alpadesa
  
Flash news:   L’Area Dem del Pd a confronto ad Atripalda in vista delle Regionali 2020, Nancy Palladino: «per noi il nome del governatore De Luca è imprescindibile e va sostenuto». FOTO Messa in ricordo di Alessandro Lazzerini sabato presso la Chiesa del Carmine Niente più sosta in piazza Tempio Maggiore per valorizzare la chiesa madre di Sant’Ippolisto Martire Avellino-Catania, Daspo a quattro tifosi biancoverdi Il Potenza affonda l’Avellino Uccise la moglie con arnese da falegname, si impicca in cella a Torino 64enne originario di Atripalda Trova uno smartphone e chiede 30 euro per la restituzione: denunciato per tentata estorsione 60enne di Atripalda Sconfitta con il Geko Psa Sant’Antimo: parla coach De Gennaro Laurea in Tecniche di Radiologia Medica: auguri alla dottoressa Angela Penza Natale 2019, Amministrazione in campo per le luminarie in centro città

Stato dei beni culturali e storici cittadini, il consigliere Barbarisi risponde all’attacco di Sel: “Solo pretesti per ritagliarsi uno spazio, il nostro lavoro è tangibile”

Pubblicato in data: 13/11/2013 alle ore:18:18 • Categoria: Attualità, PoliticaStampa Articolo

