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Fibrillazioni al Comune, il gruppo consiliare di Fi attacca: “Replica Udc in stile zerbino, spettacolo indecoroso”

gruppo-consiliare-pdlE’ davvero indecoroso lo spettacolo al quale la città di Atripalda è costretta ad assistere. Non vogliamo entrare nel merito delle decisioni assunte o meno da ogni partito o singolo consigliere, ma una riflessione sulle ultime vicende riguardanti la maggioranza di governo del paese è necessaria. Il sindaco ed il suo partito producono un documento (l’ennesimo) nel quale attaccano duramente l’UDC, reo di voler destabilizzare l’Amministrazione. Tra le righe si legge che 2 (Due ??) Consiglieri Comunali dello scudo crociato sarebbero già pronti a passare con altra forza politica (hanno scoperto l’acqua calda!) perché, stando sempre al documento di Scelta Civica, non allineati ai comportamenti da vigliacchi e ricattatori del loro oramai ex partito. Come al solito, la replica dell’UDC è in stile “zerbino”; stavolta però non hanno fatto i conti col capogruppo Landi, il quale lascia l’incarico polemizzando con il suo partito e facendo pensare ai più che è d’accordo col Sindaco nel giudicare i suoi facinorosi ex compagni. Chi non sta facendo bella figura, in questo paesaggio politico così desolante, è la segreteria UDC perché la questione non è più politica ma umana! Insomma logica vuole che: o il gruppo UDC lasci la maggioranza, o il partito scarichi i consiglieri. In che mani è finito l’UDC atripaldese!!! Che capolavoro hanno fatto quelli che vollero a tutti i costi partecipare a questa “avventura”!!! Quante brutte figure hanno collezionato da maggio 2012 ad oggi!!! Prima i famosi mal di pancia per la giunta, poi i poteri occulti di Prezioso, poi le autosospensioni ed infine le dimissioni dalla giunta; e in tutto questo Atripalda continua a subire un inarrestabile, immemorabile arretramento socio-politico-economico. Ora basta! Smettetela di dire che l’opposizione è strumentale e che le cose vanno bene, non foss’altro perché vi smentite nei documenti che periodicamente producete e nei quali fate riferimento alla necessità di rilanciare l’attività amministrativa. Delle due l’una: o l’attività va rilanciata e quindi ammettete che tutto va male o, viceversa, ha ragione il Sindaco a dire che volete solo destabilizzare. Il nostro intervento si è reso necessario, perché non si può più tollerare che chi ha voluto questa alleanza e quindi questa amministrazione possa rappresentare in uno sia la maggioranza in Consiglio Comunale che l’opposizione per le strade della città, affidandosi a dirigenti che bene farebbero ad iscriversi ad un corso accelerato di cultura politica. In campagna elettorale fummo lungimiranti nel dire che una sommatoria di partiti (tenuti insieme dagli interessi di alcuni e dalla voglia di apparire di altri) non avrebbe potuto supportare in modo adeguato un Sindaco alla prima esperienza.
Cos’è successo? Ecco:
• L’UDC inizia la consiliatura con 6 consiglieri comunali, scende a 4, sale a 5 per poi ridursi a 3…
• Scelta Civica, che non esisteva proprio nel novero dei partiti presenti in consiglio, ora è forte di 2 consiglieri e in futuro… chi lo sa!
• Citta’ Nuove….mah…lasciamo perdere…..
• FLI….al momento non pervenuto…
• I Socialisti…hanno abbandonato il talamo la prima notte di nozze…
• Il PD….beh…qui bisogna dedicare qualche riflessione in più! Elegge appena 2 consiglieri comunali, poi inizia la campagna acquisti. Si parte con la trattativa per il passaggio (disinteressato) della consigliera Parziale; trattativa che, per espressa ammissione della diretta interessata in consiglio comunale, è stata condotta in autentico stile massonico. Poi arriva l’adesione di Scioscia (anche quella di Fabiola….purtroppo!) ed il gruppo numericamente raddoppia passando da 2 a 4. Poco dopo assistiamo al rientro, tra le file del partito, di Aldo Laurenzano che, immemore di quanto accaduto prima e durante le elezioni amministrative del 2012 (ricorderete “le mani sulla città”), riscopre, dall’alto della sua indomabile incoerenza, un’irresistibile quanto inspiegabile voglia di sinistra. Dulcis in fundo si intravedano all’orizzonte le sagome di due consiglieri che somigliano a Barbarisi e Landi. Il primo, con il suo passaggio al PD, risolverebbe l’anomalia della falsa appartenenza all’UDC, il secondo, con l’ennesimo salto della quaglia, completerebbe il primo giro di boa dell’intero arco costituzionale. Alla luce di tutto questo ci chiediamo come possa un partito ancora grande e ben organizzato, quale il PD atripaldese, selezionare con tanta leggerezza le aspiranti “new entries”! Che dire… solo sconforto, nausea, tristezza… un suggerimento però ce lo consentirete: in assenza di proposte serie per questa città che langue, abbiate il coraggio di ammettere gli errori e rifarvi al popolo sovrano che, sicuramente, la prossima volta saprà scegliere con miglior giudizio il proprio destino!

Gruppo consiliare Forza Italia

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