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“Può il delitto diventare diritto?” Il giudice Intelisano agli studenti del De Caprariis: “Il miglior antidoto contro i reati è rappresentato dalla sana informazione”. FOTO

Pubblicato in data: 25/4/2013 alle ore:13:00 • Categoria: CulturaStampa Articolo

convegno-intelisano-16«Il miglior antidoto contro la guerra e i reati di ogni genere è rappresentato dalla sana informazione volta a mantenere alta l’attenzione su ciò che accade intorno a noi», queste le parole del Procuratore Militare Generale presso l’Alta Corte di Cassazione Antonino Intelisano intervenuto, ieri mattina, al convegno “Può il delitto diventare diritto?” organizzato dall’Istituto “De Caprariis” di Atripalda presso la Chiesa Madre di Sant’Ippolisto. «Il disinteresse e la distrazione rispetto ad eventi sconvolgenti come la Shoah hanno permesso che il male si diffondesse – prosegue il Magistrato -. I tragici eventi del ‘900 sono stati vissuti da sonnambuli cioè vivendo senza vedere quello che ci accade intorno. La banalità del male si combatte con eventi come questo convegno che apre ai valori della giustizia e della pace». Con cartelloni, musica, video e testi d’autore dedicati ai drammi del genocidio del secolo scorso, gli alunni del liceo scientifico atripaldese hanno partecipato attivamente alla giornata conclusiva del progetto del POF dell’Istituto “Testimone del mio tempo” iniziato nel mese di febbraio scorso con la celebrazione della Giornata della Memoria. «Il tema della giustizia si intreccia al concetto di legalità – spiega Intelisano davanti ad una vasta platea di giovani studenti -. Non è vero che in guerra tutto è lecito e non è una giustificazione nascondersi dietro “ho fatto solo il mio dovere”, la giustizia deve sempre prevalere sulla legalità e il diritto deve essere applicato di conseguenza. Gli eserciti possono essere portatori di pace». Presenti in prima fila il Comandante della Guardia di Finanza Costantino Catalano, il Capitano dei Carabinieri Gabriele Papa con il Comandante della Locale Stazione Costantino Cucciniello e il neo Comandante dei Vigili Urbani Domenico Giannetta. L’obiettivo della giornata dedicata alla riflessione sui tragici eventi che hanno scosso il cosiddetto “secolo breve” è stato quello di sensibilizzare i giovanissimi studenti ad avere una memoria collettiva che sia segnata dalla coscienza di un passato comune: «il diritto è tale quando si basa sulla giustizia e non quando si nasconde dietro la legalità di un’azione – sottolinea il Magistrato -. Non potrei svolgere bene il mio lavoro se non avessi una coscienza etica, ecco perché oggi più che mai c’è necessità di difendere i valori fondanti dell’umanità». Intelisano ha svolto, infatti, un ruolo chiave nel raccontare non solo i fatti storici ma anche i personaggi che li hanno provocati «aprendo alla giustizia il cosiddetto armadio della vergogna e testimoniando agli italiani le tristi stragi nascoste perpetrate tra il 1944 e il 1945 anche in Italia», affermano le docenti Adele Testa e Maria Antonietta Guerriero presenti accanto al parroco della Chiesa di Sant’Ippolisto Don Enzo De Stefano e al preside dell’Istituto Giovanni Basso: «Senza impegno e passione non si fa nulla di buono – sottolinea il dirigente scolastico -. L’esempio del giudice Intelisano va seguito perché il passato inesorabilmente si intreccia con il presente».
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