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Uffici comunali, il gruppo consiliare dell’Udc attacca: «bizzarra riorganizzazione, il sindaco convochi il Consiglio e ne chiarisca le motivazioni. Troppi misteri»

Pubblicato in data: 4/12/2014 alle ore:15:10 • Categoria: Politica, UdcStampa Articolo

gruppo-udcRiorganizzazione uffici comunali, sulla vicenda interviene il gruppo consiliare dell’Udc di Atripalda che punta il dito contro le decisioni del Sindaco: «che coinvolgono questioni molto serie ed importanti, destinate ad incidere in maniera pesante sull’efficacia delle attività dell’ente ma anche, per come si sono esplicitate, sulla serenità e dignità dei lavoratori coinvolti. La bizzarra riorganizzazione posta in atto, che tra l’altro contraddice in pieno tutte le decisioni in materia finora assunte dallo stesso Sindaco e dall’Amministrazione da lui guidata, e che pure stavano producendo i loro frutti, è stata concretizzata con atti sindacali di fatto privi di ogni motivazione, ed anche per questo molto probabilmente privi di legittimità». Il gruppo consiliare capeggiato da Dimitri Musto e formato da Antonio Iannaccone e Giuseppe Spagnuolo intende esprimere le proprie valutazioni di merito su un argomento così rilevante in maniera approfondita e nella sede opportuna: «Chiediamo al Sindaco di convocare al più presto la seduta consiliare, anche se i trascorsi ci indicano che non ha molta dimestichezza con il tempo. Aspettiamo ancora dai primi di novembre la convocazione del Consiglio per una variazione di bilancio che doveva essere discussa entro il 30 del mese scorso». Tuttavia, i consiglieri chiedono con urgenza al Sindaco di: «fornire pubblicamente le motivazioni vere di questi provvedimenti, atteso che negli atti di motivazioni non ve ne sono. Non possono certo essere considerate motivazioni affermazioni quali: “è venuto meno il rapporto fiduciario”. Questo potrebbe essere l’effetto… ma le cause quali sono? E a fronte di cause che il Sindaco non ha detto, con quali metodi oggettivi, che il Sindaco non ha detto, sono stati valutati i responsabili revocati e quelli nominati?». «La questione – concludono i consiglieri dell’Udc – assume caratteri di gravità ed urgenza nella necessità di risposte pubbliche, proprio per l’evidente “non detto” che è alla base di tali fondamentali decisioni assunte, fondamentali per l’Ente, e quindi per i cittadini, e per le persone coinvolte. Il Sindaco non può permettere di far avvolgere la città da un’aria che “profuma” di dispetti, di misteri, di sterile superficialità o, peggio, di lucida determinazione con finalità celate, che Atripalda non merita».

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3 risposte a “Uffici comunali, il gruppo consiliare dell’Udc attacca: «bizzarra riorganizzazione, il sindaco convochi il Consiglio e ne chiarisca le motivazioni. Troppi misteri»”

  1. Adolf ha detto:

    Spieghi perchè due auto acquistate di cui una sola circolante, spieghi atripalda sicura, spieghi i paletti, gli straordinari ecc. ecc, ecc. L’assessore che ha voluto Giannetta era Iannaccone.

  2. Benito ha detto:

    Piuttosto Iannaccone, assessore ai vigili urbani fino a pochi mesi fa, spieghi a cosa è servito comprare due auto di cui una sempre ferma ai box e soprattutto spieghi i soldi spesi per i progetti fatti da Giannetta. diretto non mi censura.

  3. consuelo lopes ha detto:

    Se gli spostamenti dei vari impiegati servono per dare slancio verso la modernità, BEN VENGANO! Molte città stanno ottimizzando il lavoro degli enti per snellire la burocrazia, per evitare che nell’ambito degli enti stessi si possano creare dei veri e propri spazi ” DI POTERE” che con la rotazione degli impiegati è quasi impossibile(creata la legge creato l’inganno). Bisogna pensare che se si lascia una persona sempre nello stesso posto a curare sempre le stesse cose non cresce professionalmente né tantomeno è utile! Penso che chi lavora presso un ente pubblico dovrebbe essere capace di intervenire sempre e comunque quando un collega ,per motivi personali. non puo’ essere presente,proprio per l’efficienza dell’ente. “TUTTI DEVONO SAPERE FARE TUTTO”. E’ inconcepibile che d’estate si vada a richiedere un atto,un certificato e non essendoci l’addetto bisogna ritornare…… è squalificante,poco ortodosso ed aggiungo maleducato perche’ il cittadino ha chiesto permessi o non ha curato un interesse per recarsi all’ente.

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