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Libri negli scantinati e giornalisti imbavagliati alla Fiera del Libro di Atripalda. Zavoli: “Conoscenza, coscienza e indignazione per svegliarci dal sonnambulismo del nostro tempo” e Marotta: “Abbandonare la cultura conduce alla corruzione”

Pubblicato in data: 25/5/2013 alle ore:10:50 • Categoria: Cultura

fiera del libro - marotta parascandolo zavoli daniele«Conoscenza, coscienza e indignazione per svegliarci dallo stato di sonnambulismo in cui viviamo, in questo è centrale il ruolo del giornalista che oltre ad informare spesso contribuisce anche a formare l’opinione e le coscienze», queste le parole del senatore Sergio Zavoli intervenuto nel tardo pomeriggio di ieri alla Fiera del Libro di Atripalda sul tema «Cultura e Giornalismo umiliati: libri negli scantinati e giornalisti imbavagliati. Il caso: Istituto Italiano Studi Filosofici e i trecentomila volumi dimenticati». Al centro della discussione il delicato e difficile ruolo dei libri e dei giornalisti: «Quando i nostri politici ci dicono che con la cultura non si mangia è evidente che non siamo il Paese che pensavamo di essere – afferma l’ex Presidente della Rai e Direttore de Il Mattino -. Il caso dei 300mila volumi del professore Marotta abbandonati destinati a diventare rifiuti se non si interviene è una tragedia non solo napoletana ma di tutti». Accorato nel ripercorrere la storia dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici l’avvocato e filosofo Gerardo Marotta che si scaglia contro i Governi che non hanno tutelato l’enorme patrimonio che l’Istituto rappresentava: «Potevamo creare un’Accademia universale con intellettuali provenienti da tutto il mondo. Ma i decenni passati hanno visto una persecuzione contro l’Istituto privato di fondi necessari alla sopravvivenza a discapito delle nuove generazioni. Abbandonare la cultura conduce alla corruzione, questi sono i meccanismi storici che ci hanno portato alla decadenza politica». Proprio sul piano politico è scivolato il discorso di Zavoli che accusa il Partito Democratico di «aver perduto la coscienza di essere uniti scendendo a patti con le forze contrarie e non capendo che altrove c’erano gli interessi di chi usa le nuove tecnologie e promette abolizione di tasse attraverso ignobili bugie» e il chiaro riferimento al Movimento di Grillo «quando si è in fiera del libro zavoli danieleun cerchio al suo interno troverete solo coloro che sono già d’accordo, la vera rivoluzione è abituarci alla diversità». In questo si inserisce il ruolo a volte scomodo del giornalista chiamato a raccontare i fatti strappando via ogni bavaglio o condizionamento come sottolineato dal professore dell’Università La Sapienza di Roma e vice presidente di Rai Educational e autore, insieme a Zavoli, della trasmissione «La storia siamo noi», Renato Parascandolo: «Nonostante le tante pubblicazioni L’Italia è al 57esimo posto per mancanza di libertà di informazione. In questi ultimi anni abbiamo assistito alla progressiva e irreversibile scomparsa della realtà: al posto delle inchieste ci sono i talk show che ai fatti sostituiscono le opinioni. Inoltre è evidente un dogma trasversale a tutte le correnti politiche prive di obiettività verso un abbassamento complessivo dell’informazione». Presenti ala tre giorni dedicata all’editoria, organizzata tra la Dogana dei Grani di ad Atripalda e il Castello di San Barbato di Manocalzati e giunta quest’anno alla quarta edizione, anche il neo assessore alla Cultura del Comune di Napoli e presidente dell’Osservatorio sulla Camorra della Campania e dell’Anci regionale Nino Daniele e, tra gli altri, il presidente del CoReCom regionale Gianni Festa, l’ex presidente del Consiglio comunale di Avellino Antonio Gengaro, don Gerardo Capaldo, il vice sindaco del Comune di Atripalda Luigi Tuccia del Pd e il delegato alla Cultura Barbarisi. Ad accogliere gli autorevoli ospiti gli organizzatori, il giornalista Ciro De Pasquale dell’Associazione Cento Uomini d’Acciaio insieme a Donatella De Bartolomeis della Casa editrice Il Papavero. Questa sera la conclusione della manifestazione affidata ancora una volta al filoso Aldo Masullo, mentre in mattinata il momento conclusivo del Premio Scianguetta per il miglior giornalino scolastico organizzato dall’Istituto «Don Milani» di Manocalzati.

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Una replica a “Libri negli scantinati e giornalisti imbavagliati alla Fiera del Libro di Atripalda. Zavoli: “Conoscenza, coscienza e indignazione per svegliarci dal sonnambulismo del nostro tempo” e Marotta: “Abbandonare la cultura conduce alla corruzione””

  1. uno ha detto:

    Io penso che la funzione del giornalista è delicata nel senso che ci vuole molta preparazione, coscienza e grande responsabilità. Purtroppo capita molto spesso che i giornalisti strumentalizzino l’informazione per scopi poco commentevoli, ingannando l’opinione pubblica e perdendo nel contempo, agli occhi del pubblico non più ingenuo, gran parte della loro dignità. Ciao

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