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Istituto comprensivo atripaldese, il più grande della provincia. Barbarisi: “Dirigenza unica per semplificazione nell’accesso ai servizi e all’offerta formativa, un vantaggio per l’utenza”

scuola-de-amicisA partire dal prossimo 1 settembre nasce ufficialmente l’Istituto Comprensivo di Atripalda: con circa 1.300 alunni sarà il più grande della provincia di Avellino. La direzione resterà in via Roma (foto) e tutti i sei plessi, guidati dal dirigente unico scolastico Elio Parziale, avranno un proprio responsabile didattico e gestionale.
Intervista al consigliere delegato alla Pubblica Istruzione Lello Barbarisi.

Cosa comporterà questa unificazione per la realtà cittadina?

Non cambierà assolutamente nulla salvo delle piccole novità sul funzionamento che potrebbero essere apportate dal nuovo dirigente. La dirigenza unica, a mio parere, già nel medio termine rappresenterà una grande semplificazione nell’accesso ai servizi ed all’offerta formativa ed un vantaggio per l’utenza“.

L’Amministrazione Spagnuolo ha optato per la scelta dell’Istituto Comprensivo, ma il Dirigente Parziale ha dichiarato, in una recente intervista che ” … si è ancora lontani dal ritenere la scuola un bene pubblico di primaria importanza”. Come risponde?

Le affermazioni del dirigente hanno il sapore di uno sfogo, lo sfogo di colui che ci mette molta passione nel fare il proprio lavoro e di questo gliene siamo grati. Uno sfogo, peraltro, pure comprensibile se rapportabile ad un carico di lavoro che andrà ad accrescersi e probabilmente alle stesse condizioni contrattuali di quando lo sforzo era sicuramente inferiore. Tuttavia la sua considerazione non mi trova assolutamente d’accordo quando sostiene che siamo lontani dal ritenere la scuola pubblica un bene di primaria importanza. Secondo me qui dovrebbe tener maggiormente conto delle difficili situazioni finanziarie dell’ente e poi accettare che molto spesso tra la fase progettuale di un intervento e quella della sua realizzazione possono passare anche diversi mesi. Ciò però non è dovuto né all’inerzia degli uffici che ringrazio per la celerità e la competenza con cui risolvono le questioni né ad una scarsa attenzione dell’amministrazione, ma è semplicemente da attribuirsi alla pochezza delle risorse finanziarie. A smentire totalmente questa considerazione ci sono sopratutto tante cose fatte nel corso del nostro primo anno di mandato”.

In particolare a cosa si riferisce?

“Nel primo anno di Amministrazione, grazie anche alla sensibilità dell’assessore ai Lavori Pubblici, abbiamo destinato l’intera posta del capitolo delle manutenzioni agli immobili di proprietà comunale, alla sola manutenzione delle scuole della direzione didattica, ovvero circa € 40.000. Abbiamo interamente ripristinato la linea di gronda e le pluviali della scuola elementare di via Manfredi insieme alla pensilina di accesso, quasi totalmente rifatta la pensilina di via Roma, risanata la copertura della palestra della medesima che era un colabrodo e sistemato anche il gruppo antincendio; senza far notare che io stesso ho procurato alla direzione un piccolo contributo da destinare all’acquisto di una modesta quantità di banchetti e sedie. Abbiamo, non senza sforzi, realizzato il secondo accesso alla scuola di via San Giacomo, ottenendo in uno una riduzione del carico veicolare sulla stessa via ed una più ordinata gestione del flusso dei bambini. Siamo invece un po’ in difficoltà e non ho problemi ad ammetterlo, ma sempre per la mancanza di fondi, con la scuola di C.da Spagnola, rispetto alla quale abbiamo la necessita urgente di reperire le somme necessarie per risanare la copertura che da più punti porta acqua all’interno delle aule. Senza aggiungere che non abbiamo neanche fatto mai mancare la nostra presenza in tutte le circostanze che la richiedevano. Insomma, devo dire, quella considerazione mi ha lasciato un po’ perplesso
“.

Circa 10 plessi irpini superano i 1000 alunni, mentre altri, come Solofra, Montemiletto e Montefalcione hanno scansato l’accorpamento. Era possibile evitarlo anche per Atripalda? Il rischio era l’accorpamento con Manocalzati?

