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Disputa aperta sul Santo Patrono Vescovo Sabino conteso da Atripalda e Canosa, ieri mattina convegno al Comune. FOTO

Pubblicato in data: 14/9/2014 alle ore:08:30 • Categoria: Attualità, ComuneStampa Articolo

disputa-san-sabino1Disputa aperta sul Santo Patrono Vescovo Sabino, conteso da Atripalda e Canosa.
Neanche il convegno ieri mattina a Palazzo di città, svoltosi nell’aula consiliare, sul tema “San Sabino Vescovo di Abellinum e patrono di Atripalda alla luce della tradizione storica”, frutto della sinergia tra l’amministrazione comunale e la parrocchia di S.Ippolisto Martire, è riuscito ad avvicinare le due posizioni.
Il convegno coordinato dal parroco della chiesa madre, don Enzo de Stefano, e presieduto dal nunzio apostolico emerito, Monsignor Luigi Barbarito che ha invitato le istituzioni a chiudere la partita “San Sabino è un prodotto di Avellino, un prodotto nostro di Atripalda per la storia“, disputa che resta aperta negli interventi del sindaco Paolo Spagnuolo e del primo cittadino di Canosa di Puglia, Ernesto La Salvia: “Le parole di Monsignor Barbarito radicalizza la questione ma in assoluta buona fede posso affermare che la disputa sembra fine a se stessa e che è lontana dalla gente. Il dotto ricercatore fa bene a ricercare se Sabinum è nato qui o se è stato a Canosa. Ma alla popolana della nostra città o di Atripalda tutto questo interessa poco perché resta un esempio di come deve essere applicato il vangelo, mediare con gli altri essere disponibile con il prossimo. Alla fine se sia nato qui o lì è relativo. A Canosa abbiamo una storia antichissima, è una delle poche città italiane urbanizzate negli ultimi 3mila anni ininterrottamente, con reperti gli uni sugli altri e continuano a venire fuori monumenti che hanno un’impronta sui mattoni che li realizzano, il marchio di Sabino Vescovo di Canosa. La storia è fatta anche di questi cose, di lapidi e traduzioni. Ma alla fine se fosse lo stesso o se ce ne fossero due, o se quello di Atripalda lo abbiamo rubato noi canosini ai baresi, alla fine non cambierebbe nulla. La storia è fatta di fulgidi esempi di persone che andavano in Oriente a tentare di mettere a posto le eresie del tempo, a mediare, a non dividere non tanto la chiesa ma la comunità. Non abbiamo bisogno perciò di altre ragioni di divisioni. Perciò vengo qui volentieri ad Atripalda per aprire un rapporto e un dialogo tra due amministrazioni meridionali che possono avere interessi reciproci. Ancora una volta San Sabino, qualunque esso fosse, ha fatto da ponte e da tramite tra due comunità“.
disputa-san-sabino2Per il sindaco di Atripalda Paolo Spagnuolo: “la disputa non si è composta perché non si è addivenuti ad una sintesi. Però sono state spiegate meglio ai cittadini, anche con toni pacati, indicazioni scientifiche. Da primo cittadino resto fermo sulle nostre posizioni: non tanto la scienza ti deve indurre a pensare in un certo modo quanto la fede, la tradizione e tutto ciò che i nostri nonni o genitori ci hanno consegnato. E’ stata un’occasione per stringere un rapporto d’amicizia che andremo ad istituzionalizzare con un gemellaggio, ma anche di dare inizio alle celebrazioni civili avendo come punto di riferimento sempre il nostro Santo patrono. Viva San Sabino, viva la cultura“.
In chiusura, prima dello scambio di doni e della foto di rito una provocazione del sindaco pugliese: “Da cittadino devoto vorrei proporre di cedere il nostro San Sabino ad Atripalda se questo può servire a mettere pace tra gli animi dei belligeranti sono pronto a fare il primo passo in Consiglio comunale. Noi veneriamo l’idea, siamo interessati a ciò che rappresenta non alla statua che è un’icona. Perdere la statua non significa perder l’identità del popolo. Alla gente comune che San Sabino sia di Atripalda o di Canosa interessa poco, ciò che interessa è il fulgido esempio di un uomo che si dà completamente al suo popolo, che realizza e costruisce e che alla fine chiede solamente che si onori un Dio, invitando e seguendo il vangelo. Questo ci insegna San Sabino non ci dice da dove, ma di farlo sì“.
disputa-san-sabino4Le relazioni sono state affidate al professor Gennaro Passaro, docente di Storia della Chiesa locale presso l’Istituto di scienze religiose di Avellino per il quale ci sono due San Sabino distinti, e a monsignor Felice Bacco Arciprete della Chiesa Cattedrale di Canosa di Puglia per il quale esiste un solo San Sabino, quello di Canosa: “che prese parte al Concilio di Costantinopoli nel 525 e di cui parla San Gregorio Magno che invece di San Sabino di Atripalda non dice nulla. Anche se a Conosa le ossa del Santo non li abbiamo trovate. Resta comunque l’attualità del messaggio di Sabino: l’amore per la chiesa e per la verità“.
Le conclusioni affidate al preside Virgilio Iandiorio docente presso l’Istituto di scienze religiose “S.Giuseppe Moscati” di Avellino: “Per noi che siamo credenti o qui o in un altro paese, i santi sono gli stessi. In un contesto di globalizzazione uno si può chiedere che senso ha questa disputa. Che non è solo per il Santo ma anche i falò cambiano nome da paese in paese a distanza di pochi chilometri. Credo che si debba allargare il campo della ricerca. Se volgiamo trovare la carta d’identità di San Sabino in comune ci sbagliamo“.
disputa-san-sabino3Per Don Enzo De Stefano: “A livello storico la disputa non è chiarita, però oggi abbiamo fornito un contributo di chiarificazione. Sono convinto che c’è San Sabino di Canosa e San Sabino di Atripalda, due santi che hanno dei punti in comune. Per questo la disputa è finita. Il problema nasce quando il clero di Atripalda di essere sottoposto a quello di Avellino e ci si è inventato che il nostro San Sabino fosse vescovo di Canosa, e la favola dice che poi venendo da Canosa sia rimasto qui dove è morto. La cosa importante è che il popolo ne segua l’esempio continuandolo a venerare. Una discussione che serve a chiarire le idee ma la verità storica non è mai definitiva“.
Domani alle 17,30 sempre presso l’aula consiliare il delegato al Turismo e marketing territoriale, Flavio Pascarosa, introdurrà il convegno: “Le epigrafi di Sabino e Romolo”. L’interessante relazione, sugli scritti presenti sui sarcofagi del Santo Patrono e del suo fedele diacono, sarà tenuta dal professore Gennaro Luongo ordinario di Letteratura Cristiana Antica, presso l’Università Federico II di Napoli.
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9 risposte a “Disputa aperta sul Santo Patrono Vescovo Sabino conteso da Atripalda e Canosa, ieri mattina convegno al Comune. FOTO”

  1. errico ha detto:

    La missione a Costantinopoli fu fatta nel 525, non nel 1525.

  2. franco ha detto:

    bella iniziativa un po di cultura sicuramente non fa male.

  3. sabino ha detto:

    bravi con pochi soldi, buona volontà ed impegno avete dimostrato che si possono fare anche cose condivisibili ed apprezzabili, AUGURI.

  4. Lina ha detto:

    C’era pochissima gente. Mi pare un cosiddetto “buco ind’a l’acqua”

  5. sabina ha detto:

    Visto che era Vescovo, non è possibile che lo sia stato di tutti e due le fiorenti città?????
    Oppure sia passato per uno dei suoi viaggi a Canosa di puglia visto che i Santi di ogni epoca hanno viaggiato!!!!!!!!

  6. marco ha detto:

    bella iniziativa,ottimo dibattito,buona scelta dei relatori, che dire buona immagine del nostro paese,complimenti.

  7. salvatore ha detto:

    SINDACO PENSO CHE L’OTTIMA MANIFESTAZIONE CHE AVETE ORGANIZZATO SERVE ANCHE A RILANCIARE LA NOSTRA IMMAGINE FUORI DAI CONTESTI REGIONALI, QUINDI AL DI LA DEL TEMA DEL CONVEGNO CHE SICURAMENTE HA APPASSIONATO TANTA GENTE CREATE ALTRE OCCASIONI DEL GENERE PER FAR CONOSCERE MEGLIO E DI PIU’ IL NOSTRO PAESE.

  8. giovanni ha detto:

    Si vede “lontano un miglio” che i commenti positivi sono postati dalla stessa fonte.
    Sinceramente lo trovo vergognoso e di bassissimo profilo

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