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Convalida dei fermi per la tentata estorsione al titolare di un nuovo locale di Atripalda. L’associazione Libera: «Non bisogna abbassare la guardia»

Pubblicato in data: 27/12/2014 alle ore:06:54 • Categoria: Cronaca

Stazione carabinieri AtripaldaConvalida dei fermi per la tentata estorsione al titolare di un nuovo locale notturno di Atripalda.
Il Giudice per le Indagini Preliminari, dottor Fiore, ha confermato l’impianto accusatorio del Pm dottoressa Maria Luisa Buono, nei confronti di tre giovani che con minaccia estorsiva si erano presentati sabato scorso nel bel mezzo di una serata danzante intimando al titolare dell’esercizio di consegnare loro una cospicua somma di denaro contante con la minaccia di devastare il locale.
Ad arrestare i tre sono stati i Carabinieri della stazione di Atripalda, diretti dal comandante Costantino Cucciniello, che in sinergia con il Nucleo Operativo e Radiomobile del capoluogo irpino, avevano sorpreso i tre in flagranza del reato, facendo scattare le manette con l’accusa di estorsione aggravata.
Per il 26enne di Mercogliano ed il 42enne di San Potito Ultra, il Gip ha convalidato l’arresto presso il Carcere di Bellizzi Irpino. Per il 22enne di Monteforte Irpino, invece non avendo precedenti ma nella cui auto è stato rivenuto
un bastone telescopico in ferro immediatamente sequestrato, sono stati concessi gli arresti domiciliari. Tutti e tre sono difesi dall’avvocato Carmine Pascarosa del Foro di Avellino.
Le indagini, condotte con il coordinamento della Procura della Repubblica di Avellino, diretta dal Procuratore capo dottor Rosario Cantelmo, hanno consentito ai Carabinieri di ricostruire l’intera vicenda facendo scattare le manette ai polsi dei tre presunti estorsori. 
Le autorità di pubblica sicurezza stanno indagando alla ricerca di eventuali possibili fiancheggiatori o mandanti. Un caso delicato su cui gli investigatori irpini vogliono vederci chiaro fino in fondo e capire se le intimidazioni siano il frutto di un’azione isolata o se possa collegarsi ad altri episodi di cronaca acceduti nei mesi scorsi nell’hinterland avellinese.
Sulla vicenda è intervenuto anche il referente provinciale di Libera, Francesco Iandolo, che, sottolineando la celerità dell’indagine, ha lanciato un appello ai gestori invitandoli a fare rete per difendersi meglio, denunciando tali episodi. «Non bisogna abbassare la guardia e piegarsi a questi criminali. I gestori dei locali dovrebbero tutelarsi insieme, creando una sorta di rete che denunci questi fenomeni ma soprattutto che li prevenga. Serva la collaborazione anche dei clienti, così come accaduto. Bisogna infine evitare di lasciare solo chi denuncia tale azioni altrimenti o chiuderà il locale o cederà all’estorsione. E noi come società civile non possiamo accettare. Sarebbe una sconfitta della comunità».

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