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Ex Isochimica, ancora due decessi: erano tra le parti offese nell’inchiesta della Procura di Avellino

Pubblicato in data: 3/1/2015 alle ore:11:21 • Categoria: CronacaStampa Articolo

isochimicaSalgono a 17 le vittime dell’amianto dell’Isochimica. Ancora due decessi nel giro di quattro giorni: Antonio Solomita, 54 anni, e Antonio Graziano (cugino del proprietario), 59 anni, entrambi di Avellino. Solomita, residente nel quartiere San Tommaso, è deceduto lo scorso 30 dicembre. Lascia la moglie e quattro figli. Stamane invece la morte di Antonio Graziano, che viveva in Via Cavour ad Avellino: lascia la moglie e due figli.
I due scoibentatori, rispettivamente 58 e 64 anni, erano stati riconosciuti dagli inquirenti come parti offese nell’ambito del procedimento aperto dalla Procura di Avellino contro 29 indagati per disastro ambientale doloso e omicidio plurimo colposo. Nelle motivazioni dei degli inquirenti avellinesi, Antonio Solomita risultava affetto da «un ampio ispessimento a placca della pleura parietale», da un anno era in coma in seguito ad una grave insufficienza respiratoria. Antonio Graziano, che aveva lavorato per otto anni nella fabbrica del cugino Elio, era affetto da «asbestosi e mesotelioma pleurico» secondo i referti della Asl di Avellino.
Un elenco di vittime destinato purtroppo ad aumentare con il trascorrere del tempo essendo,le patologie asbesto correlate, malattie che hanno una latenza lunghissima possono manifestarsi anche a distanza di 40 anni dall’ultima esposizione. Sette i decessi a cui è risalito il pool di magistrati cointestatari del fascicolo insieme al Procuratore Rosario Cantelmo, 15 quelle ricostruite dagli ex operai. Numeri di una tragedia annunciata a cui oggi bisogna sommare le morti di Solomita e Graziano.

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