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Niente bancarelle del pesce di Natale, polemiche in città a suon di raccolta di firme e le accuse di Del Mauro. L’Amministrazione si difende ed attacca con il delegato Pascarosa: «rammaricati, già installati i divieti in via Fiume. Non ci hanno avvisato»

Pubblicato in data: 24/12/2014 alle ore:15:34 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Bancarella del pesce di Natale ad AtripaldaNiente bancarelle del pesce di Natale, monta la polemica in città a suon di petizioni e raccolta di firme. La mancata installazione alla vigilia di Natale, come da tradizione decennale, delle bancarelle per la vendita del pesce in via Fiume, sta accedendo un forte dibattito e proteste nella cittadina del Sabato.
Tutto è iniziato alcuni giorni fa  quando due venditori di prodotti ittici ed un venditore di frutti natalizi, avevano presentato richiesta al Comune di installare le bancarelle per la tradizionale vendita del pesce per  il pranzo di Natale. Ma dopo una lunga trattativa, con gli esercenti del luogo che non condividevano la chiusura della strada, si era giunti ad una proposta: bancarelle in via Fiume ma con la strada aperta al traffico. Soluzione evidentemente non condivisa dagli esercenti di prodotti ittici che hanno preferito recarsi altrove. E subito sono montate le polemiche tra quanti ritengono che si sia persa una tradizione decennale e l’amministrazione che si difende.
Ad aprire il fuoco è stato sul proprio profilo di Facebook il capogruppo di Fi, Massimiliano Del Mauro, che con un post attacca l’Assessorato al Commercio e l’Amministrazione: «E grazie ad una sensibile ed attenta gestione del commercio e delle tradizioni – scrive del Mauro – anche il mercato ittico natalizio é scomparso dal centro città . Meglio la ruota e le casette senza un filo logico. Non aggiungo altro».
Ordinanza sindaco mercato ittico NatalePolemiche che non vanno giù a sindaco e consiglieri di maggioranza. A ricostruire l’intera vicenda, senza nascondere l’amarezza per l’esito finale inatteso, è il delegato al Commercio Pascarosa. «Si rende necessaria e doverosa una precisazione circa l’assenza delle bancarelle della vendita del pesce lungo via Fiume come da tradizione – dichiara con un lungo intervento il delegato al Commercio, Flavio Pascarosa -. In qualità  di delegato al Commercio con il sindaco ci siamo attivati per porre in essere tutte le misure necessarie al fine di consentire l’allestimento delle predette bancarelle sul alto destro di via Fiume, lungo la direttiva che conduce, per capirci, verso via Aversa da un lato e la piazza dall’altro, superando i non pochi vincoli logistici ed igienico-sanitari afferenti alla vendita di prodotti ittici lungo le strade cittadine. Orbene l’ordinanza sindacale che è agli atti reca anche il divieto di sosta lungo entrambi i lati di via Fiume  per consentire da un lato il regolare deflusso del traffico e dell’altro di non recare nocumento agli esercenti della zona i quali con un petizione di circa un mese fa, regolarmente protocollata, avevano fatto espressa richiesta di lasciar libera la detta strada onde evitare i disagi, d’inquinamento e soprattutto il ripetersi di incassi durante il periodo natalizio veramente esigui e non rispondenti alle legittime aspettative degli stessi. In un primo momento si erano paventate anche altre soluzioni logistiche per soddisfare le esigenze di tutti gli esercenti commerciali ma le soluzioni prospettate non erano di gradimento di coloro i quali ne aveva fatto richiesta regolarmente protocollata, i quali, si erano nelle more, addirittura resi protagonisti di una raccolta di firme tra la cittadinanza affinché le baracche venissero posizionate in via Fiume. Rispetto a tanto clamore, il sottoscritto ed il sindaco soprattutto, e buona parte dell’amministrazione, pur di venire incontro alle sollecitazioni dei richiedenti e della cittadinanza, esponendosi in prima persona,  avevano deciso per l’installazione in via Fiume  per buona pace di tutti. Inspiegabilmente e con sommo stupore notavamo che, nonostante fossimo giunti a ridosso del Santo Natale, le tante invocate bancarelle del pesce non erano state ancora allestite. Da fonti certe abbiamo appreso che i due esercenti atripaldesi, prima resisi autori di vibrate proteste e della clamorosa raccolta di firme, hanno preferito recarsi altrove a montare le proprie bancarelle. Non hanno avuto nemmeno il buon gusto ed il tatto di avvisare l’Amministrazione comunale che nel contempo, come già detto, aveva provveduto a far apporre lungo via Fiume i divieti di sosta in entrambi i lati della carreggiata per i giorni compresi dal 22 al 24 dicembre. Questo comportamento è censurabile ed eticamente scorretto. Non vorremmo che dietro questa vicenda ci sia la regia dei soliti noti i quali pur di mettere in cattiva luce l’amministrazione e nello specifico ha messo in campo tutte le proprie energie e prerogative, ha indotto gli esercenti interessati ad emigrare per la gioia di pochi verso altri lidi. Di tutto ciò non ci rammarichiamo, anzi ci servirà da sprone per fare  meglio e per zittire i gufi che si aggirano sinistri e cupi per le vie di Atripalda. Colgo l’occasione per fare i migliore auguri di Buon Natale e felice anno nuovo a tutti voi, soprattutto a chi rema contro e spera di mandarci quanto prima a casa».

