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Scippo Abellinum, slittano al 9 aprile e 28 maggio le udienze al Tribunale di Avellino

Pubblicato in data: 5/2/2015 alle ore:11:06 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

antica-abellinum3Slittano al 9 aprile e 28 maggio al Tribunale di Avellino le udienze sullo scippo di Abellinum. Un impedimento del giudice monocratico titolare del processo, dottor Paolo Cassano, ha porto del dibattimento nel procedimento penale avviato dalla Procura nel giugno 2012 contro la famiglia Dello Iacono per danneggiamento del sito archeologico.
Un processo che vede imputati i fratelli Dello Iacono e che prende il via dall’azione posta in essere dalla magistratura avellinese, allora diretta dal procuratore capo Di Popolo che con il Pm Patscot, i militari del Nucleo Tutela Culturale di Napoli e della sezione Pg della Procura, apposero i sigilli per sequestrare l’intero sito archeologico (circa 250mila metri quadri estesi per 25 ettari comprese le mura perimetrali). Un sequestro preventivo dell’area che portò ad indagare i proprietari per il reato di danneggiamento al patrimonio archeologico, storico e artistico nazionale, a seguito della sentenza del Tar di Salerno che nel maggio 2011 aveva riconsegnato i terreni di via Manfredi alla famiglia Dello Iacono.
All’udienza di ieri si doveva procedere a ascoltare le parti ed i testi. Presenti gli avvocati delle parti. Per il Comune di Atripalda, costituitosi parte civile con delibera di giunta, era presente il legale difensore Maria Spina.
Alla base della costituzione c’è il danno ricevuto per l’abbandono del sito dal momento che i lavori di riqualificazione del parco archeologico, per il primo lotto, sono in cofinanziamento con il Comune del Sabato, nella misura del 5% del totale. Ovvero circa 200mila euro sugli oltre tre milioni ed 800mila euro.

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