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Bilancio di previsione, il piano anti-dissesto del sindaco Spagnuolo: “Tempi contingentati dalla Corte dei Conti, sono sereno nonostante deficienze strutturali dell’ente. Sì alla rivalutazione delle rendite catastali”

Pubblicato in data: 16/2/2014 alle ore:11:00 • Categoria: Attualità, ComuneStampa Articolo

spagnuolo-sindacoE’ una situazione difficile comune ad altri enti perciò saremo chiamati a seguire pedissequamente il piano di risanamento“. Mostra sicurezza il sindaco Paolo Spagnuolo sulla redazione del Bilancio di previsione 2014. Non lo preoccupa il rischio dissesto che aleggia sui conti di Palazzo di città in caso di mancata vendita del Centro Servizi alle Pmi di via San Lorenzo certo di aver individuato (sarà poi il tempo però il vero giudice) le azioni giuste da compiere per arginare il profondo rosso che emerge tra le voci e le poste e che vede un disavanzo di amministrazione stimato in 3 milioni e 598.463,80 euro al 2012 e sul quale si sono accesi da tempo i riflettori anche della Corte dei Conti. Anzi procede spedito con l’intenzione di approvare lo strumento contabile che detta le linee guida dei nuovi tagli ed austerity alla spesa comunale entro il primo trimestre cercando di arginare le falle e puntando ad una revisione delle rendite catastali. Un piano di risanamento che parta proprio dalla non più rinviabile alienazione nell’anno della struttura nata con fondi europei per lo start up delle piccole e medi imprese ma mai decollata del tutto e che oggi resta chiusa da tempo. A questa importante vendita, dalle quale il comune punta ad incassare, come da voce appostata di 2 milioni e 650mila euro. Due potenziali acquirenti in campo, l’Asl di Avellino diretta dal manager Florio (ipotesi che ormai appare sempre più lontana per le richieste di ampliamento della struttura che richiede tempi lunghi) e una società farmaceutica privata (disposta a pagare la struttura in tre tranche con una prima da 650mila euro). Ma non basta. Bisogna vendere anche i locali del mercatino rionale di piazza Alpini D’Orta ed il locale commerciale di contrada Alvanite (asta andata deserta). Queste le voci più importanti d’entrata.
Abbiamo dei tempi contingentati dalla Corte dei Conti – prosegue il primo cittadino -. Ma sono sereno rispetto al piano di risanamento e agli interventi strutturali che siamo pronti a porre in essere e che consentiranno di avere per l’ente nuove entrate. Il problema non è portare in parità il Bilancio di previsione ma evitare che ogni anno si formi una perdita per deficienze strutturali dell’ente“.
Tre quelli principali per la valorizzazione del patrimonio comunale: gestione ai privati del cimitero in modo che diventi risorsa e non debito, rinascita del parco pubblico San Gregorio di cui da alcuni giorni è in atto un intervento di messa in sicurezza affinché dalla primavera diventi risorsa ed infine l’installazione a breve dei primi 16 parcometri nel centro città (dal terzo anno in poi il comune spera di recuperarne il costo e a regime registrare un incremento delle entrate). Si agirà anche sulle spese puntando all’efficientamento energetico.
Non stiamo ponendo in essere una politica che chi vien dopo se la piangerà. Due sono però le grandi falle alla quale dovremo mettere mano – prosegue -. La prima è rappresentata dagli stipendi al personale comunale che si aggirano sui 206mila euro mensili, non più coperto dai trasferimenti. Un costo fisso che genera un perdita annua visto che i trasferimenti statali per il Comune di Atripalda sono pari ad 1 milione e 200 mila euro e i costi per il personale annui sono di oltre 2 milioni e 500mila euro che non possono essere coperti da imposte. La seconda è la morosità sul pagamento dei servizio rifiuti che si aggira tra il 25-30%, che cercheremo di arginare diminuendo il costo“.
Gli interventi che per il primo cittadino produrranno effetti anche per conservare inalterata la spesa in materia sociale e per coprire i costi della messa in sicurezza entro l’anno di Palazzo Caracciolo in modo da consentire la riapertura della strada Orto dei Preti: tagli alle spese per la parte politica (contribuzione previdenziale per i lavoratori autonomi); adeguamento diritti di segreteria, Dia e permessi costruire, maggiore entrate per pratiche di condono edilizio; sarà posticipato il concorso al settore anagrafe e quello più importante della revisione delle rendite catastali “c’è la necessità di modificarle – conclude Spagnuolo – perché risultato ben 553 immobili nel centro città con categoria A3, ultra popolari. Anche questa un’anomalia da rivedere“.

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