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Strappo Udc al Comune, nota del capogruppo consiliare Raffaele La Sala (Piazza Grande)

Pubblicato in data: 5/6/2013 alle ore:15:00 • Categoria: Politica, Lista "Piazza Grande"Stampa Articolo

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Se le dimissioni non sono (come si dice) una fiction (insomma una farsa, una zeza, o al più un braccio di ferro, così tanto per mostrare i muscoli), al comune di Atripalda si inaugura una turbolenza della quale non è facile prefigurare gli esiti.

Dopo i passaggi di campo, che tuttavia avevano lasciato inalterato il rapporto di forza tra maggioranza e minoranza (entra Parziale, esce Pacia) ed i passaggi interni, su tutti quello di Musto dal PSI all’UdC, con la consigliera Scioscia in stand by, per la prima volta si profilano inediti scenari e scossoni che possono travolgere Spagnolo o blindarne la maggioranza e rafforzarne la leadership.

Dopo la ‘repentina’ scelta politica che lo aveva portato verso i monti-zemoliani (una delle numerose conversioni e riconversioni paoline, da Alleanza Nazionale, alle sirene piedìne, passando per Margherite, Alleanze di Centro, Forza Italia, Udc ed Italie future) e le pesanti declaratorie sulla…moralità politica (che andrebbero quanto meno spiegate), Spagnuolo anticipa i malumori nuscani e passa decisamente all’attacco. Stracciati accordi e promesse (secondo disinvolte consuetudini che evidentemente -queste sì- gli sono congeniali) il giovane-non più giovane- Spagnuolo è pronto a rinegoziare a tutto campo alleanze e conflitti in uno scenario dove nulla è scontato (e tutto è possibile).

Intanto la sfida al gruppo udiccino servirà a testare fedeltà ed appartenenze. Se Musto, per esempio, appare tra gli udiccini il demitiano più convinto, non è facile decifrare la posizione dei ‘garganiani’ Iannaccone e Spagnuolo Geppino, o quella -meno decifrabile- del capogruppo Landi, o quella del capaldiano (o ex capaldiano?) Barbarisi. Insomma le dimissioni degli assessori udiccini e la remissione delle deleghe, può ridefinire posizionamenti e riposizionamenti (e naturalmente pescaggi e ripescaggi). Intanto l’eventuale uscita di Musto riporta naturalmente Pacia nell’alveo della maggioranza, mentre non è detto che superiori esigenze di numeri non possano portare in un colpo solo in giunta Valentina Aquino e Fabiola Scioscia, sacrificando l’esterna Concetta Tomasetti, non più necessaria alla causa. E poi c’è il PdL. Ma di questo parleremo un’altra volta. E Atripalda, i disavanzi, le povertà, le periferie, i centri servizi (e i servizi cancellati nell’indifferenza generale, oggi il centro per l’impiego e domani chissà) possono aspettare…

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4 risposte a “Strappo Udc al Comune, nota del capogruppo consiliare Raffaele La Sala (Piazza Grande)”

  1. Marcello ha detto:

    Lello La Sala è l’unico politico sulla scena locale degno di stima e fiducia.
    Peccato che non abbia un ruolo ed una formazione politica. Questi personaggi da avanspettacolo, dovrebbero andare a scuola da Lello, con i libri sotto al braccio, come si faceva un tempo. Ma pensano di essere in grado di autodeterminare e combinano solo macelli

  2. Emilio ha detto:

    Lo scenario che il prof. La sala ha ipotizzato è politicamente perfetto, quindi il Sindaco non ha nulla da temere. Sarà la volta buona per le quote rosa.

  3. SIMONE ha detto:

    La Sala come al solito crede di essere il più intelligente. E così dosa gli interventi a seconda delle proprie convenienze del momento. Qui la sensazione netta è quella di una bella strizzata d’occhio al sindaco appiedato! Del resto gli anni passano e il professore non vuole terminare la sua brillante carriera politica coniando esilaranti nomignoli, inventando geniali sberleffi ed esercitandosi nell’uso creativo della punteggiatura. Diamoglielo allora un bell’incarico di giunta al professore, così gli atripaldesi, che non si fanno mancare proprio nulla, lo potranno finalmente ammirare estasiati nell’arte (trattandosi di La Sala solo di arte può trattarsi) dell’amministrare!

  4. simone ha detto:

    prof. vottiti rindo a maggioranza e votatili fore.

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