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Riorganizzazione uffici comunali, Marco D’Acunto (Fp-Cgil): «Non siamo soddisfatti. Al sindaco chiediamo di soprassedere e verificare percorsi più consoni»

Pubblicato in data: 4/12/2014 alle ore:07:45 • Categoria: Attualità, Comune

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Assemblea sindacale ieri mattina dei dipendenti iscritti alla Cgil sulla riorganizzazione degli uffici comunali voluta dal sindaco Spagnuolo.
Tra i presenti anche l’architetto Cocchi interessato da uno dei decreti di spostamento dall’Utc all’Anagrafe. L’incontro, svoltosi nella biblioteca comunale, ha visto la partecipazione della Fp-Cgil con il responsabile provinciale Marco D’Acunto (foto)Abbiamo chiesto una consultazione con l’amministrazione che si è già svolta giovedì scorso e nella quale abbiamo rappresentato molte perplessità sia sul piano formale che su quello sostanziale. Sul piano formale noi pensiamo, ed il sindaco ci ha assicurato un approfondimento, che le due delibere di modifica dell’organizzazione comunale siano viziate da una serie di elementi di natura formale che per altro le sottopongono a ricorsi. Se anche l’amministrazione intendesse andare avanti su questa scelta, dal mio punto di vista organizzativamente non consona, dovrebbe almeno pensare a mettere in sicurezza quegli atti amministrativi perché così come sono non vanno bene».
Due le cose che colpiscono la Cgil in particolare sul piano dell’organizzazione: «la prima è che Atripalda sarebbe l’unico comune d’Italia che, a parità di abitanti, decide scientemente di non dotarsi di un’area degli Affari generali e amministrativa. Ci sarà un motivo se tutti i comuni d’Italia ritengono di organizzarsi in questo modo e anzi là dove siamo in presenza di comuni più piccoli in cui vanno accorpate le aree, quella che si mantiene in piedi è quella Affari generali ed amministrativa. Poi lo spacchettamento dei servizi che stavano nell’area generale, messo all’interno di altri servizi secondo noi non è solo poco funzionale, perché parcellizza il lavoro, ma ci creerà dei problemi anche in sede di delegazione trattante, perché i responsabili di quei servizi dovranno essere remunerati con un fundo di contrattazione già ridotto all’osso. Per cui ci chiediamo dove l’amministrazione andrà a recuperare le risorse per garantire questi servizi».
Terza questione non trascurabile per il sindacato sono le motivazioni secondo D’Acunto: «nelle due delibere noi francamente di motivazioni non ne vediamo. Non c’è una motivazione di valutazione politica se non genericamente si parla di maggiore funzionalità, ma la funzionalità la devi provare a raccontare e dirci qual è. Poi c’è questo richiamo al decreto Anticorruzione che può essere importante per certi aspetti, ma a parte che tale decreto stabilisce a monte i criteri con cui lo attui e non successivamente, se il decreto lo attui lo attui per tutti i lavoratori e non per qualche lavoratore in particolare».
Sulla revoca del comandante della Polizia municipale, D’Acunto prosegue: «La notizia appresa dalla stampa che si è revocato l’incarico affidando lo stesso incarico ad un funzionario di provata professionalità ma crediamo che anche questa nuova nomina violi le normative in materia di polizia locale ed il nuovo regolamento regionale. Anche su questo vorremmo consigliare al sindaco di soprassedere e di verificare percorsi più consoni. Come segretaria provinciale questa riorganizzazione complessiva non ci soddisfa. Stiamo valutando con i lavoratori, e l’assemblea di oggi è servita anche a questo, il giudizio complessivo dei lavoratori e nel caso le caso le eventuali azioni da intraprendere ove mai il sindaco, che ci ha garantito che avrebbe approfondito le questioni che abbiamo posto in sede di consultazione, decida di continuare il percorso andando avanti con l’amministrazione su questo modello organizzativo».
Sul trasferimento dell’architetto Cocchi dall’Utc all’Ufficio Anagrafe conclude: «In questa fase non ci appassionano le vicende personali. Devo dire che è un’anomalia rispetto alla prassi generale. Riteniamo che il dipendente se si sente privato di diritti e non tutelato rispetto alla scelta dell’amministrazione, ovviamente seguirà i percorsi legali di tutela. A noi nemmeno questa scelta convince, però trattandosi di una scelta che riguarda individualmente una persona non la commentiamo, nel caso la commenteremo nelle sedi opportune là dove il lavoratore, che per altro è iscritto alla Cgil, riterrà opportuno farsi tutelare dalla nostra organizzazione su questa cosa».

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