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“Atripalda: una città in ostaggio”, nota di Raffaele La Sala (Piazza Grande)

Pubblicato in data: 18/11/2014 alle ore:13:00 • Categoria: Politica, Lista "Piazza Grande"Stampa Articolo
consiglio-comunale-la-salaLe date da tener presente nei “non punitivi” provvedimenti giuntali, adottati –immagino- con la solita svagata consapevolezza, sono il 28 ottobre ed il 5 novembre 2014.
La prima delibera raccoglie gli umori (ed i malumori, a lungo covati)  verso il personale riottoso e che furono oggetto addirittura di una pubblica assemblea di Spagnuolo & friends, il 28 giugno –mi pare- del 2013 (e della quale si occupò diffusamente la cronaca).
Con la segretaria generale Clara Curto sulla graticola e vicina allo sfratto e un po’ di capi settore e di impiegati semplici, accusati di ‘remare contro’. E già allora si sfiorò la crisi tra maldipancini, braccini di ferro e trasferimenti indigesti, che paralizzarono per qualche mese la già scarna ed inconcludente attività amministrativa. Già  allora, per dire, l’udc era assente e minacciava di andarsene (per farlo poi quattro mesi fa, a ranghi ridotti e senza risultati tangibili, a parte il voto ‘dimostrativo’ del 9 ad 8); già allora tutta la responsabilità doveva ricadere sull’apparato burocratico (per ridurlo a più miti consigli); già allora si delineava il disegno di quel che sarebbe stato (e noi di “Piazza Grande” fummo  quasi i soli a denunciarlo alla pubblica opinione).
La seconda delibera porta a conclusione, con temeraria iattanza, la progettata disarticolazione dell’apparato amministravo comunale. In attesa che il nuovo ordine regni sulla Gigi&Pablopalda degli ex bravi ragazzi.
Insomma la storia viene da lontano e gli ultimi atti non ne sono che il mediocre e rancoroso epilogo. Capire che è successo in questi mesi e che sta succedendo (di non detto e perfino di inconfessabile) dalla fine di ottobre ad oggi può aiutare a smascherare equivoci, complicità e contese della misteriosa alleanza tra il giurista e l’urbanista. E se non è dato, per ora, di sapere (malinconiche previsioni a parte), tuttavia la lettura attenta degli atti e qualche curiosità protocollare, pure aiutano a comprendere la livida atmosfera del contesto.
Partiamo dalla delibera di GM n. 194 del 28 ottobre 2014 (pubblicata il 4/11/14), nella quale la proposta di riorganizzazione degli uffici è ancora del Sindaco e dell’Ass.re al Personale Fabiola Scioscia.
E qui sorvoliamo, per carità di patria, sulle vistose contraddizioni logiche e metodologiche, secondo le quali da una parte i servizi si assegnano per comprovata esperienza (“ratione materiae”) e dall’altra parte, nella stessa delibera, l’ex capo settore all’Urbanistica, Arch. Cocchi, viene deportato…ai servizi demografici, in uno con il geometra Cecchini. Insomma il primo deliberato pareva quasi esclusivamente destinato a sfasciare il settore urbanistico, finito in rotta di collisione con il sempre più (incomprensibilmente) potente assessore Tuccia (su questioni già all’attenzione degli organi inquirenti), mentre rinviava altri conti, pure sanguinosamente aperti, ed altre eventuali vendette ad un imprecisato futuro. Insomma, sistemato Cocchi, ci si  accontentava -diciamo così- solo di depotenziare e mortificare il ruolo della vicesegretaria Katia Bocchino, senza ancora esporla alla gogna delle ‘rimozione’. E infatti il deliberato medesimo continuava: “ […] Di prevedere un ulteriore riordino delle competenze del I Settore che vedrà l’istituzione di un nuovo servizio di gestione del Personale e l’assegnazione ai Settori dei nuovi Servizi;
Di precisare che permangano in capo ai Responsabili apicali di Settore funzioni e compiti gestionali;
Di modificare parzialmente l’art. 28 comma 1 del vigente Regolamento sull’ordinamento degli Uffici e dei Servizi dell’Ente, conformemente a quanto previsto dall’art. 70 del vigente Statuto comunale, come nel seguito. ”Il Vice-Segretario può essere titolare di un Settore…omissis..;”
Insomma la dottoressa Bocchino, vice segretaria per concorso, (per quanto invisa a molti per l’arcigno esercizio di una funzione di ‘garanzia’ e ‘legittimità’ -evidentemente non apprezzata e non richiesta-, ma anche per alcune sue misteriose ed indifendibili “impuntature”) era ‘avvisata’.
Lo scenario cambia radicalmente -come documentano gli atti- nel deliberato del 5 novembre ’14, nel quale va segnalata intanto la formale presa di distanza dell’assessore Tuccia (assente sicuramente per giustificatissime ragioni). Non ultima il timore di contraccolpi elettorali in vista di una sua eventuale candidatura a sindaco, ammesso che Spagnuolo si fosse veramente convinto a farsi da parte per tentare (con chi sa chi) l’avventura regionale.
