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Scomparsa preside Enrico Venezia, il ricordo di Lello La Sala

Pubblicato in data: 1/3/2015 alle ore:10:09 • Categoria: CronacaStampa Articolo

luttoFino all’altra sera il preside Enrico Venezia era una degli abituali protagonisti della passeggiata in piazza e della conversazione fitta e serrata sull’attualità. Lo ebbi docente di matematica alla media “Raffaele Masi “ di Atripalda: serio, colto, aggiornato, ci fece scoprire nei primi anni ’60 i segreti dell’insiemistica che aveva sintetizzato in un volumetto che ci donò. Dovrei ancora averlo da qualche parte quel libro: custodito come preziosa testimonianza di una didattica chiara ed efficace e di una scuola ancora capace di offrire speranze. Era l’ultimo figlio di una numerosa famiglia contadina che nella valle del Salzòla aveva costruito nel lavoro dei campi la propria quotidianità (ma che aveva anche incoraggiato l’inclinazione agli studi di alcuni e non aveva mai trascurato la lettura e la musica). Poco più che adolescente, allievo del liceo scientifico “Mancini”, aveva conosciuto e frequentato il gruppo di Vittorio de Caprariis e la sezione del Partito d’Azione in via Belli, poi gli studi universitari a Napoli, la laurea ed una brillante carriera di docente, e poi Preside, Enrico Venezia non aveva mai abbandonato la sua terra e le sue origini. I suoi ricordi, le sue riflessioni, nel 1986 furono raccolti con una mia prefazione in un pregevole volumetto della collana “La Biblioteca del Sabato”, Vita contadina nella valle del Salzòla: una testimonianza consapevole e puntuale di nomi, storie, parole, cunti, ed anche una appassionata testimonianza di affetto che Enrico Venezia rendeva alle sue radici umane e culturali, una eredità oggi ancora più preziosa. In memoria.

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