequazione fiscale, sul recupero delle sacche di evasione e, a tal proposito, la lotta all’evasione è divenuta, da qualche anno, l’obiettivo prioritario di ogni pubblica amministrazione dallo Stato ai singoli Comuni ed i cui risultati, però, sono al di sotto delle aspettative. Il problema trova le sue origini nelle manovre economiche di questi ultimi tempi che, da un lato hanno ridotto drasticamente il sostegno dello Stato agli Enti locali, dall’altro hanno costretto l’Ente ad intervenire sull’imposizione fiscale, limitandone spesso il potere regolamentare rispetto alla normativa nazionale. Il risultato è l’incremento dell’imposizione locale e la contestuale e paradossale riduzione dei servizi resi alla collettività. A partire dal D.L. 78/2010 e fino ad arrivare alla Legge di stabilità 2013 i comuni hanno subìto drastici tagli con la prospettiva che questi saranno ancora più drammatici nei prossimi anni. Si pensi che il Comune di Atripalda, tra il 2011 ed il 2012, ha dovuto fare i conti con tagli ai trasferimenti erariali per un importo superiore a 1.100.000,00 euro. Tanto per avere un parametro nel 2010 il Comune ha incassato circa 2.800.000,00 euro di trasferimenti, nel 2012 l’importo si è ridotto a circa 1.700.000,00 euro e nel 2013 si prevede un ulteriore taglio di circa il 20% con una spese del costo del personale che supera i 2.600.000,00 euro annui. In questa situazione, come si può pensare che le Amministrazioni Comunali possano reggere a tali pesanti manovre? Naturalmente, pur aumentando l’imposizione fiscale e riducendo le spese locali saranno gli stessi cittadini a sopportarne il peso pagando in termini di azzeramento dei servizi pubblici oltre che di tasca propria. Purtroppo il politico locale non ha la forza ne gli strumenti necessari per compensare i tagli drastici operati dal Governo centrale.
Per quanto riguarda, poi, la materia bilancio, volendo farne un’analisi del nostro Ente ci si trova di fronte ad alcune criticità rappresentate:
– dalla presenza delle rate di mutui per circa 1.200.000,00 euro su debito storicamente e legittimamente assunto i cui piani di ammortamento pesano ancora sugli equilibri correnti;
– dalla complessa questione del tetto di spesa del personale che prevede l’obbligo di avere un trend decrescente, che se da un lato risulta comprensibile dal punto di vista dell’abbattimento della spesa, dall’altro genera, spesso, limiti nel garantire il corretto funzionamento degli uffici;
– dalla presenza di alcuni contratti pluriennali dai quali è difficile uscirne anticipatamente;
– dall’endemico problema della morosità sulla Tarsu che genera, sistematicamente, deficit strutturale di cassa.
Inoltre, vi è l’altra faccia della medaglia e cioè la necessità di procedere alla rivisitazione dei modelli organizzativi interni, alla razionalizzazione degli uffici e alla sensibilizzazione delle risorse umane non sempre motivate e resistenti ai cambiamenti.
Rispetto a tale panorama l’unico rimedio a disposizione per far fronte agli squilibri di bilancio è agire sulla fiscalità locale, soprattutto quando i tagli imposti dall’alto non hanno una logica territoriale, così come sancito dall’art. 119 della Costituzione, secondo cui lo Stato deve intervenire attraverso un fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale; a tal proposito va sottolineato che a distanza di 11 anni dalla riforma costituzionale non sono ancora ben chiari i criteri utilizzati sulla ripartizione del fondo sperimentale di riequilibrio, nonostante i decreti adottati in materia di federalismo fiscale.
Alla luce di queste considerazioni si impone la necessità per tutti di acquisire maggior senso civico, maggiore consapevolezza dei cambiamenti intervenuti in materia di gestione della “res pubblica”, accettando il fatto che non è più possibile intravedere l’Ente locale come fonte di assistenzialismo ad personam. Dunque, per andare nella giusta direzione è necessario incidere sulla “cultura” del cittadino, del dipendente pubblico, nonché su quella dell’amministratore.
Allora rispetto alla strumentalizzazione che sovente viene operata su questi temi a livello politico l’invito per tutti è ad una più attenta riflessione e ad un maggior senso di responsabilità su materie così importanti. Anzi, sarebbe auspicabile che invece di puntare, semplicemente, il dito si operassero proposte e individuassero soluzione che abbiano, quanto meno, il pregio della concretezza.

Domenico Landi
delegato al Bilancio del Comune di Atripalda

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9 risposte a “Finanza locale fra equilibri di bilancio, lotta all’evasione ed equità fiscale: nota del delegato al Bilancio del Comune di Atripalda Domenico Landi”

  1. Ciro Esposito ha detto:

    È chiacchiere nun regnino a panza assesso’ a parla e arte leggia.

  2. emilio ha detto:

    Assessore, dopo un anno che questa Amministrazione è stata solo a guardare, adesso vieni fuori a farci la lezione di Amministrazione della P. A. – Parli ancora oggi della ” RIVISIITAZIONE DEI MODELLI ORGANIZZATIVI INTERNI” . Ti rendi conto che si parla a vuoto e si continua a dire cose campate in area. Il giorno dopo l’insediamento di questa Amministrazione avete sbandierato il cambiamento, con i cittadini ad applaudirvi . Ebbene abbiamo visto come è andato a finire. Adesso vieni a parlarci di “RIVISITAZIONE” ! Vuoi spiegare ai cittadini quando è iniziata la visita? Allora non credi sia meglio stare zitti.

  3. Ex atripaldese ha detto:

    Grande CIRO hai ragione questi sono dilettanti allo sbaraglio e pure presuntuosi , ma hadda fini sta zizzinella .

  4. Bosco ha detto:

    Landi smettila di ergerti ad economista. Le cose che hai tu detto adesso, lo dicono da tempo i quotidiani nazionali. Olltretutto è così facile scopiazzare . Da bravo operatore contabile quale sei, evita i temi di economia già ampiamente approfonditi in televisione tutti i giorni. . Ai cittadini servono parole semplici e sopratutto concrete.

  5. azz ha detto:

    mmmmmmiiiiii e che economista!

  6. massimi ha detto:

    assessò,
    se vuoi sgamare chi non paga i tributi od altro, è semplice.
    Bisogna fare una retata porta a porta e vedrai quanta evasione c’è.
    Se aspetti che la gente ti fa la dichiarazione, puoi aspettare.
    facendo così potrai trovare molta gente che abita ad Atripalda, ma che non risulta al Comune.

  7. o' vrennaro ha detto:

    assesso’ tu lo sai benissimo chi non paga i tributi, inizia a far pagare loro….

  8. Ex atripaldanews ha detto:

    Se landi dice che ci sono evasori….

  9. vrenna ha detto:

    egregio assessore, hai fatto una bellissima disamina della situazione, non nascondo che a volte mi è sembrato di sentir parlare il ministro Grilli. Hai detto bugie fin dall’inizio, smentendoti in più occasioni; IRPEF si aumento IMU no, solo un esempio delle gaffe che hai fatto e se ne potrebbero raccontare tante altre… facci la cortesia di non parlare di cose che per te sono astruse, lascia ad altri il compito di gestire le finanze del Comune. Tu potrai fare solo danni.

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