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10 risposte a “Niente bancarelle del pesce di Natale, polemiche in città a suon di raccolta di firme e le accuse di Del Mauro. L’Amministrazione si difende ed attacca con il delegato Pascarosa: «rammaricati, già installati i divieti in via Fiume. Non ci hanno avvisato»”

  1. nati' ha detto:

    Voglio far presente a tutti voi che Atripalda non è dei commercianti,ma degli atripaldesi che amano le tradizioni…avete ammazzato la storia del NOSTRO paese…buone feste

  2. Alfredo ha detto:

    Ma non si potevano mettere a via Roma nel parcheggio della scuola dove si fa il mercatino?
    Poi mi domando e dico qua parliamo di tradizione? Ma quale tradizione. Fare commercio di pesce e tradizione? Inzozzare e distruggere il parco acacie con bancarelle del pesce che scaricano rifiuti nei tombini che inesorabilmente vanno a finire nel fiume lo chiamate tradizione? Secondo me voi confondete il commercio con la tradizione? Che poi vi meravigliate che ci sono i gufi a mettere in cattiva luce l’amministrazione allora vuol dire Caro Pasquarosa non vivi la città perché di gufi c’è ne sono parecchi se non la maggior parte della popolazione. Sarà stato la crisi sarà stato il vostro modo di comunicare alquanto carnevalesco fatto sta che il dissesto a confronto ad una vostra ricandidatura futura e oro.
    Auguro a tutta l’amministrazione un santo Natale con la speranza che il signori vi illumini e vi dia un pensiero saggio per il nuovo anno.

  3. nicola ha detto:

    Si potevano mettere su via Fiume, tutti su di un lato, compresa quella di via Aversa, ed un attenta vigilanza che purtroppo non c’è più.
    Anche Piazza Sparavigna andava bene.

  4. mattia ha detto:

    A via Fiume andavano bene creando un senso unico di marcia per le auto e un paio di vigili a fare il proprio lavoro

  5. consuelo lopes ha detto:

    OGGI 25 DICEMBRE ,NATALE……….. anche senza “bancarell” ieri ho mangiato e scammaro……… afrittura ma song fatta, o baccala’ l’agg accattato………..o dentice l’agg miss sotto o furno…….. o purp a ‘nzalata me l’agg affucat………. capitone anguille e tutte e manere .Stammatina passanno po paese nun puzzav era no specchio, ma, che serve ‘nquacchia’ o paese? basta je ai posti fiss ca ‘ngi stann (paino pure e tasse) puliti e sistemati senza benzene ‘ncopp MA RICITIMI VUI SI NUN è MEGLIO????!!!!!!!!!???????? A TRADIZIONE RO CAPITONE L’AMM ASSOLTA UGUALMENTE ‘NGI IMM STRAFUCAT O BENE E DIO LO STESSO ! A TRADIZIONE? MA QUALE? MANGIARE INQUINATO? BUON NATALE

  6. Ma vi ricordate tanti anni fa’ quante baracche di legno e lamiere venivano montate in via. Aversa, via. Fiume e a volte anche in piazza Umberto I° per la vendita del pesce per la vigilia di Natale e la vigilia di Capodanno, era molto bello e dall’ odore del pesce fresco si sentiva davvero l’ atmosfera delle feste Natalizie, una tradizione che purtroppo sta’ scomparendo in citta’; Dal primo mattino fino a tarda sera la gente si recava in queste baracche per comprare il pesce, anguille, capitoni, ecc. per poi preparare il cenone di Natale e Capodanno, era davvero un bellissimo spettacolo tradizionale da vedere; Ora dicono che per colpa del traffico delle auto e per motivi d’ igiene e diventato quasi impossibile continuare questa tradizione, io credo, come pure altri Atripaldesi che il problema non e’ questo, chissa’ il motivo dove va’ ricercato, non credo che la colpa sia dell’ igiene, quando nel parco delle acacie tutti i giovedi nel mercato settimanale la pavimentazione e colma di liquidi puzzolenti del pesce, e la puzza la subiscono tutte le persone che vanno nel parco pubblico comunale, poi per le due vigilie delle feste di Natale e Capodanno ogni anno ritorna il solito problema; Credo che sarebbe molto bene gia’ dalla vigilia di Capodanno spostare la vendita del pesce per il cenone proprio nel parco delle acacie, ormai li la puzza e’ stabile se il pesce viene venduto tutti i giovedi che problema creerebbe venderlo anche per le vigilie di Natale e Capodanno, poi ci sono tanti parcheggi per le auto, strano che nessuno fino a questo momento non ci abbia pensato, i commercianti non si lamenterebbero piu’ delle strade chiuse al traffico e la tradizione continuera’.

  7. Francesco ha detto:

    Bloccare la strada solo per due bancarelle o tre, come è stato fatto l’anno scorso è solo ridicolo. Quest’anno le cose sono andate diversamente, nel senso che si è finalmente capito che vi sono commercianti residenti che pagano regolarmente le tasse e hanno il loro diritto di esistere. Atripalda senza bancarelle non ha perso niente.

  8. nati' ha detto:

    infatti,meglio le cacche dei cani e lo smog delle vostre auto

  9. Lina ha detto:

    In ogni caso, senza entrare nel merito, un assessore non può esprimersi in questo modo, con questa arroganza e supponenza.
    Ma questo ci meritiamo, perché li facciamo operare come se la città non esistesse più

  10. atripaldese ha detto:

    PER LINA:
    adesso li abbiamo e ce li dobbiamo tenere, non avendo di meglio.
    Altri due anni ancora di sopportazione.

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