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Abellinum, delusione in città per il nuovo stop al decreto di esproprio. Il delegato Barbarisi: “credevamo che il braccio di ferro si fosse ormai concluso”. L’ex sindaco De Vinco chiede chiarezza e la riapertura del parco

Pubblicato in data: 25/10/2013 alle ore:07:30 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

scavi-antica-abellinumC’è delusione il giorno dopo la notizia del nuovo stop al decreto di esproprio per il parco archeologico dell’Antica Abellinum di Atripalda (foto).
La sospensiva emessa dal Tar di Salerno, che blocca nei fatti il decreto di esproprio per pubblica utilità con il quale il Comune sperava di ritornare in possesso dell’area archeologica posta sotto sequestro preventivo lo scorso anno dalla Procura della Repubblica di Avellino ed affidata in custodia giudiziaria cautelare alla Soprintendenza dei Beni Archeologici di Avellino, fa slittare ancora una volta la riapertura al pubblico. «L’atto di sospensiva risale a fine luglio – commenta il delegato alla Cultura Raffaele Barbarisi -. Purtroppo credevamo che il braccio di ferro si fosse ormai concluso ed invece così non è visto l’accoglimento della sospensiva presentata dagli eredi della famiglia Dello Iacono che sospende addirittura l’efficacia. Questo vuol dire che se l’area non fosse stata sequestrata all’epoca dal procuratore capo Di Popolo ed affidata alla Soprintendenza, teoricamente il cancello si sarebbe di nuovo chiuso. Mentre su questo punto di vista non c’è ora nessun rischio che il parco torni alla famiglia Dello Iacono».
Il Comune sta valutando la costituzione come parte civile nel procedimento penale aperto dalla Procura che lo scorso anno sequestrò il sito archeologico con l’accusa di abbandono di un’area di interesse monumentale. «L‘area resta sotto controllo della Soprintendenza e siamo stai rassicurati dalla dottoressa Fariello che presenteranno ricorso – prosegue Barbarisi -. L’ente di tutela sta procedendo al completamento della copertura della domus romana visto l’approssimarsi dell’inverno. Da parte nostra c’è da augurarsi che la vicenda della sospensiva del Tar si possa risolvere in maniera veloce e che il ricorso che la Soprintendenza proporrà possa a breve trovare ristoro. Non è più immaginabile che questa storia possa avere ancora un senso e non si capisce come mai ogni volta ch’è c’è sempre una proposta di esproprio difettosa poi trovi la lettura di un giudice che accoglie l’istanza della controparte. E’ una disputa infinita. Come Comune faremo tutta la nostra parte affinché la vicenda si chiuda nel più breve tempo possibile affinché il parco possa essere di nuovo fruibile. Avevamo immaginato di poterlo riaprire in occasione della Via Crucis promossa dalla Pro Loco per il prossimo anno, ma a questo punto sembra una cosa inverosimile che possa accadere».
Una nuova battuta d’arresto nella lunga telenovela che spinge l’ex sindaco Andrea De Vinco a chiedere chiarezza e l’immediata riapertura del parco archeologico al pubblico: «Vogliamo conoscere come realmente stanno le cose stando l’inerzia delle parti in causa – accusa De Vinco -. Un querelle che dura da troppo, oltre trent’anni. Solo di questo si parla e non di sviluppo e valorizzazione. Il tutto con il parco che resta chiuso nonostante ci sia stato anche un finanziamento. Dal sequestro della Procura è passato un anno ma si brancola ancora nel buio. Tutto è morto. La città vuole sapere perché il parco non viene riaperto visto che con la nuova legge il sito non può essere più restituito ai Dello Iacono. Il parco non deve essere una cosa morta, vanno realizzati delle passeggiate turistiche. Volgiamo perciò sapere quando si riaprirà, una data certa, e quali danni sono stati causati dalla chiusura. Se ci sono delle responsabilità anche dalla Soprintendenza, vanno accertate e dovrà darne conto».

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2 risposte a “Abellinum, delusione in città per il nuovo stop al decreto di esproprio. Il delegato Barbarisi: “credevamo che il braccio di ferro si fosse ormai concluso”. L’ex sindaco De Vinco chiede chiarezza e la riapertura del parco”

  1. Antonio ha detto:

    Certo che i proprietari hanno un amore per la cultura….che non ha prezzo!!

  2. Bosco ha detto:

    Alcune considerazioni di quanto è accaduto vanno fatte. La sospensiva risale a fine luglio e soltanto adesso se si viene a conoscenza. Questo atteggiamento della Soprintendenza lascia capire quanta poca attenzione viene posta alla risoluzione del problema. Non credo che i proprietari hanno interesse a far chiudere il cancello ne ad assumersi l’onere della custodia giudiziaria. E’ auspicabile che la controversia si risolta al più presto, questo non perché la Soprintendenza possa trovare ristoro. L’ulteriore ristoro, e mi auguro l’ultimo, spetterà ancora ai proprietari.
    D’altronde, la Soprintendenza continua a gestire i vari lavori di messa in sicurezza dell’area, voglio ricordarle che sono soldi dello Stato quindi NOSTRI.
    Tutti hanno potuto vedere come è stato ristrutturato il monumento. La Soprintendenza facesse, una volta per sempre, un ricorso che abbia un giusto fondamento giuridico, non possiamo immaginare che il giudice volutamente accoglie l’istanza della controparte. All’assessore Barbarisi consiglierei di non spendere soldi per la costituzione di parte civile: i cittadini non ne vogliono sapere di cacciar soldi. Piuttosto, se ti è data facoltà, dai una controllatina ai lavori in corso e i pagamenti effettuati dalla Soprintendenza e rendili pubblici. Sicuramente né avrai un ritorno di immagine.

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