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Svelati i rendering dell’intervento di messa in sicurezza di Palazzo Caracciolo. FOTO

Pubblicato in data: 21/10/2014 alle ore:23:55 • Categoria: Attualità

palazzo-caracciolo-conferenza1Svelati i rendering dell’intervento di messa in sicurezza del cinquecentesco Palazzo Caracciolo. Questo pomeriggio il consigliere delegato ai Beni Culturali Lello Barbarisi ed il responsabile del progetto, architetto Marino Nardiello, hanno illustrato in conferenza stampa, presso la biblioteca comunale di piazza Sparavigna, i rendering del progetto che sarà eseguito con fondi comunali, per circa 90 mila euro, finanziato grazie agli onori di urbanizzazione. Un intervento approvato dalla Soprintendenza, che punta a scongiurare nuovi crolli per l’edificio cinquecentesco che da decenni versa in condizioni di forte degrado ed abbandono tra rovi ed erbacce e sul quale ricadono ben due vincoli di tutela.
palazzo-caracciolo-rendering«La Soprintendenza ha ritenuto degno di essere approvato il progetto Un tipo di intervento che punta a mettere in sicurezza la struttura anche da un ulteriore fase di deterioramento se fosse stato lasciato nelle condizioni in cui si trova oggi e che darà inoltre la possibilità di riaprire la vicinale Castello chiusa da almeno due anni che risale alla nevicata eccezionale del 2012 che causò la rottura di uno rami di uno dei due cedri monumentali che si trovano nei giardini del palazzo che portò al crollo di una parte della copertura in tegole. – dichiara il delegato alla Cultura Lello Barbarisi -. Cercheremo di migliorare anche la viabilità nella zona arretrando il muretto di cemento. Questo è il passaggio più importante perché consente di dotarsi di un intervento di messa in sicurezza. Avevamo anche un obbligo morale di intervenire nei confronti degli eredi Alvino che hanno donato le proprie quote, oltre il 95%, al Comune. Abbiamo inoltre tutto l’interesse a conservare l’edificio e dopo a ricercare un finanziamento per il consolidamento ed il restauro. ma questo lo potrà fare anche chi arriverà dopo di noi. L’importante adesso era assolvere anche ad un impegno di tipo morale, dopo aver rintracciato gli oltre quaranta eredi sparsi per la penisola, di riportarlo agli antichi fasti. Questa è una volontà  che si perseguiva da trent’anni, si era sul punto di acquistarlo nel 2006 per un prezzo di oltre 400mila euro, se non erro anche con un atto già quasi predisposto ma poi saltò tutto per ragioni a noi non note. Colgo l’occasione per ringraziare il notaio che ci ha assistito in maniera gratuita in quest’operazione, la dottoressa Romana Capaldo di Avellino, evidentemente anche lei affezionata all’impresa di acquisizione e alla donazione a patrimonio comunale, ha ritenuto, come aveva fatto una prima volta quando era saltata l’acquisizione, di mantenere l’impegno di lavorare gratuitamente affinché il Comune riuscisse a portare a patrimonio comunale questo edificio importantissimo che può rappresentare per il futuro delle prossime generazioni un indirizzo di prospettiva valido se assommato a tutto una serie di altre iniziative che stiamo portando avanti in questo settore».
palazzo-caracciolo-conferenza2Ad illustrare nei dettagli l’intervento è l’architetto Marino Nardiello: «Si tratta di lavori di messa in sicurezza – conclude –. Poniamo rimedio ad una situazione che si è aggravata nel tempo conservando così le caratteristiche dell’edificio e consentire l’apertura della stradina. Un intervento che fa riferimento al manuale dei Vigili del Fuoco per le opere post-sismiche dopo il terremoto dell’Aquila, procedendo alla copertura della falla e alla cinturazione parziale e passante del lato che sporge verso la strada e che è interessata da un cedimento della muratura che tende a scivolare con il rischio del ribaltamento della facciata per la vetustà dei materiali. Abbiamo preferito ciò rispetto ad un intervento con ponteggi che sarebbe invece gravato ulteriormente sulla strada non consentendone la riapertura al traffico pedonale e veicolare. La seconda parte dell’ intervento invece sarà la copertura della falla con ponteggio e una struttura a gabbiata. L’Amministrazione ha comunque una prospettiva più ampia di valorizzazione dell’edificio con il restauro di tutto il complesso. Sui tempi, dopo il parere favorevole della Soprintendenza necessitano ancora altri pareri, come quello del Genio Civile e poi quello dei tempi del bando di gara».
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13 risposte a “Svelati i rendering dell’intervento di messa in sicurezza di Palazzo Caracciolo. FOTO”

  1. Maria ha detto:

    Centomila euro per acquistarlo e novantamila per metterlo in sicurezza siamo già a 190.000 euro per il Palazzo Caracciolo. E dopo??????????
    Mica si pensa a cose più importanti come aiutare i bisognosi, le strade rappezzate, marciapiedi e Piazza fatta da pochi anni con mattonelle rotte.

  2. fausto ha detto:

    Ma scusate, ma lo staff Tecnico del Comune di Atripaldese a cosa serve, se si è dovuto dare l’incarico ad un tecnico ESTERNO. Ma è normale????????????
    Ma il Tecnico verrà pagato dal Comune si o no.
    PINO BATTISTA E ROSARIO LAMBERTI INDAGATE E FATECI SAPERE. GRAZIE.

  3. Carmine ha detto:

    Troppi incarichi al Comune di Atripalda. Tutto da verificare a tempo debito.

