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Festeggiamenti San Sabino, dopo la due giorni il presidente del Comitato Giovanni D’Agostino getta la spugna

san-sabino-15Festeggiamenti San Sabino, dopo la due giorni di festa il coordinatore del Comitato Giovanni D’Agostino (nella foto) getta la spugna. Alla base della scelta una certa amarezza per le critiche espresse al comitato.
Si è chiusa in città la festività in onore del Santo Patrono, San Sabino Vescovo tra falò, concelebrazione eucaristica con il vescovo Marino e la distribuzione della Santa Manna. Rinviata per il maltempo invece la processione con le statue del Santo e di San Romolo Diacono a domenica 16 febbraio, alle ore 12. “Si chiude con un bilancio positivo – commenta il coordinatore del Comitato festa, Giovanni D’Agostino -. L’affluenza è stata notevole, sia nel giorno della vigilia, quando in piazza Umberto è stato acceso il focarone, che poi il giorno dopo con la messa concelebrata dal vescovo Marino quando una folla di fedeli si è recata nella chiesa madre di S.Ippolisto Martire per ricevere la Santa Manna“.
A parlare è il presidente del comitato festa pronto ora a passare il testimone. “I motivi sono tanti – prosegue il giovane presidente, appena ventisette anni per lui – vista la crisi economica non si riesce più ad allestire un programma dignitoso per i festeggiamenti in onore del Santo Patrono. Anche i componenti del comitato anno dopo anno si sono ridotti sempre di più perché presi dagli impegni di lavoro visto che tutto quello che si fa è solo atto di volontariato. Ringrazio perciò tutti, l’attuale amministrazione comunale e quella precedente. Il mio impegno continuerà anche se non più nelle vesti di coordinatore“.
D’Agostino è stato presidente del Comitato per ben quattro anni, nominato dal parroco don Enzo De Stefano nel 2010. Il suo impegno è iniziato già nel 2001 quando collaborò per la riuscita della Festa di Sant’Anna. Poi nel 2004 entra a far parte del Comitato festa di San Sabino fino alla nomina di presidente. Alla base della scelta perciò una certa amarezza.
Lascio un comitato con un bilancio in attivo nelle mani del parroco – prosegue -. In questi anni ho maturato anche un’amarezza perché le persone pensano che chi fa parte di un comitato abbia un tornaconto economico personale. Invece non è così, anzi tutto si basa sul volontariato e se la festa va male c’è il rischio di rispondere personalmente non avendo nessuno alle spalle. Ci siamo basati solo sulle forze dei cittadini. Mi hanno ferito le critiche al comitato, che non fanno altro che far morire la tradizione in città. Naturalmente bisogna saper spendere i soldi raccolti con le donazioni dei cittadini per non andare in passivo. In questi anni ho ricevuto anche qualche porta in faccia per non aver fatto l’interesse di qualche persona. Il Comitato in quattro anni è cresciuto, con la realizzazione di un sito internet dedicato alla storia della parrocchia e del Santo Patrono per consentire così anche ai fedeli che vivono lontano di poter seguire i festeggiamenti. Accanto all’omaggio floreale inoltre, abbiamo introdotto la consegna della chiave da parte del sindaco al Patrono nel giorno del 16 settembre. Infine sono ritornati i fuochi pirotecnici dopo aver individuato un sito idoneo ed il carro che porta la statua del santo partono in processione per la città, che mancava da dieci anni. Mi auguro che si faccia avanti qualche persona o imprenditore che voglia portare avanti la festa“.

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