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“Un Puc dei sogni e di nuova cementificazione”, così Fi e Psi vedono il nuovo strumento urbanistico

Pubblicato in data: 26/11/2014 alle ore:07:00 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

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Un Puc dei sogni e di nuova cementificazione“, così Fi e Psi vedono il nuovo strumento urbanistico accendendo il dibattito sul Piano urbanistico comunale presentato giorni fa dall’Amministrazione Spagnuolo durante un’assemblea pubblica.
Il vicesindaco Luigi Tuccia, delegato all’Urbanistica, incassata la buona partecipazione alla prima uscita pubblica, è pronto ora ad incontrare gli studenti delle scuole cittadine: «A noi interessa la condivisione e la partecipazione quanto più possibile – dichiara Tuccia -. Andremo nelle scuole a somministrare un questionario per capire come i bambini immaginano con i loro occhi questo territorio per il futuro». Ma proprio sulle linee guida del nuovo Puc si accendono i riflettori anche delle opposizioni. «Innanzitutto deve occuparsi di quello che già c’è, ovvero del recupero, riammodernamento ed efficientamento dell’esistente – afferma il capogruppo consiliare di Fi, Massimiliano Del Mauro -. Poi se ci saranno nuove destinazioni urbanistiche che comporteranno la nascita di nuovi insediamenti residenziali per noi non è un problema. Ma la cosa fondamentale è occuparsi di quello che già c’è. Più nello specifico il Puc, deve seguire il Dna della nostra città, deve essere un abito su misura. Non possono essere calati sulla nostra città criteri urbanistici che vengono ritenuti universali. Non serve fare un Puc dei sogni. Si può anche sognare, ci può essere anche un capitolo ma alla fine deve essere realistico e prevedere cosa si può effettivamente realizzare». I punti centrali per Del Mauro sono un nuovo piano parcheggi, ritorno in centro del mercato settimanale, riorganizzazione del centro cittadino ridonando decoro urbano, riqualificare le strutture sportive, la villa comunale, parco Archeologico e Pineta Sessa.
«Così com’è il mercato settimanale non seve a niente e scontenta tutti. Dov’è, a parco delle Acacie, è diventato un’area di degrado. Sono scontenti i residenti, gli atripaldesi e gli utenti della fiera. Ma cosa altrettanto importante sono scontenti gli ambulanti stessi che non fanno affari. Abbiamo perciò la necessità di ripensare all’ubicazione del mercato. Con il Puc si può prevedere di riallocarlo nel centro cittadino». Su Abellinum infine: «Nel modo più assoluto non sono insensibile alle questioni che riguardano il Parco archeologico. È un bene di Atripalda e abbiamo il diritto di difenderlo e vederlo valorizzato però la politica è anche l’arte del possibile ed io non posso non considerare che in un momento di crisi come questa vengono penalizzati siti archeologici come quello di Pompei, che sta cadendo a pezzi. Perciò è difficile che si troveranno i fondi per Abellinum: si vada avanti negli scavi o si immagini altro».
Anche il consigliere comunale del Psi Ulderico Pacia attacca: «Il Puc si propone come una forte cementificazione della città, quando proprio il partito di Tuccia ha sempre detto che non bisognava più costruire ma tutelare gli spazi a verde. Tra l’altro Atripalda è diminuita anche di abitanti e ci sono molte case sfitte o che non si riescono a vendere. Stiamo finendo di distruggere tutte le zone agricole cittadine, come San Gregorio, che sarà destinata a nuove costruzioni mentre bisognava tutelarle queste aree trovando più spazio per inserire nuove attività produttive e non credo che la zona che hanno scelto, lungo la Variante, sia quella più idonea. Infine mi chiedo come sono state scelte alcune zone di San Gregorio che diventano edificabili mentre non è stata scelta come edificabile l’area che si estende dall’incrocio per Alvanite fino al cimitero di Cesinali, poi dal cimitero di Cesinali a San Vincenzo sì. In questo modo spostiamo la città verso Cesinali».

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