appiaStato dei beni culturali e storici cittadini, il consigliere delegato alla Cultura ed alla Tutela del Patrimonio dei Beni Culturali Lello Barbarisi risponde, punto su punto, all’attacco di Sel – Atripalda, che accusa l’Amministrazione di una cattiva gestione dei beni cittadini.
La polemica sollevata da Sel è certamente immeritata tenuto conto della enorme attività che stiamo facendo sui temi della salvaguardia, del recupero e della valorizzazione. Tuttavia, si comprende, che essa è molto probabilmente dovuta anche ad una precisa esigenza di ritagliarsi uno spazio sulla scena. La città di Atripalda, il nostro patrimonio dei beni culturali, hanno bisogno di un complessivo piano di valorizzazione ma soprattutto di un progetto che metta a sistema tutto ciò di cui disponiamo, a partire dal Parco di Abellinum fino al sepolto Anfiteatro Romano di via Appia. Un’azione che ci accingeremo a fare già nei prossimi mesi. Un progetto che sia cantierabile e che a stralci possa concorrere ai bandi europei. Non vedo altre vie e ne è mai possibile immaginare di poter rimediare con le finanze locali. L’ unica strada percorribile resta quella della pianificazione e della progettazione. Purtroppo scontiamo da questo punto di vista un enorme ritardo e, sinceramente, piuttosto che metterci a ricercarne le colpe operazione rispetto alla quale nessuno mai troverebbe la mia collaborazione, preferiamo lavorare in direzione della prospettiva. Il desiderio dell’ Amministrazione sarebbe quello di poter restituire alla città un pezzo alla volta dell’enorme patrimonio di cui dispone, recuperato e valorizzato“.
Palazzo Caracciolo, dopo l’acquisizione come sarà riqualificato?
Il Palazzo Caracciolo ed il parco annesso vengono acquisiti al patrimonio comunale a costo zero dopo una lunga e complessa trattativa. Le uniche spese sin’ora sostenute sono quelle relative alle imposte di registrazione degl’atti notarili e quelle relative ad una pulizia del parco onde consentirci l’accesso. L’operazione a parer mio andava fatta già anni fa ma purtroppo con l’uscita di scena del sindaco Capaldo, che a più riprese si era adoperato per l’acquisizione, la questione era finita in un profondo dimenticatoio. Ma come si dice, meglio tardi che mai. Ora, con l’acquisizione, abbiamo certamente compiuto un primo passo. Un secondo passo lo compiremo in primavera quando verranno effettuati i lavori per la messa in sicurezza. E questo ci consentirà anche la riapertura della strada vicinale. Successivamente dovremo pensare alla sua riqualificazione, magari anche attraverso un project financing. L’importante è però stabilire, così come ha fatto il Consiglio Comunale votando all’unanimità l’acquisizione al patrimonio, che l’operazione andasse fatta anche a costo di sobbarcarsi dei sacrifici economici che restano in ogni caso circoscritti alle spese per la messa in sicurezza dello stabile ed per la pulizia dell’area“.
Tomba a Camera, quale futuro?
Per questa abbiamo proposto per il finanziamento un progetto di recupero e di valorizzazione. La proposta presentata il 7 u.s. prevede innanzitutto l’escavo dell’ipogeo per una migliore e piu’ attenta valutazione dello stato di fatto e di conservazione. Solo dopo valuteremo insieme agli esperti un eventuale recupero in loco o lo smontaggio e ri-montaggio in altro sito. Ma se non avessimo prima accertato la esistenza del manufatto, che in tanti, anche tra gli studiosi del settore, davano per sotterrato dalle fondazioni del vicino fabbricato oppure distrutto nel corso dei lavori di urbanizzazione dell’intera area di via Tufara, non avremmo mai potuto mettere su alcun progetto di recupero. Adesso che le indagini lo hanno individuato è ovviamente semplicistico risolvere la questione con il … tutti sapevano dove stava! Io per la verità, a proposito di un suo possibile rinvenimento prima di effettuare le indagini, ho molto fidato delle rassicurazioni che mi venivano fornite dallo stimatissimo Prof. Carlo Giuliano Franciosi, che approfitto anche della circostanza per ringraziarlo“.
Cinema Ideal, progetto pronto ma fermo. Cosa lo blocca?
Siamo purtroppo in un momento di forte contingenza economica e la proprietà non riesce suo malgrado a trovare le fonti per il finanziamento dei lavori di riqualificazione. C’è un progetto approvato dalla precedente amministrazione che la famiglia per il tramite dell’architetto Raffaele Troncone fa sapere di voler realizzare a tutti i costi, anche eventualmente a piccoli stralci. A breve avremo un incontro con loro per discutere di questa evenienza che in ogni caso, tenuto conto dei tempi, ci appare per nulla trascurabile. Per ora si può senz’altro dire che si stanno facendo carico di tenere l’area in sicurezza con interventi periodici di bonifica. Dietro nostra espressa richiesta ne è previsto un altro nei prossimi giorni”.
Dogana dei Grani ad uso pubblico con nuova convenzione tra Soprintendenza e Comune?
“Il progetto che avevamo portato a bando come tutti sanno è approvato, ma per una esiguità delle somme messe a disposizione la sua realizzazione è fortemente in dubbio a meno che non intervengano fatti nuovi da Palazzo Santa Lucia. In ogni caso non resteremo fermi rispetto alle prospettive che avevamo intravisto per una ridisegnazione degli spazi, delle attività e della possibilità di un utilizzo anche più pubblico. Per ciò programmeremo un incontro ad hoc con la Soprintendenza che come noi ha tutto l’interesse a far vivere il centralissimo edificio della Dogana, anche in vista del forte impegno economico che sostiene per il mantenimento del bene“.
Quanto è presente e quanto vale il coinvolgimento delle associazioni e di tutte le forze politiche sul territorio?
In questo momento la politica la fanno soprattutto gli addetti e questo non è un bene. La forte crisi che viviamo non è solo economica ma anche sociale e politica. La gente è stanca, fa fatica a tirare avanti e ce l’ha con tutto e tutti a giusta ragione. Non salva i partiti e neanche le istituzioni locali le quali fanno enormi sacrifici a far quadrare i bilanci ed a somministrare i servizi. Chi fa il sindaco oggi è quasi un eroe. Se non avesse anche delle personali ambizioni, starebbe lì per niente o per mille euro al mese o poco più, sottraendo tempo alla professione ed alla famiglia. Dispiace che nonostante tutto il disastro non arrivino segnali incoraggianti da Roma dal punto di vista dei tagli e delle spese. La direzione dei recuperi delle risorse è sempre la stessa, la sanità, le pensioni, le buste paga… la famiglia. Questa politica che dunque procura una motivata sfiducia non può a mio avviso avvicinare il cittadino neanche alla pubblica amministrazione. Penso ai giovani, ai tanti giovani capaci che non si avvicinano più ai partiti e neanche alle associazioni perché questa classe dirigente non è riuscita a garantire loro una prospettiva dignitosa dopo tanti anni passati a studiare i libri di scuola che essa stessa le proponeva. E’ paradossale, ma è così”.
Quindi da dove ripartire?
“La partecipazione, il coinvolgimento, sono le condizioni necessarie per la realizzazione di un giusto processo di crescita di una comunità. E’ dunque normale che io la auspichi anche sulle questioni strettamente specifiche quali possono essere quelle attinenti alla cultura ed al patrimonio dei beni culturali. Avrei per cui preferito il confronto live piuttosto che quello a mezzo stampa tante volte e tanto spesso anche manipolato e strumentalizzato dal giornalista di turno. I temi della cultura, del patrimonio, dello sviluppo culturale più in generale non sono ad appannaggio del delegato di turno ma essi sono, possono essere, lo strumento attraverso il quale generare tutti insieme ed in maniera condivisa la nuova direzione da prendere. Direi allora che non è mai troppo tardi per iniziare a farlo. Noi seguiamo una direttrice che però non è simile ad una verità e di perciò indiscutibile, ma che invece è e resterà sempre perfettibile. Potrà lungo la sua direzione accettare anche dei cambi di mano o delle svolte impreviste purchè non ne modifichino il punto di arrivo. E questo lo possiamo fare insieme, con chiunque lo voglia. Anche con i rappresentanti del S.e.L. evidentemente attraverso un confronto sereno e costruttivo“.

