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Messa in sicurezza Palazzo Caracciolo, il delegato ai Beni Culturali Barbarisi:«Così scongiuriamo nuovi crolli e riapriremo la strada»

Pubblicato in data: 21/10/2014 alle ore:07:00 • Categoria: Attualità

palazzo-caracciolo-la-neve-piega-il-tettoSarà messo in sicurezza Palazzo Caracciolo. La svolta, approvata dalla Soprintendenza, punta a scongiurare nuovi crolli per l’edificio cinquecentesco che da decenni versa in condizioni di forte degrado ed abbandono tra rovi ed erbacce. Appartenuto alla nobile famiglia dei Caracciolo prima, poi di proprietà degli eredi del cavaliere Alvino, oltre quaranta in tutto, che anni fa hanno donato al Comune le proprie quote, il palazzo sembra abbandonato a se stesso. Un edificio che ha ben due vincoli della Soprintendenza sia per gli aspetti architettonici ma anche archeologici.
Dopo una lunga e complessa trattativa per l’acquisizione a patrimonio cittadino, durata decenni e conclusasi con la donazione al Comune da parte degli eredi del 95% delle quote, questo pomeriggio il sindaco Paolo Spagnuolo, il consigliere delegato ai Beni Culturali Lello Barbarisi ed il responsabile dell’Ufficio tecnico, ingegner Silvestro Aquino, presenteranno il progetto di messa in sicurezza. Un intervento con fondi comunali, per circa 90 mila euro, finanziato grazie agli onori di urbanizzazione. L’appuntamento si terrà oggi alle ore 18 presso biblioteca comunale di piazza Sparavigna.
«Illustreremo il tipo di intervento che sarà finalizzato alla riapertura della strada, la vicinale Castello chiusa a seguito di una nevicata che causò la rottura di uno rami del cedro che si trova nei giardini del palazzo che portò al crollo di una parte della copertura. – dichiara il delegato alla Cultura Lello Barbarisi -. Un intervento che punta a mettere in sicurezza la struttura, chiude la falla che si è aperta nella copertura e consentirà la riapertura della strada cercando di arretrare il muretto di cemento che sta lì dal dopo terremoto. Cercheremo di migliorare anche la viabilità nella zona».
barbarisiLunga e complessa è stata trattativa per l’acquisizione a patrimonio cittadino. «Non è stato facile arrivare alle donazioni – conclude Barbarisi – con gli eredi sparsi in tutte la penisola, un lavoro enorme. Mancano solo sei eredi all’appello che corrispondono grosso modo al 5% e che contiamo in questa seconda fase di acquisire a patrimonio queste quote. La messa in sicurezza, incassato l’avallo della Soprintendenza, sarà approvata in giunta. Il progetto sarà notificato ai restanti eredi con la propria quota di competenza delle spese. L’obiettivo successivo è di mettersi a lavorare sulla ricerca di un finanziamento che posa portare al consolidamento strutturale e al recupero funzionale del bene affinché possa rivivere. Sulla sua destinazione siamo pronti a ragionare insieme. Un risultato che richiede anni ma oggi c’era il rischio che l’edificio venisse giù ma con tale intervento scongiuriamo ciò. Spero che i lavori possano iniziare prima di Natale per evitare che con l’arrivo delle piogge entri altra acqua dal tetto».
palazzo-caracciolo1L’antico palazzo ducale si erge alle spalle della casa comunale, lungo la strada provinciale per Serino. Fu edificato nella seconda metà del secolo XVI dalla nobile famiglia dei Caracciolo, Principi di Avellino e Duchi di Atripalda. Un vasto parco con piante rare, fontane e giochi d’acqua si sviluppava sul retro del palazzo, con la settecentesca disposizione dei viali a croce greca. Qui arricchivano il tutto una grande fontana centrale barocca, una statua marmorea cinquecentesca e reperti archeologici dell’Antica Abellinum. Fu saccheggiato nel 1799 ed alienato a privati dopo l’abolizione della feudalità (1806), così dopo due secoli di splendore iniziò un lunghissimo periodo di decadenza, abbandono e rovina. Neanche la dichiarazione di monumento nazionale, avvenuta con decreto del 30 aprile del 1912, ha contribuito a ridare all’edificio il fasto di una volta. Anzi con il passare del tempo lo stato di degrado ed abbandono è aumentato mentre si attende che un progetto possa riportarlo all’antico splendore.

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4 risposte a “Messa in sicurezza Palazzo Caracciolo, il delegato ai Beni Culturali Barbarisi:«Così scongiuriamo nuovi crolli e riapriremo la strada»”

  1. laurienzo ha detto:

    chiedi se è normale spendere soldi per questo rudere, quando ci sono cose più urgenti e importanti da fare.
    Spendere anche 200mila euro per mettere in sicurezza questo palazzo, significa non fare un bel niente e privare la città di 200 mila euro di possibili lavori

  2. Giovanni ha detto:

    Metteteci una bella impalcatura.

  3. fausto ha detto:

    X Laurienzo.
    Ottimo il tuo commento, ma purtroppo nessuno pensa alla città.
    Ricordiamocelo fra un paio di anni, se questa amministrazione sopravviverà fino alla scadenza del mandato, se non succederà niente Prima.

  4. Nappo Carmela ha detto:

    Anche io penso come il lettore Giovanni di mettere impalcatura invece di pensare solo il castello.
    caro lello barbarisi fai aprire la strada che una via pubblica: non può essere chiusa per sempre

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