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Aumento indennità di giunta e riorganizzazione uffici comunali, nuovo affondo dell’Udc. Musto:«La maggioranza interrompe comportamento virtuoso durato 15 anni»

Pubblicato in data: 31/12/2014 alle ore:09:03 • Categoria: Politica, Udc

dimitri-musto-in-consiglio«La  maggioranza interrompe un comportamento virtuoso durato 15 anni proprio in un peridio di spending review. Quest’Amministrazione a guida Spagnuolo ed a maggioranza politica Pd ha scelto di aumentare le proprie indennità prima di ogni altra opportunità, tra cui iniziare a ridurre il complessivo carico fiscale che impone ai cittadini di Atripalda». Non si spengono le polemiche nella cittadina del Sabato sulla decisione assunta dalla maggioranza, con delibera di giunta approvata con un solo voto nell’ultimo consiglio, di adeguare al decreto ministeriale n.119/2000 i compensi degli amministratori. Una scelta della maggioranza sulla quale piovono le critiche dell’Udc con l’accusa di volersi raddoppiare i compensi come spiega il capogruppo consiliare dello scudocrociato Dimitri Musto: «Come gruppo avevamo visto giusto ed in anticipo che c’era qualcosa che non andava e l’abbiamo subito sollevato in Consiglio comunale che vi era l’obiettivo di raddoppiarsi per il 2015 e 2016 le indennità senza inserire le erogazioni di liberalità di sindaco ed assessori».
Per il sindaco si passa da 1.302,00 a € 2.788,86 (3.098,74 in base d.m. 119/2000), per il vice sindaco da 716 a €1.533,88 (1.704,31 in base al decreto ministeriale) ed infine per gli assessori da 293 euro a € 627,49 (697 euro in base al decreto ministeriale). Tutti importi al lordo per un comune che rientra nella fascia di popolazione compresa fra i 10.000 ed i 15.000 abitanti e ridotti del 10% per la legge 266/2005.
«Volevano deliberare una cosa senza dirla in maniera chiara – incalza Musto – per questo c’è stato il nostro voto contrario in tempi in cui la politica va in una direzione di riduzioni dei costi. Solo grazie all’esperienza decennale in Consiglio del vicesindaco Pd Tuccia, l’Amministrazione Spagnuolo ha evitato una figuraccia incredibile. Ora attendiamo che la sua promessa in aula di non aumentare le indennità venga mantenuta. Noi saremo comunque vigili su ciò. Come Udc abbiamo sostenuto quest’amministrazione anche quando furono aumentate le aliquote fiscali per far fronte ad una situazione debitoria disastrosa ma con la promessa e l’impegno che non appena la situazione economica ritorni alla normalità, la prima cosa che si dovrà fare è di riportare almeno le aliquote così come le avevamo trovate nel rispetto dei contribuenti atripaldesi. Inoltre come partito demmo mandato al delegato al Bilancio Landi di proporre alla maggioranza l’azzeramento degli emolumenti per lanciare un segnale serio alla città. Ma da quel momento in poi Landi non l’abbiamo visto più nel partito mentre la maggioranza non si è mai pronunciata su questa nostra proposta».
Nel mirino dell’Udc finisce anche la riorganizzazione dei settori a Palazzo di città voluta dal sindaco che ha portato alla destituzione del comandante dei vigili, tenente Domenico Giannetta e alla rimozione di Katia Bocchino da caposettore e dell’architetto Giuseppe Cocchi che da caposettore all’Urbanistica è stato trasferito a gestire l’Ufficio Anagrafe. Mentre piovono i primi ricorsi, come quello del tenente Giannetta che si è rivolto al Giudice del Lavoro del Tribunale di Avellino, il capogruppo dello scudocrociato infine attacca:  «Non entriamo nel merito ma possiamo dire che il Comune aveva delle professionalità importanti di cui ha deciso di privarsene con un atto monocratico del sindaco. Attendiamo perciò che il sindaco al più presto convochi il Consiglio comunale per spiegarci le motivazioni alla base dei provvedimenti adottati. Ma comunque vada l’Amministrazione ha deciso di accantonare tali professionalità. Anche sulle Politiche sociali ritengo infine che l’attuale decreto sindacale sia non idoneo: pur riconoscendo un’esperienza importante alla sociologa Pagliuca, non ritengo valido che tale settore venga guidato dall’Ufficio Ragioneria».

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