E leggiamo anche questa perla di prosa sagace e lungimirante: “Ritenuto, pertanto, di dover accogliere e condividere la proposta dell’Assessore al Personale Scioscia Fabiola, come da allegato sottoscritto;
– Con votazione palese ed unanime [assente Tuccia] Delibera […]”
La tempistica, in conclusione, ancora una volta aiuta e non sarà difficile, anche ai più distratti, verificare attività concorsuali, aspettative, requisiti, previsione di organigrammi, date… e sommare 1+1…
E vorrei almeno ricordare la determina del I settore n. 246 (del 30 ottobre 2014, pubblicata in pari data): “Esito procedura mobilità volontaria per la copertura di due posti di Istruttore tecnico direttivo”; ed il 31 ottobre la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del “Bando di concorso per la copertura di un posto nei servizi demografici e statistici” (con scadenza al 1 dicembre)”: senza che vi facesse seguito la prevista pubblicazione sul sito web del Comune, e/o l’adozione di una determina di settore, per l’attivazione delle procedure (che solo il 12 novembre apprendiamo da un “Rende Noto” della responsabile (in dismissione) del I Settore, vengono annullate con una, altrimenti ignota, delibera del 5 novembre (ops…ancora il 5, dies horribilis…), e speriamo che il giochino del concorso pubblicato e sparito non lasci velenose code risarcitorie).
Appare subito evidente, come dal secondo, “non punitivo”, deliberato n. 199 del 5 novembre, assente Tuccia, provi a defilarsi anche Spagnuolo e la proposta, così come irritualmente in atti, ricada tutta sulle spalle del neo assessore al Personale Scioscia.
Frutto di una temeraria, occulta o astuta regìa, oppure solo figlia del caso, la pubblicazione del manoscritto di Scioscia è assai più eloquente della sostanza stessa dell’atto. Un documento buono, sia per chi volesse dimostrarne l’intrinseca debolezza, sia per chi volesse farsene scudo per una seppur fragile presa di distanza… e insomma per derubricare la demolizione dell’apparato burocratico amministrativo municipale, eventualmente, come il cedimento ad un’impuntatura, ad una leggerezza, o all’imprudenza grossolana di un assessore… che sarà pure ‘inesperto’, ma che oggi è numericamente determinante  a tenere in piedi la vacillante alleanza giuridico-urbanistica di Spagnuolo&Tuccia. Ed esaminiamolo il famoso allegato. Si tratta di un foglio bianco formato A4, frettolosamente vergato (per quello che dirò) dall’assessore Scioscia (a parte forse la parola “Patrimonio” riportata nelle attribuzioni del II settore) e datato 05/11/2014. Il testo presenta alcuni refusi ortografici e grammaticali (“Politiche sociale”, per “sociali”) “Repucci”, invece di “Reppucci”, mentre uno solo dei nomi dei responsabili di settore, “Nevola”, appare senza titolo e tra parentesi. Prima della firma autografa “Scioscia Fabiola” si leggono le parole sottolineate “Settori definitivi” (cosa che lascerebbe supporre la presenza di altre stesure ‘provvisorie’). Naturalmente tutti quelli che ne avessero curiosità o interesse, possono personalmente consultare il documento, sull’albo on line, in allegato alla delibera di Giunta n. 199 del 5 novembre 2014).
Ecco, questo (senza parlare delle amenità del piano di sviluppo e del Puc, senza parlare della alienazione del Centro Servizi, della Xenus e delle bozze di contratto che vanno e tardano a venire, senza parlare delle indennità di sindaco ed assessori e delle sensibilità individuali e di team) è il disastro al quale Spagnuolo & friends hanno consegnato Atripalda, in poco più di due anni di cattiva amministrazione. E purtroppo, dispiace dirlo, con la imbelle complicità o la mediocre convenienza di forze politiche e partiti (l’Udc, che oggi sembra meditare sui propri errori, e soprattutto i Piedìni, ostaggio di un gruppo consiliare raccogliticcio, prigionieri di confliggenti interessi politici e delle insufficienze di una dirigenza troppo fragile e lacerata). Ed evito, pietosamente, di parlare di scelteciniche ed italiefuture e di chi (come Antonio Prezioso) ne ha accettato passivamente comportamenti e metodi, in cambio di un succinto straccetto di visibilità.
Forse, senza accanirsi nella inutile ricerca di responsabilità e colpevoli, comincia ad essere maturo il tempo di un ripensamento serio e rigoroso sul presente e sul futuro della nostra Città. Presto.

Raffaele La Sala – coordinatore di “Piazza Grande”
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2 risposte a ““Atripalda: una città in ostaggio”, nota di Raffaele La Sala (Piazza Grande)”

  1. Aurelio ha detto:

    Prof.La Sala avete fatto di questa amministrazione, una brillante fotografia.
    Ma qualcuno di questi aspira alla Regione?
    Se è per fare brutta figura è l’occasione buona.

  2. kykuadro ha detto:

    qua killo sta kiedendo (karità):- ai me kome siamo ridotti: (andiamo in bank-rot-ta:-?)

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