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Querelle nel Pd cittadino, “Progetto Atripalda per Renzi” replica al segretario Malavena: «Una cosa è vincere, ben altro è governare»

Pubblicato in data: 11/12/2014 alle ore:17:00 • Categoria: Politica, Partito DemocraticoStampa Articolo

progetto-atripalda-troisi-e-zainoIl Segretario del PD di Atripalda c’è! A nulla era valso il terremoto che ha colpito l’assetto organizzativo del Comune. Solo una precisa e puntuale intervista del nostro rappresentante Toni Troisi, a cui va il merito, lo ha rimesso in scena.

Il giovane Segretario Malavena insieme ad altri membri, alcuni molto autorevoli del PD – tra cui Antonacci (segreteria Provinciale) e l’on. Paris (all’epoca solo “deputata”) – a luglio 2014 redige un documento largamente condiviso dai presenti, pieno di buon senso e politicamente corretto. Egli stesso lo rende pubblico inviandolo ai giornali locali. Sembrava quasi che volesse finalmente riprendere l’azione politica in città del nostro partito.

Quindi, il Segretario a luglio discute nel direttivo da lui convocato  il documento, lo condivide con i presenti,lo sottoscrive, lo pubblica. Oggi, richiamato alle responsabilità politiche, peraltro clamorosamente disattese, il segretario attesta (ora per allora) la mancanza del numero legale e si richiama al “rispetto di alcune regole”.

È legittimo chiedersi: si è incapaci di calcolare una maggioranza secondo le regole e quindi aver redatto ed approvato un documento in sua mancanza oppure la maggioranza era sufficiente e il documento, che ora si tenta di disconoscere, è valido?

Comunque, si tratta di un episodio che, a dispetto della tendenza generale, dovrebbe far riflettere sulla capacità di guidare una segreteria che deve “far rispettare le regole”, non solo alcune.

Ma se il Segretario avesse ricevuto qualche influente lagnanza, (…soggezione…), lo sgradevole episodio si tingerebbe di tinte fosche e inquietanti, cancellando definitivamente quella funzione di lealtà che deve caratterizzare il comportamento di tutti i componenti di un partito, in primis “cotanto segretario”.

L’unità del Partito è sempre un obiettivo auspicabile ma non obbligatorio.

Nel caso di Atripalda la minoranza è stata consapevolmente esclusa dalla segreteria, organo decisionale del Circolo. E, in aperta contrarietà con la minoranza, è stata istituita anche la presidenza del Partito, affidata ad un esponente della maggioranza, come fosse una “casella” in più a disposizione del Segretario per rispondere ad accordi pre-elettorali.

Solo a seguito di questi deprecabili atteggiamenti – legittimi quanto inopportuni – si è deciso di non partecipare a qualche non meglio identificata commissione di lavoro.

Ma la nostra presenza ai direttivi – e più in generale della minoranza – è stata sempre garantita e, quando è stato possibile, abbiamo cercato di fornire qualche suggerimento per sostenere il difficile compito degli amministratori. E non abbiamo fatto mancare la nostra collaborazione nell’organizzazione delle primarie per il segretario provinciale e regionale.

Chi ha disertato spesso, e alcuni in modo costante, sono stati proprio gli esponenti della “maggioranza”.

Il nostro ruolo all’interno del PD non ci consente di fare altro che ribadire quanto contenuto nel documento che il Segretario maldestramente tenta di disconoscere; non avremmo mai potuto condividere l’alleanza di governo che, com’era prevedibile, oggi a fatica regge e, visti i risultati, non saremmo nemmeno così orgogliosi della “forte” rappresentanza del partito nell’amministrazione.

L’amico Tuccia, in una recente intervista (nella quale, stranamente, già si faceva riferimento alla mancanza del numero legale per la stesura del documento di cui sopra!), ha sottolineato con ironia le difficoltà da noi incontrate a comporre una lista nel 2012.

Ci piace sottolineare che per vincere è sufficiente “sommare” soggetti di idee e storie diverse, e poi i voti, per conseguire improbabili maggioranze. Non c’è da meravigliarsi se accade ciò che sta accadendo al Governo cittadino. Una cosa è VINCERE, ben altro è GOVERNARE.

Per governare bisogna conoscere e vivere i problemi della comunità, sostenere chi, con spirito di abnegazione, anima la vita sociale ed economica, agire con coerenza, rigore ed onestà.

L’elettorato, più attuale della politica e dei suoi attori, guarda con attenzione alle azioni che si succedono e si costruisce un’idea che poi trasforma in voto.

Il PD/Centrosinistra di Atripalda, nelle competizioni politiche nazionali/europee raccoglie circa 1.800 voti, alle ultime regionali ha raccolto circa 1500 voti, alle penultime amministrative ha raccolto circa 3.600 consensi, alle ultime amministrative meno di 700 consensi, qualcuno in più del suo alleato (!) FLI.

Noi dall’interno del PD, nel rispetto dei ruoli, non rinunceremo al diritto di dissentire e comunicare ai cittadini, simpatizzanti ed elettori, i motivi delle nostre posizioni, senza abbandonare la convinzione di poter costruire un Partito più aperto e partecipato, presente sul territorio e attento alle problematiche della comunità.

Un Partito veramente Democratico.
Progetto Atripalda per Renzi

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