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Il Pdl attacca l’Amministrazione Spagnuolo, Del Mauro: «Nessun consiglio comunale da cinque mesi e nessuna risposta alle interrogazioni da un anno mentre i problemi languono»

massimiliano del-mauro«Nessun consiglio comunale da cinque mesi e nessuna risposta alle interrogazioni da un anno mentre i problemi della città languono», il gruppo consiliare del Pdl va all’attacco dell’Amministrazione Spagnuolo. Un duro j’accuse del capogruppo consiliare Massimiliano Del Mauro che traccia un bilancio sul primo anno e mezzo del governo cittadino del sindaco Paolo Spagnuolo partendo dalla mancata convocazione da mesi del parlamentino cittadino.
«Il sindaco sta mortificando la città e le istituzioni consiliari – esordisce il leader cittadino del Popolo delle Libertà – stabilendo una sorta di record in negativo non convocando il consiglio da ben 5 mesi segnati da gravi problemi e da una crisi politica nella maggioranza con le dimissioni degli assessori Udc mai rientrate ufficialmente. Cinque mesi segnati dagli attacchi del vicesindaco Tuccia all’Utc, di quelli del delegato al Bilancio Landi al responsabile degli uffici economici-finanziari De Giuseppe, anche se poi quest’ultimo ha smentito quanto definito dal delegato. E poi la morte di manifestazioni come Giullarte, Segnali. Vorrei ricordare a Spagnuolo, che non risponde da un anno alle nostre interrogazioni, quando insieme a me e ad altri consiglieri di opposizione oggi presenti nella maggioranza (gli assessori Iannaccone e Prezioso ndr.) andammo dal Prefetto per lamentarci del comportamento del vecchio sindaco ma lui ora sta facendo molto peggio. Così non c’è democrazia, non c’è confronto con chi rappresenta l’altra metà della città ma c’è un uomo solo al comando».
Tante le problematiche finiti sotto la lente d’ingrandimento della minoranza. «Il paese sta annaspando più degli altri – incalza il capogruppo del Pdl -. Un paese che langue ed in cui in un anno e mezzo non è stato fatto nulla. Né si può andare avanti dicendo che le colpe sono di quelli che ci hanno preceduto. Potrei fare l’elenco delle cose non fatte e che si potevano fare e delle cose che invece hanno fatto male. Penso ad una gestione dell’edilizia residenziale pubblica più equa e meno clientelare, la mancanza di una shortlist per gli incarichi professionali da noi proposta e votata anche dalla maggioranza. Si poteva fare di più e meglio rispetto alla differenziata, altrimenti non avremmo subito il commissariamento, o alla riorganizzazione del personale. Ed ancora l’iniziativa a km zero fatta in piazza e di quella che si dovrebbe fare in via Fiume, organizzata ambedue da chi a tutti gli effetti sembra essere l’assessore esterno al Commercio. Si poteva evitare che la gestione di Giullarte fosse uno scandalo con affidamenti per decine di migliaia di euro fatti senza espletare “vere” gare d’appalto. Chiedo di dirmi di un solo atto costruito, pensato e portato avanti a favore della città. L’unica provvedimento su cui sono stati d’accordo è stato quello di aumentare tutte le imposte comunali».
Sotto accusa finiscono anche i continui cambi di casacca in consiglio comunale: «Il consiglio non può essere la sede di regolamento di conti di questa macedonia di partiti politici che hanno composto la maggioranza. Assistiamo a piroette di consiglieri comunali che passano con disinvoltura dall’estrema destra alla sinistra. Un Pd che all’indomani del voto era uno dei partiti sconfitti e che invece si appresta a diventare il primo gruppo in consiglio comunale visto i passaggi “molto ragionati e disinteressati” che ci sono stati fino ad oggi e quelli che, molto probabilmente, ci saranno tra non molto».
Da qui la richiesta che il Consiglio comunale venga convocato una volta al mese «come promette il sindaco quando indossa il vestito del bravo ragazzo. Ma troppo spesso però veste i panni del cattivo. Noi siamo convinti che cattivo non è, semmai ambizioso, ma questo non è un difetto. Le sue ambizioni le deve conciliare con i problemi interni alla sua maggioranza e ai gruppi consiliari che la compongono, evitando che questo paralizzi l’attività consiliare. Di proposte ne abbiamo, ne abbiamo fatte tante per il passato ma l’unico luogo deputato alla discussione dei problemi di Atripalda, che sono tanti, è l’aula consiliare e speriamo di non dover commentare mai più la mortificazione di 5 mesi di discussioni negate».

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