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Tomba a Camera di via Tufara e muro di protezione Abellinum, dal sottosuolo riemerge il passato di Atripalda

Pubblicato in data: 11/8/2013 alle ore:08:12 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

rilievi-tomba-etrusca-5Riaffiora dal sottosuolo l’antica storia della cittadina del Sabato. Individuate in perfette condizioni in via Tufara una Tomba a Camera di epoca pre romana e parte del muro di protezione. I rilievi geoelettrici vanno a confermare la già ipotizzata presenza dell’antico sepolcro individuato a circa 10 metri di profondità, mentre la sommità della tomba è stimata intorno ai 6 metri sotto terra, in base a quanto appreso dalle indagini ricognitive avvitate tramite georadar e comparate con gli ultimi dati. «I rilievi hanno confermato giacimenti nell’area a destra della strada – spiega il delegato alla Cultura Lello Barbarisi presente sul posto insieme al sindaco Paolo Spagnuolo e all’architetto Gerardo Troncone del Fai di Avellino -, si vede chiaramente la volta ad arco perfetto dell’ipogeo come già immaginato in base ai dati e alle testimonianze raccolte in passato». Poco più avanti, in cima alla salita di via Tufara, la seconda scoperta a ridosso dei fabbricati che farebbe pensare alla presenza di parte del fossato e del muro di cinta dell’Antica Abellinum realizzato in tufo, materiale molto utilizzato in passato da cui anche il nome della strada realizzata negli anni ’60 quando «non esisteva ancora nessun ente a tutela dei beni storici e archeologici – commenta il presidente della Pro Loco atripaldese Raffaele Labate per questo ora prendiamo atto dello scempio di vedere interrato questo tesoro. Per lo meno la tombatura ha evitato la totale distruzione durante la costruzione dei palazzi, cosa che purtroppo è avvenuta per altri reperti». L’importante ritrovamento, probabilmente risalente al IV secolo a.C., è avvenuto nel cuore della notte attraverso rilievi effettuati da un team di tecnici specializzati della ditta «Istemi» di Mercato San Severino incaricata dal Comune di Atripalda. Avviato ora uno studio qualitativo per risalire all’esatta epoca storica del sepolcro di circa 4 metri per 4 probabilmente di età etrusca o macedone secondo le prime ipotesi. Le indagini hanno coinvolto un’area di circa 63 mq di perimetro su cui sono stati posti diversi elettrodi collegati tramite cavi per poter analizzare il sottosuolo fino a 11 metri di profondità e comparare i dati con i risultati già evidenziati dal georadar. Una scarica elettrica, infatti, si ferma quando raggiunge un materiale solido come la pietra ecco perché le immagini raffigurano colori diversi. La Tomba a Camera interrata fu scoperta, in località Maddalena, il 9 settembre del 1881, nel corso dei lavori di realizzazione della strada di collegamento fra Atripalda e la stazione ferroviaria di Avellino ma all’inizio del ‘900 la tomba venne nuovamente interrata. Nel 1954 furono poi avviati i lavori di costruzione edilizia senza però effettuare alcuna opera a tutela dell’integrità e accessibilità del sepolcro. La collinetta di via Tufara è, infatti, palesemente artificiale dato che il terreno è stato riversato proprio per appianarne il dislivello. La documentazione raccolta, su cui è coinvolta anche la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, sarà divulgata a settembre dall’Amministrazione cittadina che ha voluto fortemente questo intervento, su delibera di Giunta intersettoriale e una voce di bilancio pari a 2.400 euro destinata alla valorizzazione e al recupero dei reperti archeologici cittadini. «In futuro l’obiettivo sarà quello di realizzare un progetto serio che tenga conto dei reperti storici compatibilmente all’insediamento urbano – aggiunge Barbarisi -. Procederemo con la definizione dei dettagli e del preciso volume strutturale della tomba».

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6 risposte a “Tomba a Camera di via Tufara e muro di protezione Abellinum, dal sottosuolo riemerge il passato di Atripalda”

  1. Antonio ha detto:

    Si ma adesso come si procede? Caro Lello non dirmi che hai fatto spendere 2.400 alla casse comunali e la questione rimane irrisolta come per il palazzo ducale. Io spero che questa spesa abbia un seguito altrimenti il tutto e servito solo a buttare risorse e a danneggiare ulteriormente la nostra immagine. Grazie Lello con i tuoi interventi Atripalda sta prendendo forma…….. Ma non si sa ancora qual’e’ la forma mah!!!

  2. carmine ha detto:

    c’e da dire con grande rammarico il ritardo ,del resto chi dobbiamo incolpare? noi siamo fatti cosi.io vivo a nord di questa italia che e’infitamente grandeee, quanto piccola. auguro a tutto il mondo di stare in pace e; di noo soffrire mai la fame in qualsiasi forma essa sia.curcio carmine vi saluta col cuore miei amati concittadini.

  3. uanimaropriatorio ha detto:

    ce facimmo anzalata ste prete, nemmanco sapimmo sfrutta quelle che stanno alla luce del sole. sto Barbarisi mo ci fa nato regalo come o rudere e palazzo Caracciolo.

  4. INDIGNATO ha detto:

    Bene. Lì sotto c’è una tomba di 3mila anni fa. Ed ora? Atripalda risolve tutti i suoi problemi con questa stratosferica scoperta?

  5. valerio ha detto:

    Su tutto il sottosuolo di Atripalda se scavate trovate tombe antiche. Nessuna scoperta si è fatto in merito.

  6. Bix ha detto:

    Possibile che certa gente non sappia godere mai di una bella notizia, ma debba sempre e comuinque sparare a zero?! Ma davvero la vita vi ha reso così insensibili a qualsiasi cosa? Mah!! Certo, una tomba non risolve nessun dei nostri tanti problemi, ma una scoperta del genere dovrebbe comunque suscitare ben altro tipo di reazioni, si tratta pur sempre dei nostri antenati!

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