alpadesa
  
Flash news:   Coronavirus, un nuovo caso ad Atripalda e 93 in Irpinia Cinque offerte per la gestione del Farmer Market di Atripalda: l’assessore Musto: “c’è forte interesse” Padre Gerardo Di Paolo è il nuovo Direttore della Biblioteca Statale di Montevergine Coronavirus, altri due contagi ad Atripalda e 69 in Irpinia Coronavirus, Idea Atripalda scrive al sindaco per chiedere un punto drive test per effettuare i tamponi naso-faringei L’Avellino travolge la Casertana: 3-1 il finale Si chiude la controversia giudiziaria tra il Comune di Atripalda e la Ingino Spa dopo che il Tar di Salerno dà ragione all’azienda agroalimentare Coronavirus, i nuovi casi in Italia sono 21.273. In Campania nuovo record Coronavirus, aumentano i contagi in Irpinia: 91 i nuovi casi. Ad Atripalda 3 i positivi Coronavirus, Conte firma il nuovo Dpcm: da lunedì 26 ottobre bar e ristoranti chiusi dalle 18 ma aperti domenica e festivi

Stasera tornano i Giaguari, il ricordo nei versi di Gabriele De Masi

Pubblicato in data: 19/12/2014 alle ore:14:10 • Categoria: Attualità

giaguariStasera tornano i Giaguari.  Mezzo secolo dopo l’esordio Carmine Cioppa e Adelson Nutini tornano ad esibirsi questa sera ad Avellino, nel salone della Banca della Campania. Ecco i versi di Gabriele De Masi.
La band era composta oltre che Carmine Cioppa e Manlio Piccolo (tastiere e cori), Enrico Silvestri (basso e voce) e Tonino Silvestri (chitarra e coro) e Adelson Nutini (batteria e voce solista, il nostro inossidabile Peppino di Capri).

Giaguari

Ci si riempiva gli occhi di sguardi,

la mente e il cuore di speranze,

conforto nell’attesa della musica

nuova che arrivasse, finalmente,

ad aprire al fresco i balconi delle case;

chi qualcosa sapeva fare si riuniva

in gruppi dai nomi esotici, gli Apostoli,

Settesoldi, i Campanino, i Nomadi,

presi così per caso, per l’ impronta

di parola o perché evocavano mondi

sognati, giungle salgariane, terre

lontane d’avventura e fortuna,

e tanta fantasia e voglia di  farcela.

Non c’era la nota scritta sulla carta,

vinceva l’orecchio, musicalità innata,

assonanza, e non quella privata

delle radio ancora da venire,

ma quaratacinque cerchi di vinile

riascoltati e ripassati perché

memoria li fissasse nella mente.

Gente contenta… . Gli anni ’60!

Adelson tamburellava ritmi

afro-americani, latino- campani

con accenti di sirene della vicina

isola di Tiberio; Carmine gigioneggiava

quasi a perdere la testa inclinata

alla tastiera come se dovesse

finire mezzo metro più in là;

Tonino, impeccabile e serio,

come il primo violino all’orchestra;

Manlio, dolce e serafico, vocina

da coro, cuore d’armonia,

controcanto sublime, sinfonia;

Enrico, statuario in pedana,

come se la Magna Grecia

non si fosse mai fermata a Paestum

come a Neapolis, ma , giunta fino

al Sabato. Tutti amici, vicini,

in arte e nella vita, con passione .

E  noi andavamo  per serate

tra mac p, carnevali, lauree,

balere  e rotonde sul mare.

Le fanciulle tutte dalla sarta

a rifilare gonne a palloncino,

capelli cotonati con lustrini

e borsetta piccina a cerimonia.

Finivano anni di baldoria…

mentre sembra ancora d’ascoltare

“Domani sera,  Capodanno,

non perdete l’occasione, alla Pagoda

 di Atripalda, gran veglione:

suonano, a gran richiesta,

e sol per voi, i Giaguari.

Gabriele De Masi

 

Print Friendly, PDF & Email
Ti È piaciuto questo articolo? Votalo adesso!


Non saranno pubblicati commenti offensivi, diffamanti o lesivi della dignità umana e professionale di amministratori, politici o semplici cittadini. La redazione di AtripaldaNews si riserva la possibilità di pubblicare solo parte del contenuto, procedendo a tagliare le frasi offensive. Invitiamo i nostri lettori, nel rispetto delle regole di una società civile, a firmare con nome e cognome i propri commenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *