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“Sei di Atripalda se…”, delirio per il gruppo Facebook che racconta la cittadina del Sabato tra ricordi, foto e battute

Pubblicato in data: 5/2/2014 alle ore:10:30 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

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Sei di Atripalda se…“, delirio su Internet per il gruppo Facebook che racconta la cittadina del Sabato tra ricordi, foto e battute. Le frasi degli atripaldesi, postate nel gruppo, sono la memoria storica 2.0 della città. Nata da pochi giorni, la pagina dedicata, è già piena di aneddoti con oltre 2mila iscritti. Un botta e risposta tra i partecipanti per dare spazio a quei ricordi indelebili che questa pagina su Facebook raccoglie.
E così l’appartenenza ad una comunità, se ne ricordi un tratto, è il trait d’union. E la cittadina del Sabato si adegua subito alla nuova moda inseguendo sul social network per antonomasia i gruppi sorti, con le stesse motivazioni, per grandi città storiche come Firenze, Roma, Milano o la vicina Napoli.
Giovani, meno giovani, tutti coloro che hanno scritto un post in questo gruppo, che conta già 2.090 iscritti, danno un contributo semplice e indimenticabile ai lettori che ci passano per caso, o per curiosità, o che addirittura stanno facendo tardi la notte e che tornano a casa da lavoro e la prima cosa che fanno accendono il pc per entrare su questo forum. Roba da pazzi. Fondatore del gruppo è Gianluca Troisi che insieme a personaggi atripaldesi molto noti ne gestiscono il forum. “C’è grande entusiasmo – commenta Roberto Angiuoli, amministratore del gruppo noto nella movida irpina come Robirò -. Sono rimasto sorpreso che mi arrivano notifiche anche a tarda notte ed il fatto che soprattutto le nuove generazioni hanno scritto personaggi e luoghi storici della città con minuzia nei particolari. Questo vuol dire che la nostra storia viene tramandata da padre in figlio e si evince da tutti i post un attaccamento morboso al paese come non mai“.
Personaggi bizzarri, foto d’epoca e video, il social contenitore accoglie di tutto. Infatti c’è chi carica un’immagine del vecchio cinema Ideal o di piazza Umberto com’era decenni fa o del terremoto. Così l’infanzia la fa da padrona e tornano alla mente i ricordi.
Una piazza trasversale legata alla nostalgia di ognuno di noi – afferma la sociologa dell’Asl, dottoressa Nancy Palladino che sta coinvolgendo dai più grandi ai più giovani. Segno che c’è un attaccamento alle tradizioni e ad Atripalda come luogo fisico ma soprattutto ad un’identità culturale non legata al dato anagrafico. C’è voglia di condivisione dei tempi andati. Quello che mi fa capire che è più di una moda e di un trend è il numero vertiginoso di contatti e di iscritti. Sia quelli che vivono la città che coloro che stanno fuori e che ne conservano un’immagine molto forte. Una cosa carina che temo però, come per tutte quelle cose figlie dei social network, sia complicato poi tradurre dal virtuale al materiale. Se questo servisse per riscoprire uno spirito di comunità, allora ben venga“.

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15 risposte a ““Sei di Atripalda se…”, delirio per il gruppo Facebook che racconta la cittadina del Sabato tra ricordi, foto e battute”

  1. maradona ha detto:

    ne ero convinto prima, ne sono convinto ora: l’atripaldese medio non ha un cavolo da fare dalla mattina alla sera, vuoi per colpa sua, vuoi per colpa della società. ecco perchè passa le giornate su facebook su un gruppo che è stato creato per ogni paese, ma che solo ad atripalda e poche altre località ha attecchito.
    personalmente ci sono iscritto anche io, e seppur trovo simpatica l’idea di ricordare la storia, i post sono tutti ripetitivi e qualcuno anche subdolatamente di contestazione e di propaganda.
    aspetterò a quando useranno questo gruppo e questo successo realmente per una finalità utile, magari per fare qualcosa di concreto per il paese, tipo promozione culturale DISINTERESSATA o l’aiuto verso qualche cittadino in difficoltà.

  2. Alfredo ha detto:

    Questo sito sembra il portale di Roberto Angiuoli. Caro direttore pensiamo a fare giornalismo serio perché Robiro’ in questa pagina si è infilato di spighette per prendersi i meriti ma il solo autore e Troisi non esistono amministratori il gruppo e aperto a tutti e tutti possono accettare tutti

  3. genoveffa ha detto:

    ne approfitto per sottolineare una cosa .. se alfredo come dice di chiamarsi non mostra il suo nome un motivo ci sarà!!! Subito rendi pubblico questo ”attacco” che in realtà è la pura e semplice verità .. stai sempe miezzo a tutte cose .. e tutto ti aiuta a stare al centro dell’attenzione .. solo per sentirti dire ”no robirò non li pensare, sei il numero uno” .. la colpa è loro se continui a renderti il centro dell’attenzione di atripalda…

  4. atripaldese ha detto:

    ….sempre contro a sto simpatico Robirò…e basta!!!!

  5. atripaldese ha detto:

    scusa genoveffa…la colpa è di chi???

  6. gruppo ha detto:

    va bene come idea, ma scrivete bene in italiano la sopra, non scrivete sempre le stesse cose e non siate sempre i soliti polemici!

    comunque, come penso, è una moda passeggera, tra qualche giorno ci dimenticheremo di questo gruppo.

