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Crisi al Comune e Decreto Sviluppo, parla il vicesindaco democrat Luigi Tuccia: «Solo accuse strumentali quelle del Comitato Renzi-Progetto Atripalda. Nessun problema personale con Cocchi. L’Amministrazione vada avanti, mai chiesto rimpasto di giunta a discapito di un partito alleato»

Pubblicato in data: 16/7/2014 alle ore:12:00 • Categoria: Politica, Le interviste di AtripaldaNews, Partito DemocraticoStampa Articolo

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«Resto basito dinanzi alle cose dette in quel documento, la natura strumentale di quelle accuse è chiara anche ad un bambino». A parlare è Luigi Tuccia, vice sindaco del Comune di Atripalda e riferimento del Partito democratico nell’Amministrazione Spagnuolo ed in città, che replica così al documento del “Comitato Renzi-Progetto Atripalda”, su quanto accaduto nel corso dell’ultime settimane. «Cominciamo col dire che il famoso regolamento per l’attuazione del “Decreto Sviluppo” è stato discusso in un Direttivo del Partito democratico tenutosi non più tardi di qualche mese fa. C’erano i rappresentanti di tutte le componenti, e tutti, in quell’occasione, sono stati informati della contrarietà dell’Ufficio Tecnico. Di lì, la decisione, non avendo ricevuto osservazioni di sorta nel merito del regolamento, di inserirlo all’ordine del giorno del primo Consiglio utile. Sulla scorta del parere dell’avvocato Donato Pennetta chiamato ad esprimersi dal Comune in merito alla questione».
Sulle accuse di un braccio di ferro all’Utc sul Decreto Sviluppo che ha portato alle dimissioni dell’architetto Giuseppe Cocchi da responsabile del settore Urbanistica, il vicesindaco tiene a precisare: «Non ho alcun problema personale con l’architetto Cocchi e questo deve essere chiaro. Tutto quel che passa per il Consiglio e per la giunta compete all’amministratore, tutto quel che passa per l’Ufficio tecnico è di competenza dei dirigenti o dei responsabili del procedimento. Chi mi accusa evoca il Dlgs 267/2000 la medesima legge che distingue compiti e funzioni dei consiglieri comunali e dei dirigenti. All’articolo sette, però, quella legge attribuisce ai consiglieri il compito di proporre e votare i regolamenti per l’applicazione delle leggi e all’articolo 42/b specifica che l’urbanistica è uno dei settori sui quali il Consiglio è chiamato ad intervenire. Nell’agire, come ho agito, ho tutelato i dirigenti, perché quel regolamento, una volta approvato, rappresenterà una cornice certa alla quale i dirigenti potranno fare riferimento per l’applicazione del Decreto Sviluppo. Ora, posto che l’architetto Cocchi non era e non è favorevole a quel regolamento, è del tutto evidente che il suo parere non è vincolante. Ciò premesso, la decisione di portare quel testo in Assise è maturata alla luce anche del parere legale di cui sopra, sollecitato dallo stesso Cocchi. Altra cosa è quel che è accaduto nel penultimo Consiglio comunale. Per ragioni personali non potevo essere presente quel giorno ed è per questo che ho ritenuto di sollecitare il sindaco sull’opportunità di stralciare l’argomento. Ma anche qualora io ci fossi stato, prima del regolamento si sarebbe comunque dovuto discutere del progetto di riqualificazione di Piazza Umberto I. Preso atto dell’impossibilità di essere presente avevo chiesto all’assessore Spagnuolo di relazionare al posto mio. Quel che è accaduto poi, non lo so».
Un Decreto sviluppo sul quale l’architetto Cocchi ha dato però parere negativo: «Sì, ha dato parere negativo perché ha presunto quel progetto non conforme al regolamento di attuazione del Decreto Sviluppo, ovvero ad un regolamento che ancora non esiste».
Il comitato Renzi accusa che l’Amministrazione ha fallito, che urge una verifica, che tutto quel che sta accadendo è frutto di un’alleanza nata tra partiti molto diversi tra loro: «In primo luogo, vorrei ricordare a tutti il valore della rappresentanza democratica. Siamo stati eletti per governare Atripalda ed è quello che dobbiamo fare. Non mi nascondo, in questi due anni è finita un’era politica è ne è iniziata un’altra. L’Udc vive un travaglio del quale ho rispetto, il sindaco ha compiuto le sue scelte, ma io rappresento il Partito Democratico di Atripalda e ho il dovere di farmi carico del mandato ricevuto dagli elettori. Il mio Pd è un partito di governo, un partito che si assume le responsabilità. Chi mi accusa, se non sbaglio, due anni fa non riuscì nemmeno a comporre una lista per le elezioni. Onestamente credo che i problemi siano ben altri, ricordo solo che facciamo parte dello stesso partito e quando si sta in un partito se ne rispettano le regole. Chi è maggioranza è maggioranza, chi è minoranza è minoranza. Si discute, si litiga ma alla fine si trova una sintesi. E se la sintesi non c’è, allora la dà la maggioranza. Non si trattava di un’intesa incestuosa ma di un accordo stretto alla luce del sole in nome di un programma chiaro e definito. Il senso di quell’accordo resta e se sono mutate le condizioni, ovvero gli equilibri politici in funzione delle scelte compiute dal sindaco e da altri consiglieri, questo non può in alcun modo rappresentare il viatico alla resa. Anche perché da un punto di vista amministrativo i risultati li stiamo portando a casa. Gli atripaldesi ci giudicheranno alla fine del mandato. Perciò l’Amministrazione deve andare avanti ed il Pd non ha mai chiesto un rimpasto di giunta a discapito di un partito alleato. Toccherà al sindaco assumersi la responsabilità e procedere alle scelte».
Tuccia un passaggio lo riserva anche all’ex segretario democrat Federico Alvino:«Le accuse di Federico sono antitetiche a quelle di cui abbiamo discusso finora. Lui dice che il vicesindaco non entra nel merito delle questioni di competenza dirigenziale. Mettiamola così, la verità sta sempre nel mezzo. Federico Alvino è stato tante cose, forse troppe. Ma resta un amico oltre che un riferimento, parlerò con lui per capire le ragioni di quella sortita».
Infine il vicesindaco non rinnega le scelte fatte due anni fa che hanno portato Spagnuolo alla vittoria con un’alleanza tra Pd-Udc-Fli-Psi: «Io ho memoria lunga ed ho sempre sostenuto che un Pd unito ad Atripalda è maggioranza. Il punto è che per molti l’appartenenza ad un partito è un fatto contingente, funzionale all’occupazione di spazi di potere. Il Pd è un partito complesso e le primarie sono lo strumento principe per risolvere quella complessità. Se due anni fa avessimo fatto le primarie staremmo parlando di un’altra storia. Ma chi oggi mi accusa, come si ricorderà, le primarie non le volle fare. Rimanemmo soli, io, Federico Alvino e un gruppo ristretto di dirigenti. Ripartimmo da lì, consapevoli che la politica è l’arte del possibile. Ed è in quel possibile che vanno ricercate le ragioni di quell’alleanza. Certo che rifarei quel che feci due anni fa, se mi ritrovassi nelle medesime condizioni non ci penserei su due volte».

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8 risposte a “Crisi al Comune e Decreto Sviluppo, parla il vicesindaco democrat Luigi Tuccia: «Solo accuse strumentali quelle del Comitato Renzi-Progetto Atripalda. Nessun problema personale con Cocchi. L’Amministrazione vada avanti, mai chiesto rimpasto di giunta a discapito di un partito alleato»”

  1. Lamberto ha detto:

    Ma il comitato Renzi fa parte del PD? E allora? Sono 2 partiti?

  2. nino ha detto:

    credo che nel P.D. CI SIANO PIù DI 2 PARTITI.

  3. libero ha detto:

    Se questo è il modo attuale di fare politica sono contento di non essere immischiato. Purtroppo la colpa principale è di tutti coloro che in buona fede vi hanno votato e che certamente quando avranno l’opportunità non vi voteranno più.
    Siete lontani dai problemi di Atripalda, ne avete fatte di tutti i colori…poi alla fine tireremo le somme.
    Un’altra cosa: quale sarebbe l’interesse di via appia a veder sorgere in un terreno dove non avete mai fatto costruire nessuno un’altro fabbricato? io questo interesse collettivo proprio non lo vedo e spero che non lo vedano neanche gli organi di controllo perchè qualcuno alla fine certamente interverrà.

  4. marcello ha detto:

    dice Gigino che “Federico Alvino è stato tante cose. forse troppe”.
    Mi sembra una brutta sottolineatura verso una persona intelligente, che ti ha sempre sostenuto, che milita nel tuo stesso partito. Da Tuccia mi sarei aspettato un’azione incisiva sul piano amministrativo, invece non si sente e non si vede da 20 anni. Salvo riapparire quando nel PD si devono contare per spartirsi il nulla

  5. attanasio ha detto:

    Ma tu vedi a cosa bisogna assistere.

  6. marco ha detto:

    se il tuo partito e tu in modo particolare non avete chiesto nessun rimpasto,che problema avete a rinunciare agli assessorati e far ritornare sui suoi passi l’udc?
    però gigi qua niscuno e fesso’

  7. Antonio Cucciniello ha detto:

    Nell’ultimo Consiglio Comunale andato in scena il 15/07, per l’ennesima volta l’amministrazione, a salvaguardia dei propri interessi, ricorre alla votazione e sfugge ad una discussione nella quale in maniera evidente rischia una figuraccia. Mi riferisco al punto 3 dell’ordine del giorno, il rilascio del permesso a costruire ,ai sensi dei commi 9 e 14 dell’art. 5 DL 70/2011 convertito in legge 106/2011, per la realizzazione di un intervento di riqualificazione di un vecchio edificio in piazza Umberto con la riduzione di due piani e la delocalizzazione di parte della volumetria (circa 1000 metri cubi) in un terreno di via Appia, per la realizzazione di un nuovo fabbricato.
    Cari concittadini qua di pubblico e politico non vi è nemmeno l’ombra..cari concittadini forse è arrivata l’ora di svegliarci e di far capire a questi signori che non è più tempo di giocare.

  8. rosiconi ha detto:

    TROISI SINDACO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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