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Il primo maggio (del lavoro e di sant’Ippolisto) e il sogno di Carmine Tranchese, nota di Lello La Sala

Pubblicato in data: 4/5/2015 alle ore:09:05 • Categoria: Politica, Lista "Piazza Grande"Stampa Articolo
piazzetta degli artisti3Al lavoro, evocato nella annuale (e da qualche anno malinconica) ricorrenza del primo maggio mi auguro che giovi, al netto di lavori tuttora in corso e d’altro, la massiccia dose di adrenalina dell’Expò. Speriamo​.
Ad Atripalda, invece, come alcuni ricorderanno, il primo maggio si festeggia pure Sant’Ippolisto: il protomartire che, con i santi ‘avellinesi’ Modestino e Flaviano radicò il cristianesimo in Irpinia. Una santità ‘eroica’ ed una testimonianza di fede, fino alla ‘provocazione’, la sua, che torna, sia pure in contesti e geografie inconsuete, di tragica attualità, purtroppo. In questa nostra smemorata città, dove pure ricordare è una fatica (o un lusso) Ippolisto, intorno al cui sacrificio si realizzò, lungo la riva destra del Sabato, il nucleo di quella che sarebbe stata Atripalda, racconta una storia sempre più sbiadita finanche nell’onomastica. Insomma se ancora resiste il nome Sabino, scarseggiano i Romoli, gli Ippolisti (per non dire dei Crescenzi e degli Irenei) quai del tutto…estinti.  Sporadicamente se ne affaccia qualcuno, in nome di resistenti ‘sepponte’, imposte all’anagrafe, ma ‘alterate’ e ‘rimosse’ nella quotidianità, che non si accontenta più di accrescitivi e diminutivi (Rommolone, Romoletto o Polistiello, che mi consente almeno di fare memoria di persone e ‘personaggi’ della nostra città). E allora intanto auguri ai pochi Ippolisti che ci sono ancora e un grato pensiero a quelli che non ci sono più (così… mi viene in mente Polist’ ‘o scarparo, e quel delicato narratore di memoria che fu ed è Ippolisto Parziale). Ma auguri di buon lavoro a tutti: a Carmine Tranchese ed ai suoi ostinati e affascinanti sogni di artista, ai giovani del Forum, agli Scout, all’ associazione ‘Libera’ ed alla Pro Loco, agli amici di Tony ed a quanti, di ogni età e funzione, dedicheranno il loro primo maggio (ed anche il due ed il tre) a risanare una parte del centro storico di Atripalda, a pochi metri dai luoghi nei quali si consumò il sacrificio di Sant’Ippolisto, sott’a rovana. Con la speranze di farne (con tutte le autorizzazioni necessarie) un luogo di arte e di socialità, un luogo della ‘memoria’ che accetta la sfida di un futuro possibile.
Raffaele La Sala -Piazza Grande

 

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