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Atripalda in aiuto di Senigallia: domenica 1 e 8 giugno raccolta fondi organizzata da Comune, Parrocchie e Associazioni cittadine

Pubblicato in data: 29/5/2014 alle ore:15:32 • Categoria: Sociale

solidarietaIl 3 maggio 2014, una data che Senigallia non dimenticherà tanto facilmente….un’ondata di tredici milioni di metri cubi d’acqua ha modificato e distrutto la vita di tante persone, di tante famiglie. 18.000 cittadini coinvolti, ingenti i danni, prima di tutto in termini di vite umane: tre le vittime di questa alluvione. E poi le abitazioni, devastate dall’acqua, per cui intere famiglie si ritrovano senza niente, hanno bisogno di tutto: cibo, acqua, vestiti, servizi igienici, posate, e un tetto sicuro e asciutto sotto cui dormire. Atripalda ricorda la generosità della gente delle Marche ed in particolare di Senigallia, in occasione del disastroso terremoto del 1980. Vi fu un vero e proprio gemellaggio ATRIPALDA- SENIGALLIA che portò nel paese aiuti di ogni genere, ma soprattutto tanti volontari, che per oltre due anni hanno aiutato anche moralmente, la popolazione a risorgere dalla disperazione post sisma.
Ora tocca ad Atripalda farsi carico della richiesta di aiuto proveniente da Senigallia. La generosità ricevuta va restituita attraverso un aiuto concreto da parte di tutti. L’Amministrazione Comunale (in continuo contatto con il Sindaco di Senigallia) le Parrocchie della città e le Associazioni presenti sul territorio, hanno organizzato una raccolta fondi per domenica 1 giugno e per domenica 8 giugno, presso i gazebo dislocati in Piazza Umberto I°, e nelle adiacenze delle due parrocchie, mentre è in fase di allestimento un evento con lo scopo di raccogliere ulteriori offerte e il cui ricavato verrà consegnato nelle mani del primo cittadino marchigiano.

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3 risposte a “Atripalda in aiuto di Senigallia: domenica 1 e 8 giugno raccolta fondi organizzata da Comune, Parrocchie e Associazioni cittadine”

  1. lello ha detto:

    bella e lodevole iniziativa.

  2. destra sociale ha detto:

    Si pensa solo ed esclusivamente ad altri,seppur italiani .MA ai genitori esodati, ai cassa integrati di questa città chi ci pensa?.
    Ve lo dico io nessuno. Cercano di arragiarsi alla meglio maniera.
    So stati buoni solamente mo ca ci stevano l’europee a dice vicino a gente,come a solito Tu vota po ciò berimmo nui.
    Quanno il mese di poi l’anno di Mai
    Pure la chiesa di Atripalda pensa ai fatti suoi.
    Vergognatevi ed attivatevi per questa povera gente, che ha bisogno di lavoro.

  3. errico ha detto:

    Il lavoro dovrebbe crearlo lo Stato, e non lo fa. Quanto alla questione del fare le cose in casa altrui e non in casa propria, chiediamoci piuttosto: quante realtà, ecclesiali e laiche, esistenti in Atripalda e nell’Irpinia, non sono minimamente conosciute o non vengono valorizzate, a livello istituzionale, per quello che potenzialmente sono in grado di fare, sopperendo alla mancanza del welfare che Renzi crede di poter risolvere con gli 80 euro a chi già ne è in possesso?

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