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Tesseramento Pd, l’ex vicesindaco Enzo Aquino replica al segretario Malavena: «partito come comitato elettorale»

Pubblicato in data: 28/1/2015 alle ore:11:45 • Categoria: Politica, Partito DemocraticoStampa Articolo

enzo-aquino

Caro Gerardo,

mi dispiace che tu non sappia distinguere la vis politica da quella personale e ciò non depone bene per una persona che copre ruoli di responsabilità collettiva.

Hai sicuramente tempo per recuperare.

E’ ben vero che non ho ritirato la tessera per l’anno 2014, offertami per telefono il 29 dicembre dello scorso anno, perché il tesseramento relativo all’anno già trascorso era stato aperto solo qualche mese prima.

Il mio rifiuto della tessera ha ben determinati motivi: primo fra tutti il mio personale convincimento che la tessera non è il frutto di una fidelizzazione ad un’organizzazione politica, ma la conseguenza di partecipazione e confronto sulle tematiche che contribuiscono a formare la linea di un partito, ovvero partecipazione laica e liberale all’associazione partitica.

A me sembra, invece, che l’attuale declinazione del PD tende verso la trasformazione in comitato elettorale da rivitalizzare solo durante le campagne elettorali.

Anche i circoli territoriali, in larga parte, stanno subendo tale trasformazione (vedi l’inchiesta sui circoli PD di Oscar Giannino) in questa direzione, al momento, per niente contrastata.

Le conseguenze di questo fenomeno sono l’allontanamento dei cittadini dalla partecipazione politica attiva e la conseguente estraneazione delle rappresentanze politiche territoriali dal confronto sui problemi economico-sociali e di governo.

Inoltre, la derisione e la banalizzazione che il partito nazionale fa delle posizioni politiche ed economiche delle minoranze interne, in mancanza di un confronto politico sulle questioni più dirimenti, principalmente su quelle sociali ed economiche che attraversano il Paese, non aiuta le diversità ad evolversi verso posizioni condivise.

Quindi, come vedi, nessuna posizione personalistica, solo la lettura attenta di quanto sta oggi avvenendo nel PD e nel mio Paese: grande e piccolo.

Inoltre, mi corre l’obbligo di precisare, a difesa di accuse basate su falsi presupposti, che è vero che ho animato al congresso una lista ampiamente minoritaria capeggiata dal giovane Emanuele Loffredo, con lo scopo dichiarato e non riuscito di evitare la cristallizzazione di gruppi di appartenenza che non avrebbero favorito l’agibilità politica all’interno del circolo. E ad oggi la situazione è esattamente la stessa: nel circolo non vi è ancora nessuna partecipazione corale alle iniziative politiche!!! Di chi la responsabilità???

Certamente non del sottoscritto, o di altri (esterni), che hai voluto ingiustamente accumunare in comportamenti deplorevoli, né di quei tanti giovani che non hanno rinnovato la tessera.

Ritengo sia opportuno, per la carica che ricopri, chiederti perché ciò avviene, e non mettere la testa nella sabbia per non vedere quello che brilla intorno.

Accusare la mia (nostra) generazione della responsabilità di quanto vivono malamente le generazioni attuali è solo l’esplosione, pur giustamente indignata, di una soggettività che resta, però, sterile ed infeconda.

Il ruolo che ricopri non ti permette di fare accuse false e generalizzate!

Il tuo ruolo politico ti inchioda a ricercare soluzioni migliori di quelle in cui altri hanno sbagliato, partendo dalla consapevolezza che gli altri esistono e non sono tutti avversari della tua generazione.

Non sei sulla buona strada!! Cercala. Se non ci riesci da solo abbi l’umiltà di confrontarti con tutti gli altri.

Certo io ho ricoperto cariche politiche locali da segretario del PCI (1980) a consigliere comunale (1974-1981), e poi consigliere provinciale (1999-2004) ed infine assessore e vicesindaco (2001-2011) di questo paese.

Di questo sono orgoglioso e rivendico tutto quanto ho fatto.

Principalmente perché, pur con i miei limiti, mi sono duramente impegnato, e sono orgoglioso di essere, non da solo, uno di quelli che non ha profittato dei ruoli politici ricoperti e pertanto credo di essere ancora un buon esempio da indicare ai giovani.

Ho maturato durante questa attività una competenza ed una passione politica che ancora oggi mi sorregge e mi permette di seguire animatamente la politica e i problemi amministrativi degli enti locali e di suggerire, a chi ha voglia di fare, le mie informazioni e riflessioni.

