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Sabato l’intitolazione della villa comunale a don Peppe Diana, il sindaco: «un segnale di legalità che guidi e protegga i giovani»

Pubblicato in data: 4/4/2015 alle ore:10:30 • Categoria: Attualità

Villa piazza Sparavigna«L’intitolazione della villa comunale a don Peppe Diana vuole essere un segnale importantissimo di legalità. Abbiamo scelto una villa perché è un luogo molto frequentato da giovani ed è bello associare il concetto di comunità rappresentato dalla villa ad un simbolo come don Peppe che possa così guidare, proteggere ed aiutare i ragazzi che si recano lì per giocare». E’ il messaggio che il sindaco Paolo Spagnuolo vuole inviare con la decisione assunta, su proposta del Gruppo Scout Atripalda 1, di dedicare il polmone a verde nel centro città al prete di Casal di Principe ammazzato dalla camorra e che aveva dedicato la sua vita e l’impegno pastorale  alla lotta nel contrastare l’illegalità. La cerimonia si terrà sabato prossimo, 11 aprile, alle ore 17. Dopo i saluti del primo cittadino previsti gli interventi del dottor Antonio Laudati della Procura Nazionale Antimafia, del colonnello Francesco Merone, Comandante provinciale dei Carabinieri,  Valerio Taglione, coordinatore comitato “Don Peppe Diana”, l’assessore alle Politiche giovanili Valentina Aquino, il delegato alla Cultura Lello Barbarisi e quello al Turismo Flavio Pascarosa. A coordinare i giovani Antonio Di Gisi e Gabriele de Feo del Gruppo Scout Atripalda 1.  Seguirà l’apposizione e la benedizione della Targa d’Intitolazione e la piantumazione di un albero di ulivo.
villa comunale a don peppe diana«E’ stata una proposta rivolta a me da parte dei ragazzi del Gruppo Scout di Atripalda che hanno molto a cuore le questioni inerenti la legalità – spiega il sindaco –. Questa proposta è stata sposata con grande entusiasmo e favore dall’Amministrazione. Mi sono subito allertato per le comunicazioni di rito per l’intitolazione. Purtroppo si è verificato un ritardo legato alla solita burocrazia tipicamente italiana».
Chiaro il segnale che si vuole lanciare verso le nuove generazione «in un momento storico in cui quotidianamente la stampa nazionale ci restituisce notizie di politici, funzionari ed imprenditori corrotti, evidentemente  è importante far capire che la stragrande maggioranza dei cittadini lavorano con onestà. Purtroppo la corruzione non la si combatte solo con le leggi, va bene la legge 190 sull’anticorruzione, i codici etici o la nascita dell’Agenzia anticorruzione affidata all’ottimo dottor Cantone, ma c’è bisogno di far crescere le coscienze dei cittadini di domani. Dopo tangentopoli ho l’impressione che i furbetti del quartiere non si siano ancora resi conto che i tempi sono cambiati, che oggi c’è necessità di Villa Piazza Sparavigna, ingressoavere condotte finalmente oneste, che risanare i bilanci degli enti e dello Stato passa prima di tutto attraverso condotte oneste ed oculate, e quindi bisogna far capire che sono esistite persone come Don Peppe che hanno quotidianamente lottato per affermare la legalità. Al Sud l’illegalità frena lo sviluppo ed inquina il territorio». Per Spagnuolo infine bisogna sfatare un mito: «tutti coloro che hanno speso la vita per delinquere, come i boss della camorra, hanno fatto una fine misera. Morti in solitudine, senza soldi e vivendo le ultime fasi della propria vita nella paura di essere ammazzati. I fasti di quel potere effimero sono destinati a durare poco e quelle vite a finire in tragedia, come ci rassegna la storia di Cutolo. Perciò invito i giovani a seguire l’esempio di don Peppe Diana, che non devono restare in pochi altrimenti li chiameremo eroi e potrebbero finire anche loro ammazzati come don Peppe. Ma gli esempi di legalità e di impegno civile contro la corruzione devono essere in tanti. Solo così non saremo più eroi ma diventeremo una nazione civile, ed è questo l’obiettivo a cui dobbiamo arrivare».

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