  4. Antonio ha detto:

    Da quanto ho capito nuova impalcatura e quindi nuovo fitto come quella del comune? Avete avvisato gli altri eredi ancora proprietari della spesa perché anche loro dovranno partecipare? Nooooo paghiamo tutto noi appost

  5. laurienzo ha detto:

    non ho ben capito da quale Capitolo di Spesa vengono utilizzati i fondi necessari alla messa in sicurezza.
    Se si tratta di Oneri di Urbanizzazione, credo che i lavori non vedranno mai la luce, vista l’assenza di nuove costruzioni.
    E quindi, se ho ben capito, questa conferenza stampa è stata INUTILE

  6. enrico ha detto:

    Maria riporta uno dei soliti luoghi comuni: la tipica obiezione, mossa ora contro i politici (strade rappezzate, marciapiedi, Piazza fatta da pochi anni), ora contro le associazioni umanitarie, ora contro i cattolici (i bisognosi), di chi vuole velare la propria ignavia tentando una misera e ipergenerica soluzione che giustifichi la propria “non presa” di posizione e la conseguente inerzia davanti ai problemi di una città o di una comunità. Non è che non abbia ragione: ma avendo votato talune persone, dobbiamo sottostare alla loro classificazione delle priorità.

    Invece io sarei d’accordo con gli interventi su Palazzo Caracciolo, pur sostenendo che la necessità di restaurarlo avrebbe dovuto essere presa in considerazione almeno prima del 2012. Se esso tornasse non all’antico splendore, ma ad una condizione di visitabilità turistica, posto che i nostri amministratori ne siano capaci (ma l’ottimista enrico ne dubita), esso potrebbe fruttare tanto danaro ad Atripalda, danaro che dovrà essere reinvestito negli interventi proposti dalla sig. Maria. Adesso, chiaramente, non si possono fare che lavori di messa in sicurezza, con il placet della giunta che può vantarsi di un altro insuccesso facendolo passare per il contrario.

    Perché ad esempio non creare un percorso turistico tra Abellinum, la Necropoli, la Collegiata di S. Ippolisto e il palazzo rinascimentale? Così, a prezzi modici, il turismo ne risulterebbe enormemente incentivato (a livello cittadino e provinciale), Atripalda guadagnerebbe di fama (positiva) e gli erari si rimpolperebbero. Nè Prezioso Né barbarisi saranno più chiamati a compiere miracoli, come essi dicono, ma ad una ordinaria (e fertile) amministrazione dei beni…

  7. MATTIA ha detto:

    E’ stato opportuno convocare una conferenza stampa?
    e il Sindaco perchè non c’era?
    siamo convinti che 100 mila euro per una pezza che non copre nemmeno il buco, siano spesi bene?
    O sarebbe meglio mettere soldi su quella struttura (un rudere) solo quando si ha un progetto complessivo, con risorse certe, con una ipotesi di gestione già pianificata.
    Tutto molto discutibile, in un paese dove le cose essenziali non funzionano
    La drammatica realtà è questa.
    Atteso che i lavori non si faranno e che la conferenza stampa sia stato un azzardo.

  8. Francesco ha detto:

    Ad Enrico, sicuramente troppo ottimista, consiglio di stare con i piedi per terra sempre che ci riesce. Maria ha perfettamente ragione, Atripalda è pressoché invivibile dal punto viabilità. Prima di preoccuparci di cercare di restaurare senza un euro in cassa ma molti di debiti, viviamo il nostro presente. All’assessore Barbarisi sappia che le sue idee sono campate in aria. Sono convinto, con i tempi che corrono, 90.000 € nessuno si sognerà di stanziarli.

  9. mariella ha detto:

    Ma vi rendete conto in che stato si trova palazzo Caracciolo?
    È pericoloso solo a guardarlo. Sarebbe stato meglio abbatterlo e fare una villetta con giochi per bambini. O no?

  10. enrico ha detto:

    A Francesco, dalla cui perspicacia ho imparato molto, consiglio di rileggere meglio il mio commento, e scoprire che esso parlava di una realtà ad oggi utopica, alla quale il sottoscritto, consapevole della situazione di Atripalda, ha azzardato una soluzione che andava bene cinquanta anni fa (in un clima di ottimismo realista).
    Mi dica, sig. Francesco (le parlo da ignorante, desideroso di apprendere), come guadagnare (e non ricavare) soldi per fare quello che dico io, lei e Maria? Certo non aspetterà renzianamente che i soldini li porta la cicogna…

  11. consuelo lopes ha detto:

    ATRIPALDESIIIII la storia del nostro paese va salvaguardata comunque! le vestigia antiche possono in qualche modo proficuo portare quella liquidita’ che oggi è inesistente. Entrare in un circuito di visitite storiche-archeologiche-religiose dovrebbe essere il punto di partenza per il futuro. ma ci rendiamo conto che con il “disfattismo” non facciamo altro che cancellare quanto di buono offre il NOSTRO PAESE? Le vecchie imprese FORNACI,RAMERE,CERAMICHE,MULINI, FERRARI, NON ESISTONO PIU’! Come trovare lavoro? Appunto con la nostra storia,tradizioni,cucina,potremmo creare posti di lavoro non credete? MA SIAMO STATI COSI’ BRAVI DA ABBATTERE LA CASA DI SAN SABINO,I DOCUMENTI CHE NE PARLAVANO, E SIAMO DOVUTI ANDARE A CANOSA PER SAPERE QUALCOSA DEL SANTO PATRONO! VERGOGNAMOCI!

  12. uno di atripalda ha detto:

    E l’ufficio tecnico sta a guardare il progetto dell’architetto Nardiello.
    Ma è tutto normale? Non credo proprio?

  13. Vituccio ha detto:

    E PANTALONE PAGA.

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