  7. nati' ha detto:

    maradona, perchè non inizi tu a fare qualcosa di concreto,visto che noi siamo impegnati a svagarci un pò con la testa…perchè qua chi più e chi meno teniamo tutti i cavoli nostri ngapo…tu dacci lo spunto non si sa mai

  8. Quelli di Atripalda ha detto:

    Il sottoscritto è uno dei tanti atripaldesi emigrati, nel 2013 pensai di realizzare una pagina facebook per far vedere alcune bellezze artistiche del nostro amato paese. Pubblicai alcuni scatti fotografici che poi in pochissimo tempo sono diventati un vero e proprio reportage su Atripalda. Vi assicuro che ho fatto vedere a molte persone non atripaldesi ma bensì toscane, dove l’arte e la storia fa da regina, vi assicuro che pensavano che il nostro fosse un paesello c.d. del sud. Dopo aver visto le foto, e potuto ammirare il nostro patrimonio artistico e culturale, si sono dovuti ricredere e si sono complimentati per la ricca storia di Atripalda. Dove potrete ammirare le foto? Basta cliccare su questo indirizzo: https://www.facebook.com/pages/Quelli-di-Atripalda/167220956655938

    Chi mi conosce bene mi ha visto mentre armato di macchina fotografica immortalavo il nostro patrimonio culturale.
    Altre foto sono state rinvenute in rete e per correttezza messa la fonte.

    Volevo ringraziare in particolar modo una carissima persona e atripaldese doc, parlo di Sabino Battista, il quale anche lui amante di Atripalda collabora tutt’ora ad arricchire la pagina facebook Quelli di Atripalda.
    Il tutto per far conoscere Atripalda nelle sue sfaccettature e poter far diventare il nostro paese una meta turistica e culturale.

  9. turista ha detto:

    sono un Atripaldese di adozione. Ho letto quanto calore ci sia tra le persone atripaldesi, ma ho anche notato che il patrimonio artistico, non è abbastanza valorizzato, potrebbe essere meta di pellegrinaggi, passeggiate di tracking, eventi di aggregazione, come Children day ,Giullarte, la stupenda via Crucis e da non dimenticare le processioni in onore dei nostri Santi.

  10. maradona ha detto:

    rispondo al commento di natì. anni fa avevo una bella attività commerciale al centro di atripalda, che ho tirato su con tanti sacrifici. i miei clienti erano principalmente di chiusano, san potito, candida, montefalcione, anche qualche avellinese, ma atripaldesi ben pochi. il mio l’ho fatto ampiamente, ho dovuto chiudere prima del tempo, ho cercato anche di essere utile al paese, da giovane infatti organizzavo i maxischermi per vedere le partite dell’italia ai mondiali.. però nessun atripaldese ha mostrato non dico riconoscenza, ma attaccamento alla città. se atripalda è dei forestieri è colpa degli atripaldesi, me compreso, che non abbiamo favorito atripalda o per attività commerciale consideriamo solo progress!

    ora io ho una certa età, il mio l’ho fatto, adesso a chi tocca? siate obiettivi e non perdete solo il tempo la sopra, siate persone oneste e fate disinteressatamente il bene di atripalda!

  11. nati' ha detto:

    complimenti a Quelli di Atripalda…invece alla turista dico, hai centrato in pieno

  12. alerom ha detto:

    La distanza tra le persone la fanno le persone. Incontrarsi nel ricordo l’uno dell’altro è cosa che esiste da sempre: oggi c’è la piazza virtuale perchè questo è il modo più diffuso e più pratico che c’è. Semmai una riflessione va fatta sul fatto che questo “gioco”, che non è una invenzione di Atripalda, pur avendo avuto diffusione lungo tutto lo stivale, ad Atripalda ha avuto un successo particolare. E non credo che tale successo, (come ha sottolineato qualcuno che probabilmente passa le sue giornate a risolvere i problemi del mondo o a quadrare tutti i cerchi che trova…. ), sia legato al fatto che gli atripaldesi non hanno niente da fare…credo che sia perchè questa città ha ancora un’anima,( E VIVADIO AGGIUNGO IO!) E allora che male c’è a riconoscersi e a sorridere di ciò che siamo stati? Qualcuno teme forse che potremmo domandarci come mai siamo oggi quel che siamo?

  13. alerom ha detto:

    Senza considerare che è dei ragazzi più giovani il desiderio di ciò che è stato. Sarà che crescono sempre di più con i nonni e da loro imparano, forse più di quanto abbia fatto la generazione che li ha preceduti, il valore delle cose. Fatto sta che mio figlio oltre ad amare “rape e patate” o farsi una scorpacciata di “‘mmenesta maritata” si sta divertendo un sacco a leggere le storie di questo e di quello…e ieri..mentre giocava con la sorella l’ho sentito dire ” mannaggia sacripante”… ;)

  14. nati' ha detto:

    caro maradona tutto ciò ti fa onore…ma non puoi dire ciò che è giusto per gli altri…siamo tutti grossi e vaccinati e anche noi la mattina ci alziamo e facimmo rindo o mazzo,scusa il colorito…senza rancore ciao

  15. turista ha detto:

    Scusate basta avete stancato ripetete sempre le stesse cose,andate a cercarvi un lavoro anche a zappare la terra, la quale offre tanto ma oggi nessuno vuole sporcarsi le mani, alzarsi presto la mattina. Svegliatevi siete ancora in tempo Atripalda nn deve morire.

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