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Consiglio comunale, le accuse del capogruppo La Sala (Piazza Grande): “Brutta pagina per il rispetto delle Istituzioni”

Pubblicato in data: 30/11/2013 alle ore:12:57 • Categoria: Politica, Lista "Piazza Grande"Stampa Articolo

la-salaE’ andato in scena, nella seduta di approvazione del bilancio revisionale di fine esercizio, il solito copione di Spagnuolo&friends: la semplificazione saccente, le parole di circostanza, le ipocrisie ed i silenzi. Ma si parlava, in apertura dei lavori della tenuta politica della Giunta e l’imbarazzo dell’Udc è stato tutt’uno con la ostentata sicumera del sindaco, certo di occupare, nel diffuso marasma politico locale e nazionale, una posizione di forza. Proprio per questo ha potuto impunemente dire quello che ha voluto, ha scientemente occultato fatti e taciuto verità, utilizzando l’unico inattaccabile argomento: che cioè, a prescindere da vizi formali, di dimissioni date e mai revocate, da far valere eventualmente innanzi al Tar, gli assessori udiccini Iannaccone e Spagnuolo Geppino si sono docilmente riaccomodati al tavolo. Ed è toccato proprio a quest’ultimo fingere che fossero buone le private assicurazioni sindacali, certificando, di fatto, una spaccatura tra la rappresentanza politica cittadina (Mastroberadino, Capozzi, De Vinco, Musto) e gli eletti in consiglio comunale (qualcuno già sospettato di essere in rotta verso nuovi approdi).
Insomma la compattezza della resistibile armata, che solo un anno e mezzo fa aveva raccolto un largo consenso dovuto ad una serie concomitante di circostanze favorevoli (la lacerazione nel pidì, l’incredibile collocazione di Laurenzano e dei pochi superstiti in una civica di centro destra, il parziale disimpegno di gruppi e partiti) appare a questo punto già in buona parte compromessa.
Dopo la discussione ‘politica’ si è passati alla presentazione di interrogazioni ed interpellanze, tra le quali una mia mozione, sottoscritta da tutti i consiglieri di minoranza, per affrontare in una specifica seduta consiliare, tutte le questioni aperte ed il ruolo di Atripalda in consorzi, società enti intercomunali eccetera. Ma la seduta non era ancora entrata nel vivo e la discussione procedeva senza scosse lungo gli atti propedeutici al bilancio, piano triennale delle opere pubbliche, tariffe tarsu, piano di alienazione e valorizzazione, ma che già contenevano le premesse per esprimere un giudizio di insufficienza sulla claudicante ed asfittica attività della Giunta. Un piano delle Opere Pubbliche scolastico e ripetitivo, tariffe tarsu frettolosamente riprese in stato di necessità, dopo l’inutile arrovellarsi per quattro mesi su un regolamento tares, già pronto e mestamente archiviato, un piano di alienazione ad integrazione di quello già approvato, per la somma stratosferica di 40 mila euro…: un’inezia di fronte alle necessità ed al milionario disavanzo in atti. E poi il bilancio. Presentato da una relazioncina elementare e reticente, pareggiato sulla fantasiosa e presunta cessione del centro Servizi di via San Lorenzo all’Asl. Sulla base immagino, e per esplicita ammissione di sindaci, funzionari e revisori, di una nota (che quasi nessuno aveva letto) che sulla eventuale alienazione del bene, poneva più questioni, di quante si immaginasse di risolvere. Vincolando l’acquisto ad uno scavo in fondazione dell’immobile per una ottantina di centimetri, previa verifica delle progettazioni strutturali e della resistenza sismica, alla sua completa agibilità strutturale e funzionale, al trasferimento del mercato, all’uso esclusivo dei parcheggi pubblici nell’area, alla possibilità di incremento del 20% dei volumi, attraverso la realizzazione di nuovi corpi di fabbrica. Tutto questo ed altro (per esempio il fatto che non risulta formalmente chiusa la trattativa con la Xenus, dopo più di un anno di carte e sopralluoghi, attesi finanziamenti e vendite frazionate e che speriamo non si ritenga ‘danneggiata’) attraverso una variante al vigente piano urbanistico, che nella ipotesi più ottimistica si realizzerebbe in almeno sei mesi. Su questo aleatorio presupposto che ignora tutti i principi della attendibilità, della prudenza e della competenza finanziaria, per l’iscrizione di una somma in bilancio, Spagnuolo&friends hanno avuto l’improntitudine di presentarsi in consiglio. Questo per non parlare delle cifre che non tornano e delle già altre volte denunciate approssimazioni, ed omissioni di una relazione dell’organo di revisione fatta di preventive rettifiche, puntini sospensivi, date inesatte, percentuali sbagliate, salti logici e soprattutto la mancata rilevazione che non risultavano allegati al previsionale documenti obbligatori, come i bilanci di società partecipate e consorzi; o la frettolosa certificazione della sussistenza dei postulati dei principi contabili previsti dall’Osservatorio del Ministero dell’Interno.
Una pena. Una brutta pagina per il rispetto ed il decoro delle Istituzioni, oltre che per il rispetto formale e sostanziale della norma. Per questo ho chiesto che gli atti fossero immediatamente trasmessi alla Corte dei Conti, senza aspettare la scadenza trimestrale del 30 dicembre.
Approvati tutti i successivi punti all’ordine del giorno. Un riparto di fondi assegnati al comune per la ricostruzione post sismica (circa 300 mila euro), la predisposizione di un bando per l’affidamento a titolo oneroso dell’immobile già destinato a “Casa di Adele”, infine i regolamenti del Corpo di Polizia Municipale (sui quali sarà almeno necessario ricordare le numerose e sostanziali modifiche proposte dalle minoranze, in sede di conferenza dei capigruppo).

Raffaele La Sala
Capogruppo consiliare “Piazza Grande”

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2 risposte a “Consiglio comunale, le accuse del capogruppo La Sala (Piazza Grande): “Brutta pagina per il rispetto delle Istituzioni””

  1. Nappo Carmela ha detto:

    Professore bisogna fare fatti non parole ciao la sala

  2. tonino ha detto:

    Ha ragione Nappo Carmela, sa fare solo le parole e mai i fatti ; ciao nappo carmela;

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