Nello specifico:

Questione Irpinia Ambiente: nel 2005 la provincia di Avellino partecipa ad un bando POR per l’organizzazione della raccolta dei rifiuti urbani su tutta la provincia. La partecipazione viene premiata con l’assegnazione di un fondo per lo studio per la progettazione della raccolta rifiuti di 500.000,00 euro.

Il progetto di studio e il piano industriale viene consegnato alla provincia nel 2008 e prevede un costo complessivo per la raccolta rifiuti su tutto il territorio della provincia di 33 milioni di euro.

Attualmente la raccolta rifiuti nella nostra provincia costa ai cittadini e ai comuni 70milioni di euro.

La società che raccoglie i rifiuti in provincia “Irpinia Ambiente” è una società pubblica partecipata al 100% dalla Provincia, che non ha mai pubblicato il suo bilancio nonostante l’obbligo di legge.

Questa società ha un numero di dirigenti e di funzionari doppio del dovuto, ha un numero di maestranze che è difforme rispetto ai piani industriali vigenti in altre provincie che prevedono un numero di addetti pari a 1 ogni 1000 abitanti.

Irpinia Ambiente ne conta 680: ne dovrebbe avere 450 o, al massimo, 500!

E non c’e stato nessun atto pubblico della Provincia di Avellino di disconoscimento del progetto POR realizzato con i soldi della collettività.

Il comune di Atripalda paga la raccolta 2.400.000 €, mentre riscuote circa € 1.900.000, perché la differenza di € 500.000 non viene riscossa per situazioni di indigenza dei cittadini, e ciò porta sofferenze annuali di bilancio.

La raccolta dei rifiuti costerebbe il 40% in meno, utilizzando il progetto POR provinciale, e i cittadini tutti ed il comune di Atripalda pagherebbero il servizio circa € 1.500.000, risparmiando € 900.000. Con forte beneficio delle tasche dei cittadini e del bilancio comunale!!!

Il costo di € 1.500.000 è molto vicino a quello che Atripalda pagava alla De Vizia (€ 1.240.000) prima di passare ad “Irpinia Ambiente”.

Sarà pure consentito ad una persona come me, dotata di passione politica, mettere in evidenza tutto ciò, e chiedersi perché mai il suo partito, dove è stato tesserato, non se n’è fatto carico, non provoca un dibattito, un incontro, un chiarimento, non produce uno straccio di documento?

C’ è mala informazione? C’è connivenza tra i partiti? Perché tanto silenzio su un problema così grave?

Come spiegare che il sindaco Foti non è stato scelto per diventare il presidente dell’Ato rifiuti, ma è stato nominato commissario dalla Regione dopo che le forze politiche che l’avrebbero dovuto sostenere non hanno trovato l’accordo?

Come spiegarsi che a Presidente della Provincia di Avellino è stato eletto il rappresentante delle opposizioni che sulla carta aveva meno del 35% dei voti?

Si sente puzza! Bisogna turarsi il naso oppure svegliarsi?

Le mie non vogliono essere le lamentele di un “grillino” qualsiasi, è per questo che fino a questo momento ho cercato il confronto con il mio partito. Questo non è stato possibile, auguro perciò al mio paese (piccolo e grande) di trovare una soluzione a tutti questi (piccoli e grandi) problemi, che per ora rimangono tali.

26/01/2015

Enzo Aquino

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2 risposte a “Tesseramento Pd, l’ex vicesindaco Enzo Aquino replica al segretario Malavena: «partito come comitato elettorale»”

  1. Ciao! ha detto:

    Enzo, penso sia arrivato il momento di ritirarti…

  2. enrico ha detto:

    ENZO A NOI CITTADINI INTERESSA POCO DELLE VOSTRE BEGHE INTERNE, UN DATO E’ CERTO, VOI SIETE PARTITO DI GOVERNO DI QUESTO PAESE DA CIRCA VENTI ANNI E MOLTE DELLE COSE CHE NON VANNO SONO VOSTRA RESPONSABILITA’ OGGI SIETE PARTITO DI MAGGIORANZA IN GIUNTA,PARTITO DI MAGGIORANZA IN C.C.,SIETE QUINDI I MAGGIORI RESPONSABILI DELLA COSA PUBBLICA,IL RESTO PER NOI CITTADINI SONO PROBLEMI INTERNI VOSTRI CHE A NOI NON INTERESSANO,.

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