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Palazzo Caracciolo, concluso il secondo atto di acquisizione. Barbarisi: “Inseriremo nella previsione di bilancio una voce dedicata alla messa in sicurezza”

Pubblicato in data: 29/5/2013 alle ore:08:00 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

palazzo-caracciolo1Palazzo Caracciolo si prepara a ritornare all’antico splendore. Definito il secondo atto per l’acquisizione gratuita da parte del Comune di Atripalda, si muovono i primi passi per la messa in sicurezza e il restauro dello storico edificio, donato a titolo gratuito dagli eredi Alvino insieme al parco annesso. Lunedì mattina, davanti al notaio Romana Capaldo e alla presenza del sindaco Paolo Spagnuolo e del delegato alla Cultura Lello Barbarisi, è stata formalizzata la cessione gratuita di un ulteriore 15% dell’antica ma oramai fatiscente struttura di via Salita Palazzo: «Abbiamo portato a termine la procedura nei tempi previsti – commenta Barbarisi -. Ora il nostro intento primario è quello di mettere in sicurezza il palazzo per provvedere velocemente alla riapertura della strada. Sarà, infatti, installato un ponteggio autoportante in modo da coprire la falla creata dalla caduta di un ramo di un albero». L’arteria cittadina è, infatti, chiusa da oltre un anno e mezzo, da quando la straordinaria nevicata di febbraio 2012 provocò il cedimento di una parte del tetto: «Nel prossimo bilancio di previsione inseriremo una voce da 100mila euro per poter procedere, prima dell’inverno, all’avvio dei lavori di messa in sicurezza e riaprire, quindi, la strada al traffico per evitare ulteriori disagi a cittadini e residente. Secondo step previsto entro l’estate 2014, termine di riferimento entro cui faremo in modo di rendere fruibili almeno i giardini esterni». La struttura, sottoposta a due vincoli della Soprintendenza ai Beni Culturali, accoglie al suo interno la statua del Fauno e la Fontana del Pipistrello attribuiti entrambi all’architetto e scultore del ‘600 Cosimo Fanzago, autore anche della Fontana dei Tre Cannoli di Avellino: «Nel parco adiacente sono presenti due bellissimi cedri menzionati anche in alcuni libri di botanica – spiega il delegato alla Cultura e al Turismo -. Il valore storico è evidente per questo sarà essenziale intercettare fondi da destinare alla ristrutturazione per portare l’edificio al suo antico splendore». In una fase successiva sarà, infatti, istituita una Commissione consiliare ad hoc per definire la destinazione d’uso. Parallelamente l’amministrazione avvierà altre azioni legali al fine di conseguire l’acquisizione dell’intero fabbricato, al momento pari al 95% dato che dei circa 36 eredi solo 7 si sono mostrati restii alla donazione. «Ringrazio tutti gli eredi Alvino per aver donato un pezzo di storia alla città – conclude Barbarisi – e il notaio Capaldo per aver prestato gratuitamente il proprio apporto professionale. Confido nella buona riuscita del progetto, seppur non in tempi brevissimi, per creare un nuovo punto di interesse culturale che richiami l’attenzione su Atripalda».

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10 risposte a “Palazzo Caracciolo, concluso il secondo atto di acquisizione. Barbarisi: “Inseriremo nella previsione di bilancio una voce dedicata alla messa in sicurezza””

  1. Osservatore attento. ha detto:

    Ad Atripalda, mancano forse i soldi per pagare lo stipendio, e Barbarisi vuole mettere nel bilancio un uscita per la messa in sicurezza del palazzo Caracciolo. Ma questi stanno proprio fuori.
    Quello può cadere da un momento all’altro, perciò lo si vuole mettere in sicurezza?????????????

  2. costantino ha detto:

    speriamo davvero di poterlo vedere un giorno recuperato. un’operazione che secondo me andava fatta già anni fa.
    perchè nel frattempo non si puliscono i giardini e si mettono pure delle panchine in modo da poterci andare anche con i bambini???
    comunque complimenti per l’acquisizione.

  3. franco de siano ha detto:

    …cessione a titolo gratuito di un guaio grosso quanto un palazzo…

  4. Emilio ha detto:

    Caro Osservatore Attento, questo palazzo diventerà appannaggio di sopravvivenza della Soprintendenza. A noi non resta che esclamare come diceva il grade TOTO’ : E IO PAGO!

  5. giuliano ferrara ha detto:

    Poveri noi, da chi dobbiamo essere amministrati.

  6. blumond ha detto:

    Con centomila euro per mettere in sicurezza Palazzo Caracciolo, si poteva dare una mano veramente alle persone bisognose di Atripalda, che ve sono tante e che per dignità non si fanno conoscere.

  7. aniello ha detto:

    è stata fatta una buona cosa. la città deve salvaguardare la propria storia. mi auguro che anche la soprintendenza si faccia carico del recupero.

  8. umberto ha detto:

    non sono d’accordo con chi pensa che sia un problema… mi piace piuttosto pensare che un giorno possa essere una grande risorsa. E poi il consiglio comunale che rappresenta la città ha votato la delibera di acquisizione al patrimonio all’unanimità. E menomale dico io…. perché di fronte alla cultura non devono esistere colori politici né bandiere. Certamente sarà contento pure Galante di questa cosa.
    Bravi tutti e impegno a trovare i soldi per il recupero.

  9. Turiddu ha detto:

    Il sig. Costantino ha detto una cosa buona, cioè che questo intervento doveva essere fatto molto tempo fa. Infatti negli anni 2000/2001 l’Amministrazione aveva avuto molteplici contatti con i proprietari per l’acquisizione di Palazzo Caracciolo e questi, pensate, rifiutarono un’offerta di circa 750/800 milioni ed oggi lo cedono gratis, vi domandate perchè? Del Palazzo resta poco o niente all’interno ed all’esterno: è stata già fatta pulizia totale. Per metterlo solo in sicurezza bastano centomila euro? c’è per caso una perizia agli atti? Poi rispondendo al sig. Aniello vorrei dire che il Ministero dei Beni Culturali è senza portafoglio, cioè non hanno finanziamenti. Loro lavorano solo con soldi comunali, provinciali o regionali, se ci sono, anzi mi azzardo a dire che per la ricostruzione dell’immobile non bastano 10 milioni di Euro. Pertanto, pensate che abbiamo fatto un affare?

  10. Nappo Carmela ha detto:

    Spero che questo problema si risolve al piu presto si puo aprire di nuovo la strada ciao

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