Il rischio non era l’accorpamento con Manocalzati in quanto tale, comune con il quale abbiamo peraltro storici ed ottimi rapporti di vicinato. Il rischio vero era quello di evitare che un qualsiasi accorpamento potesse causare un disagio alla nostra utenza, ai nostri concittadini. Da nessuna parte ci garantivano la possibilità di mantenere la dirigenza in loco in caso di accorpamento. Detto ciò, anche coinvolgendo lo stesso dirigente nel ragionamento, abbiamo optato per la scelta dell’Istituto Comprensivo, tanto è vero che una volta maturata la decisione e prima che fosse ufficiale, insieme siamo andati a comunicarla alla preside Medugno. Per fare ulteriore chiarezza, devo dire che la nostra condizione non conteneva la possibilità di ottenere alcuna deroga che pure prevedeva la legge. Questo perché noi non siamo né un comune montano, né un comune con particolari problemi di collegamento. E’ dunque del tutto evidente che i requisiti che la legge richiedeva per la deroga noi non li avevamo. Diversamente è accaduto per realtà come Montemiletto e Montefalcione. Realtà che in base a quanto detto hanno potuto (per ora) beneficiare della deroga. E neanche Solofra ha evitato gli accorpamenti. Solo che questo comune rispetto ad Atripalda ne costituisce due di istituti comprensivi, ognuno di circa 700 alunni, avendone però dimostrata la necessità territoriale, in quanto trattasi di un comune costituito da diverse frazioni, alcune delle quali distanti dal centro e con difficoltà di collegamento nella stagione invernale“.

A dirigere l’Istituto unico atripaldese sarà il direttore unico Elio Parziale. Quanto è importante la collaborazione tra docenti, genitori e amministratori?

Come sempre la collaborazione istituzionale, il coordinamento, sono attività fondamentali per ottenere dei livelli di alta qualità formativa. Da questo punto di vista nessuno deve temere nulla perché è notorio che noi al confronto non ci siamo mai sottratti ed anche quando è sfuggita la sua necessità siamo stati noi per primi a richiederlo”.

Superati i problemi organizzativi, il timore è quello di non riuscire a tenere sotto controllo 6 plessi anche dal punto di vista della gestione dei servizi quali mensa e trasporto. Come si regolerà il Comune?

L’amministrazione, gli uffici comunali, non faranno mancare mai il loro apporto. Saremo molto attenti e cercheremo di favorire il nuovo corso con tutte le risorse ed i mezzi a disposizione che abbiamo. Qui il dirigente ha ragione nel ritenere che questa non è solo la sua sfida. Certo il periodo non è dei più felici per il miglioramento o la creazione di nuovi servizi. Ma io per ora mi accontenterei di mantenere lo standard che abbiamo ed anche le tariffe di accesso. In proposito posso dire quindi che faremo di tutto perché le tariffe non subiscano delle variazioni e che se avremo dei risparmi di spesa cercheremo pure di ampliare la fascia degli esenti, tenuto conto della grave difficoltà in cui versano tante famiglie. E’ in questo momento importante essere solidali più che mai e tener presente anche che chi si appropria ingiustamente di un servizio, è un beneficio che va a togliere a chi ne ha veramente diritto e necessità“.

Come si presentano strutturalmente gli istituti scolastici in questione?

“Il nostro patrimonio scolastico è in buono stato di salute, avrebbe solo bisogno di una manutenzione più costante, ma torniamo sempre lì. Cioè alle risorse che non ci sono. Sono per lo più strutture in cemento armato e nate quasi tutte dopo il terremoto del 1980; solo la scuola elementare di via Manfredi e la media di via Pianodardine appartengono al decennio prima. Sono comunque tutte rispondenti alle normative dell’epoca in cui sono state realizzate. Agli atti di ufficio vi sono tra l’altro i verbali di prove strumentali fatte alcuni anni fa che attestano il buono stato delle strutture. Vorrei dire che proprio non siamo gli ultimi ma al contrario e che chi vuole può guardarsi intorno per vedere gli altri in quali condizioni si trovano; scuole come la elementare di via Roma sono all’avanguardia ad esempio per arredi e per la presenza di ampi spazi adibiti ad attività collettive. Oltretutto due scuole, la media e la materna di via San Giacomo, sono state destinatarie ognuna di un PON che è in via di perfezionamento. Non appena completati gli iter ci attiveremo per l’inizio dei lavori il prima possibile“.

Prima campanella nel giorno di San Sabino, lunedì 16 settembre, ultimo giorno il 7 giugno 2014. Cosa si sente di garantire alla dirigenza del nuovo istituto comprensivo.

Al di là dei rapporti istituzionali ottimi con il dirigente Parziale c’è anche un’amicizia storica e familiare, basata sulla stima e sull’affetto reciproco. Queste due cose messe insieme valgono molto di più di una comune garanzia. A lui gli auguri di nuovi e più prestigiosi traguardi personali e professionali“.

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