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Dolore e commozione nel giorno dell’addio a Roberto Lionetti. Don Ranieri: «i suoi ventotto anni un dono per tutti noi». FOTO

Pubblicato in data: 15/4/2015 alle ore:08:00 • Categoria: Cronaca

Funerali Lionetti1«Roberto era un ragazzo buono ed altruista. Un bell’esempio di vita vissuta e donata alla famiglia e a tutti noi arricchita anche dalla giovane età. Tu ce l’hai messa tutta, grazie al tuo carattere cordiale ed affettuoso. Ciascuno di noi ha di te questo ricordo bello». Lacrime, dolore e tanta commozione nel giorno dell’addio a Roberto Lionetti, il 28enne pizzaiolo e pasticciere atripaldese stroncato da un infarto fulminate durante il sonno. A parlare nell’omelia è il parroco don Ranieri Picone che, visibilmente commosso, ha ricordato la figura del giovane invitando i presenti a pregare per l’anima di Roberto.
Un migliaio le persone, soprattutto giovanissimi, che hanno preso parte ieri pomeriggio al mesto rito funebre. Un dolore composto ma straziante all’interno della chiesa del Carmine. Una comunità intera, quella di Atripalda, che si è fermata per l’estremo saluto.
Funerale Lionetti4Gli amici di tutti i giorni ma anche chi lo conosceva erano presenti ieri. Gli sguardi tristi ed attoniti, gli occhi gonfi di lacrime in un pomeriggio in cui anche il sole ha fatto posto alle nuvole. Le esequie hanno preso il via dalla casa dell’estinto in contrada Alvanite. Adagiata sulla bara una corona di fiori bianchi dei genitori e la sciarpa dell’Avellino calcio, la sua grande passione oltre il lavoro.
Una chiesa gremita sino all’inverosimile da tanti amici quella di via Roma, che non è riuscita a contenere tutto l’affetto. Presente anche il sindaco Paolo Spagnuolo con il vice Luigi Tuccia. Commozione e forte dolore si respiravano ovunque. Fuori in centinaia i ragazzi ad attendere la fine della messa.
Funerali Lionetti3In tanti si sono stretti al dolore di papà Giuseppe, a quello della mamma Annamaria Caputo, della fidanzata Carmen Pellecchia e del nonno Carmine Caputo seduti in silenzio nei primi banchi, ad ascoltare le parole toccanti del parroco: «Sei stato testimonianza di tanti bei valori – ha proseguito don Ranieri -. Questo oggi raccogliamo dalla tua bella vita. Ci ha donato tanto nelle sue relazioni. Ultimamente lo abbiamo visto lavorare proprio qui, in un negozio di via Roma. Tante persone quando andavano a prendere il pane si intrattenevano scherzosamente con lui perché aveva un carattere gioviale e capare di comunicare con tutti. Cari fratelli e sorelle questa è vita, quello che riusciamo a fare e a dare. Non è morte. Questi ventotto anni di Roberto sono stati un dono, una grazia. Nessuno potrà cancellarli. Resteranno per sempre nel cuore dei genitori, della famiglia, di chi lo ha amato, nel cuore di ciascuno di noi e di Dio che oggi saprà accoglierlo nel suo Regno. Dio è grande e misericordioso. In questo momento di dolore ma anche di ricordo, lascio risuonare l’unica parola, non la nostra, ma quella di Gesù che è morto e risorto per tutti noi.  Roberto quante volte si è recato in questa chiesa a pregare, qui ha vissuto le sue prime tappe della vita cristiana».
Poi l’uscita dalla chiesa segnata da un lungo applauso. La messa del settimo è fissata per venerdì pomeriggio alle ore 18 presso la chiesa del Carmine.

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