Print Friendly, PDF & Email

Potrebbero interessarti anche questi articoli:

Ti È piaciuto questo articolo? Votalo adesso!
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (7 votes, average: 3,29 out of 5)
Loading...


Non saranno pubblicati commenti offensivi, diffamanti o lesivi della dignità umana e professionale di amministratori, politici o semplici cittadini. La redazione di AtripaldaNews si riserva la possibilità di pubblicare solo parte del contenuto, procedendo a tagliare le frasi offensive. Invitiamo i nostri lettori, nel rispetto delle regole di una società civile, a firmare con nome e cognome i propri commenti.

3 risposte a “Stato dei beni culturali e storici cittadini, il consigliere Barbarisi risponde all’attacco di Sel: “Solo pretesti per ritagliarsi uno spazio, il nostro lavoro è tangibile””

  1. Bosco ha detto:

    Assessore Barbarisi per il Palazzo Caracciolo, con i tempi che corrono non è difficile capire che almeno per i prossimi cento anni, rimarrà ancora così. Quindi il comune si è accollato un onere di messa in sicurezza che spettava ai proprietari. Così pure per l’IMU, TARSU, i proprietari sono stati sgravati di soldi che sarebbero entrati nelle casse comunali. Conclusione: NON E’ STATO FATTO PER NIETE UN AFFARE.
    Per la TOMBA A CAMERA: tutti i residenti del posto sanno bene dove è collocata e come è disposta.Un mio carissimo amico, residente dalla nascita in quella zona mi ha descritto nei dettagli il manufatto, essendoci entrato dentro, da bambino, diverse svariate volte. Si tratta di un manufatto in pietra di circa mt 3×3 con un ingresso al quale si accedeva attraverso una scala di una decine di gradini, all’interno vi è un letto in pietra con l’incavo anatomico per il defunto e relativo cuscino . Il tutto sollevato da terra circa un metro. Assessore adesso ne sai più di prima. DATTI DA FARE.
    Per la Dogana dei grani, l’unico atto da compiere toglierla alla soprintendenza , perché non è stata mai istituita la scuola di restauro, finalità che indusse l’Amministrazione a concederla in comodato d’uso.

  2. Assetato ha detto:

    Caro Lello, visto che tu ti interessi tanto per il bene di Atripalda, spero che ti puoi interessare al ripristino della fontanella nel parco delle acacie situata davanti al bar, ho denunciato su Atripalda News pochi giorni fa’ la mancanza della manopola per aprire e chiudere il rubinetto, e stamattina mi sono recato nel parco per il mercato del giovedi e la fontanella non e’ stata riparata, magari tutti gli assetati che frequentano il parco vorrebbero conoscere la situazione di quale e’ il motivo perche’ la fontanella resta chiusa e nessuno puo’ bere se ha sete, sperando, ne sono certo in un tuo interessamento per risolvere questo problemino, ti invio cordiali saluti, l’ assetato.

  3. lorenzo s. ha detto:

    caro bosco mi tocca intervenire non per difendere l’assessore ma perché parli a schiovere.
    1) per pagare la TARSU bisogna abitarci in una casa… e il palazzo era disabitato da oltre 30 anni
    2) FABBRICATI DI INTERESSE STORICO ARTISTICO E FABBRICATI INAGIBILI E INABITABILI

    L’articolo 13 comma 3 del Decreto Legge 201 del 6 Dicembre 2011 ha previsto una riduzione della base imponibile ai fini Imu per gli immobili di interesse storico o artistico e per per quelli dichiarati inagibili o inabitabili. La base imponibile dell’imposta municipale propria è costituita dal valore dell’immobile determinato ai sensi dell’articolo 5, commi 1, 3, 5 e 6 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e dei commi 4 e 5 del presente articolo. La base imponibile è ridotta del 50 per cento:

    MA NON BASTA —- ESSENDO IL FABBRICATO IN STATO DI COLLABENZA NULLA ERA PIU’ DOVUTO.

    caro bosco prima di scrivere fesserie documentati, sennò fai falsa opinione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *