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Fondi statali ridotti per la scuola, il Consiglio dell’Istituto Comprensivo di Atripalda scrive ai genitori per contributi

Pubblicato in data: 18/10/2014 alle ore:06:30 • Categoria: Attualità

scuola-primaria-de-amicis-atripaldaFondi statali ridotti all’osso per la scuola, il Consiglio dell’Istituto Comprensivo statale “E. De Amicis – R. Masi” di Atripalda scrive a tutti i genitori delle scuole materne, elementari e medie per chiedere un contributo per la stipula dell’assicurazione degli alunni nonché per spese varie ma non mancano le polemiche.

La Commissione di gara ed il Consiglio d’Istituto della cittadina del Sabato nei giorni scorsi hanno  deliberato di aggiudicare la gara di appalto per l’assicurazione per l’anno scolastico in corso alla società  “Benacquista Assicurazioni”  per un premio annuo procapite obbligatorio di 5,50 euro per ogni alunno.  L’assicurazione comprende gli  infortuni degli alunni, la responsabilità civile verso terzi e la tutela legale.
Il consiglio, preso atto che i finanziamenti statali sono stati ridotti nella misura del 40% , ha  anche deliberato di chiedere ai genitori  un contributo volontario per le spese inerenti alle attività progettuali (acquisto di toner, cartucce per stampanti, carta per fotocopie, materiale di primo soccorso, materiale didattico, strutturato e sussidi specifici per la scuola dell’infanzia, libretti di giustifica della scuola Media).
Troppo pochi infatti gli 8mila euro annui destinati dal Ministero agli oltre 1400 alunni dei sei plessi scolastici cittadini.
scuola-media-rmasiIl contributo è così fissato : 12 euro per ogni alunno della scuola dell’infanzia, primaria e media. Per cui il totale da versare è di 17,50 per ogni alunno (12 euro per il contributo volontario + 5.50 per la quota assicurativa obbligatoria). I contributo è ridotto a 10 euro per il secondo figlio ed è ulteriormente  ridotto ad 8 euro per il terzo figlio e dovrà essere versato insieme alla quota assicurativa direttamente alla Banca della Campania, filiale di Atripalda, entro il prossimo 15 novembre.
Proprio sul contributo volontario non mancano dissensi da parte di alcuni genitori.
«Come genitore – spiega Pino Battista, noto per le sue battaglie in città – trovo esoso un contributo di dodici 12 euro per comprare toner, cartucce e fotocopie. Tutta roba che serve per la segreteria ma non per la didattica. Se questi soldi fossero stati spesi invece per i bambini e per la didattica andava bene. Anche sui libri di testo forniti dal Comune abbiamo dovuto integrare, pagando  altri 16 euro, perché a quanto pare erano incompleti ed andavano integrati con altri testi. Una situazione paradossale per la scuola dell’obbligo che dovrebbe essere invece gratuita».
A fare chiarezza è il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo atripaldese.
«E’ una decisione assunta dal Consiglio d’istituto in cui sono rappresentati i genitori stessi e non del dirigente scolastico – tiene a precisare il direttore didattico Elio Parziale -. L’assicurazione è obbligatoria ma con la missiva rivolgiamo un appello ai genitori ai quali chiediamo un contributo volontario per sostenere lo sforzo di tutti gli insegnanti e gli operatori scolastici per garantire livelli qualitativi dignitosi dell’istituzione scolastica di Atripalda. I fondi infatti sono pochi ed in altre scuole i contributi pagati dai genitori sono molto più elevati, come ad Avellino. Si tratta di un contributo volontario per il quale non c’è nessun obbligo. Per ben sei plessi scolastici ed oltre 1400 alunni i fondi stanziati dal Ministero per le scuole atripaldesi sono di soli 8mila euro all’anno, davvero troppo pochi. Ogni anno dobbiamo fare i salti mortali per l’acquisto di materiale di pulizia, pronto soccorso, cartucce per i computer presenti nelle classi con le lim. Nonché in questi soldi devono rientrare anche i costi per l’assistenza per le fotocopiatrici e l’acquisto dei registri di classe ed altro materiale didattico».

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4 risposte a “Fondi statali ridotti per la scuola, il Consiglio dell’Istituto Comprensivo di Atripalda scrive ai genitori per contributi”

  1. salvatore ha detto:

    ma capisco pure la difficile situazione economica del momento ma qualche decina di euro l’anno parliamo di poco più di 1 euro al mese non credo che finisce per mettere in difficoltà la gente.
    Poi, come dice il dirigente giustamente, non è obbligatoria e serve comunque a migliorare il servizio offerto ai nostri figli allora smettiamola di trovare sempre il pelo nell’uovo.

  2. Antonio ha detto:

    Che vergogna il nostro caro amico Benito si starà rivoltando nella tomba sentendo queste cose.
    L’istruzione è un bene fondamentale per il bene dei nostri figli e del nostro paese è lo stato che fa? Ci nega il diritto di studiare perché cari amici non tutti hanno la possibilità di spendere e ricordatevi una cosa che i veri poveri sono umili e non li vedremo mai quelli che si lamentano sono i furbi non i poveri.

  3. mimmo ha detto:

    ma dare un contributo annuo di pochi euro,per migliorare un servizio a tutto vantaggio dei nostri figli non mi pare una casa cosi scandalosa.

  4. Laura ha detto:

    alla scuola materna di Via San Giacomo già ( da anni ) i genitori danno un contributo per l’acquisto di tutto ciò che serve per far in modo che ai bambini non manchi nulla, oltre ai libri che sono stati pagati interamente dai genitori.
    non sono quei pochi euro l’anno che fanno la differenza ma è davvero scandaloso…

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