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Al via l’organizzazione del doposcuola a contrada Alvanite, il delegato Musto: “riprendiamo ad erogare un servizio gratuito molto atteso e rinnovato”

Pubblicato in data: 9/12/2013 alle ore:11:30 • Categoria: ComuneStampa Articolo

Chiesa AlvaniteSi mette in moto la macchina organizzativa dell’attività di doposcuola per il quartiere Alvanite di Atripalda. Ne dà notizia il delegato alle Politiche Sociali del Comune di Atripalda, Dimitri Musto. Ancora una volta l’attività si svolgerà presso i locali della chiesa parrocchiale di Alvanite (foto) e prevederà una partecipazione totalmente gratuita per i ragazzi che intenderanno frequentare il doposcuola. Anche quest’anno sarà prevista la copertura assicurativa sia per i docenti volontari che per gli alunni. La novità dell’edizione 2013/2014 del doposcuola è, però, contenuta nella modifica al regolamento del volontariato sociale del Comune di Atripalda. Dopo il passaggio in consiglio comunale, infatti, è stato eliminato il limite dell’età superiore ai 65 anni per poter svolgere l’attività di volontariato sociale organizzata dal Comune di Atripalda. “Con quest’attività – commenta Dimitri Mustoriprendiamo ad erogare un servizio molto atteso e che quest’anno si presenta rinnovato dopo la modifica decisa dal consiglio comunale relativa ai termini e alle condizioni per poter svolgere il volontariato sociale promosso dal Comune di Atripalda. La gratuità dell’attività consente alle famiglie di un quartiere popoloso come quello di Alvanite di usufruire di un servizio importante, sia perché consente il recupero in termini scolastici, ma anche perché favorisce la socialità all’interno del quartiere”.
Altro capitolo importante è quello della Casa di Adele, la struttura socio-sanitaria relativa al disagio psichico che è stata attiva ad Atripalda dal 2000, ai tempi dell’amministrazione Capaldo, fino allo scorso anno. In consiglio comunale si è votato per conservare la destinazione sociale dell’immobile di proprietà comunale. Adesso bisognerà lavorare in sinergia con la Asl e con le associazioni presenti sul territorio per riorganizzare il servizio. E presto verrà pubblicato il bando per il suo affidamento. “Ho partecipato – continua il delegato alle Politiche Sociali, Dimitri Musto – a tre incontri presso la Prefettura di Avellino per verificare la praticabilità di questa iniziativa alla quale come amministrazione comunale teniamo molto. Vorrei perciò tranquillizzare coloro che fino allo scorso anno hanno lavorato presso la Casa di Adele. L’amministrazione comunale intende mantenere la propria parola e il voto in consiglio comunale con il mantenimento della destinazione d’uso dell’immobile conferma questa nostra indicazione”. “Le criticità di oggi – continua Musto – sono legate ad una carenza di risorse e anche ad un quadro normativo che è cambiato. Sono, però, convinto che con un’azione sinergica di Comune, Asl ed associazionismo riusciremo a dare una soluzione a questa vicenda che salvaguardi sia il servizio che i lavoratori. Come Settore Politiche Sociali ci attendiamo che Asl ed associazionismo possano fare la propria parte per centrare questo importante obiettivo”.

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