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Richard Antonio Forcellati, manager e filantropo, stroncato dalla Sla. Dolore ad Atripalda ed in provincia

Pubblicato in data: 22/12/2014 alle ore:10:45 • Categoria: CronacaStampa Articolo

Rich ForcellatiE’ morto alla fine di un calvario durato oltre otto mesi che lo ha paralizzato su di una sedia a rotelle. Una malattia cavalcante, la Sla, che lo ha colpito all’improvviso frantumando sogni e speranze di un giovane che amava la vita ma che giorno dopo giorno lo stavo minando sempre di più nelle vie respiratorie.
Richard Antonio Forcellati, 36enne italoamericano di origini irpine ma nato e cresciuto negli Usa, nello stato del New Jersey, originario di Atripalda, è morto l’altro giorno lasciando nello sconcerto parenti ed amici.
Un giovane che fino ad otto mesi prima aveva condotto una vita normale,  tra gli affetti della famiglia e quelli degli amici, i buoni studi da programmatore informatico presso il Marist College, l’università di eccellenza lungo the Hudson River, tra  New York City e Albany, i sogni  e le speranze.
Manager di una società che aveva fondato, era diventata partner delle Apple.
Amava sorridere e vivere. Poi quella malattia, la Sla, quella sclerosi laterale amiotrofica che colpì anche il capitano biancoverde Adriano Lombardi, lo ha travolto all’improvviso rubandogli tutto. Otto mesi infernali per Rich, Riccardo per gli amici ed i numerosi parenti e cugini irpini che vivono tra Atripalda, Avellino e Manocalzati dove era originaria la mamma che negli anni ‘60 si era trasferita con la famiglia in America alla ricerca di una vita migliore.
Una candela per Richard Antonio ForcellatiLo scorso 15 agosto Rich, aiutato dagli amici, aveva partecipato all’Ice Bucket Challenge, la secchiata di acqua gelata per sostenere la raccolta di fondi per la ricerca contro la Sla, in un video postato sul proprio profilo di Facebook quasi fosse il suo ultimo testamento: “Niente di questo – scriveva in inglese al termine delle immagini – mi ha fermato dal vivere la mia vita”. Ma poi con il passare dei giorni c’è stato un peggioramento. Una paralisi che gli impediva di prestare cura da solo a se stesso. Lo scorso 19 dicembre, Rich è volato via da questa vita terrena, con accanto l’ultimo sguardo di chi con amore gli aveva donato la vita.
Questa mattina a New Jersey i funerali, tra l’affetto ed il dolore composto di parenti ed amici che lo hanno amato e voluto bene fino all’ultimo respiro ed in sua memoria hanno acceso una candela.

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