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Prima riunione della nuova Giunta, Spagnuolo:«Il Comune di Atripalda riuscirà ad evitare il dissesto». Sullo strappo con l’Udc: «mi attendo il loro apporto. I numeri non mi preoccupano»

nuova-giunta-spagnuolo-copia«Il Comune di Atripalda riuscirà ad evitare il dissesto. Sono fiducioso perché basta continuare ad amministrare con l’oculatezza con cui lo stiamo facendo, seguendo il Piano di alienazione ed eliminando ulteriori residui passivi ed attivi che ancora ci sono, riusciremo a mettere a posto la situazione. Ce la faremo». Appare fiducioso il sindaco Paolo Spagnuolo nella riunione d’insediamento della nuova Giunta. La delibera della Sezione regionale di controllo per la Campania che ha concesso sei mesi di tempo al Comune del Sabato per l’azzeramento del disavanzo d’amministrazione (che ammonta a circa 2milioni e 200mila euro) e scongiurare così il dissesto è stato al centro della prima adunanza del nuovo esecutivo, alla presenza del segretario generale Clara Curto. Hanno fatto così esordio i tre nuovi assessori: Domenico Landi, delegato al Bilancio, ed i due nuovi assessori Pd, entrambi donne, Valentina Aquino già capogruppo del partito nel parlamentino cittadino e Fabiola Scioscia che sono andate ad affiancare oltre al primo cittadino, il vicesindaco democrat Luigi Tuccia e l’assessore Antonio Prezioso.
«C’è molto entusiasmo da parte di tutti, anche dei neo delegati e questo è un fatto incoraggiante perché il messaggio che volevo dare alla nuova composizione è quello di partecipare maggiormente, di fare più gruppo. E questo segnale sta passando».
Spagnuolo non sembra preoccupato dallo strappo consumatosi con l’Udc che ha restituito deleghe ed assessorati: «l’Udc ha fatto dichiarazioni estremamente responsabili. D’altra parte con i consiglieri comunali il rapporto è stato sempre ottimo dal punto di vista personale anche se i rapporti con il partito si sono interrotti. Con i consiglieri non ci sono mai stati problemi. Poiché in due anni abbiamo sostanzialmente condiviso tutte le scelte, visto che si continuerà a fare scelte ispirate al buon senso ed alla trasparenza, sicuramente ci sarà non solo l’apporto dei consiglieri dell’Udc ma anche la loro adesione ed assenso in sede di consiglio comunale. Perciò non mi preoccupo perché hanno dichiarato anche di restare in maggioranza e di valutare provvedimento per provvedimento. I numeri comunque non mi preoccupano. L’esigenza che mi premeva e mi preme e di creare un clima di maggiore solidarietà e collegialità: e dalle prime battute che vedo si sta creando questo clima, di cui avevo personalmente bisogno».
Una lunga riunione al centro della quale c’è stata la discussione sulla strada del risanamento che deve essere seguita per scongiurare il dissesto. «Leggo il provvedimento della Corte dei Conti con grandissima soddisfazione – conclude il sindaco – innanzitutto perché i sei mesi sono stati chiesti proprio da me. Quindi la Corte ha accolto pedissequamente tutte le richieste inoltrate dall’Amministrazione, dal segretario generale e del revisore dei conti. Poi c’è stata una fedele ricostruzione delle attività svolte da quest’amministrazione nei due anni perché la Corte ribadisce un concetto che secondo me va chiarito bene ai cittadini: i problemi del Comune di Atripalda verso la Corte dei Conti nascono in relazione a due bilanci di previsione del 2009 e 2010. E’ bene chiarire questo. Poi in base alle prescrizioni che la stessa Corte nel luglio 2012, appena si è insediata la mia amministrazione, ha dato, sono state eseguite con precisione dalla mia amministrazione e la Corte dà atto di tute le attività che abbiamo svolto, debbo dire anche con una pronuncia dettagliata che fa onore alla magistratura contabile perché si vede che c’è stata un’istruttoria approfondita, ponderata e studiata. E questo è un segnale anche di grande incoraggiamento. L’unico neo che preoccupa la Corte è rappresentato dal Piano di alienazione non completamente definito. E questo è un dato oggettivo sul quale non si più eccepire alcunché. Ovviamente però il Piano di alienazione inserito nel Piano di rientro è un piano triennale 2012-2014. Ecco perché ragionevolmente la Corte dei conti dice che dobbiamo attendere dicembre 2014 per avere un quadro complessivo della situazione. Solo al 31 dicembre infatti, verificato le altre attività che nel frattempo porremo in essere e lo stato del Piano di alienazione, potremo dire a quanto ammonta il disavanzo, se esisterà ancora e se questo disavanzo sarà tale da giustificare un provvedimento giuridico più forte da parte della Corte dei Conti. Rispetto a questo sono fiducioso».

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