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Legge Severino, a “Il libro in fiera” il giudice Sabino Cassese si mostra garantista: «va tutelato il diritto a tutti di poter accedere alla cariche elettive senza discriminazione». Fotoservizio

Pubblicato in data: 30/5/2015 alle ore:09:38 • Categoria: Attualità, CulturaStampa Articolo

Cassese alla Fiera 2«Sulla legge Severino ho una risposta reticente. Per due motivi, è un problema troppo caldo e poi ho appena lasciato la Corte costituzionale e non vorrei che la mia opinione potesse influenzarli. Ma ritengo che vada garantito il diritto a tutti di poter accedere alla cariche elettive senza discriminazione alcuna». Si mostra garantista il giudice atripaldese Sabino Cassese sul dibattito che sta infiammando il duello politico a due giorni dal voto e legato in Regione alla candidatura a governatore per il centrosinistra del sindaco di Salerno Enzo De Luca. A pungolare il giudice emerito della Corte costituzionale sulla legge Severino è il delegato al Contenzioso, avvocato Flavio Pascarosa, che evidenzia anche la problematica riguardo l’abuso d’ufficio con il quale si trovano a doversi confrontare tanti amministratori. L’occasione è il dibattito pubblico svoltosi ieri mattina nella Dogana dei Grani  di Atripalda sul tema “Come cambiano le istituzioni italiane?” nell’ambito della manifestazione culturale “Il libro in fiera”. Una lectio magistralis del giudice costituzionalista che si è confrontato con il presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti, Ottavio Lucarelli, ed il giornalista Ciro De Pasquale. Cassese afferma di ispirarsi nella controversia all’articolo 51 della Costituzione: «I criteri da seguire sono i seguenti: abbiamo una articolo della Costituzione che garantisce a tutti il diritto di accedere alle cariche elettive. Un concetto costituzionale, la linea guida essenziale è questa, fondata sull’esperienza dolorosa del fascismo. La legge Severino è nata in un periodo particolare della nostra storia. Mi sembra opportuna la posizione di Parlamento e Governo di aspettare il pronunciamento della Corte costituzionale». Fotografa in maniera lucida, pungolato dal giornalista de Il Mattino Gianni Colucci, l’attuale crisi dei partiti «che sono passati attraverso tre fasi. La prima come movimento fino al fascismo, periodo in cui non esistevano schieramenti fissi ma una generica sinistra e destra con osmosi tra loro. Nel dopo guerra i partiti diventano strutturati sul territorio con gerarchie e sezioni. Ora stiamo sperimentando la fase dei partiti fluidi e liquidi che si spostano per diventare un’organizzazione al seguito di un candidato. Come avviene in America dove tali strutture vivono solo per le elezioni e poi spariscono».
Cassese alla Fiera 3Sottolinea il progresso dell’associazionismo di base «che prima non c’era in Italia, anche se il paese resta diviso in due parti. Al Nord c’è un pullulare di casi di associazionismo molto meno al Sud. Un associazionismo locale che deve però servire all’associazionismo politico che mira al governo della collettività. Purtroppo questo manca ancora, per cui ben venga l’associazionismo purché si passi da associazioni che hanno un solo scopo ad associazioni con più scopi». Auspica maggiore democrazia nei partiti «sono lo strumento della democrazia ma hanno bisogno di democrazia al loro interno. Se riuscissimo a garantire che i partiti compiano delle scelte democratiche al loro interno anche le preoccupazioni che ci possa essere un solo uomo al comando sarebbe risolta». Approva la nuova legge elettorale varata dal Parlamento che entrerà in vigore da luglio 2016, illustrandone le novità insieme alla riforma costituzionale, «che rappresentano una risposta alla nostra storia segnata dall’instabilità dei governi. Si cambiano troppo spesso le regole del gioco e i primi ministri. Se vogliamo una stabilizzazione sono necessarie le riforme elettorali e parlamentari, altrimenti pagheremo un costo altissimo con primi ministri che cambiano continuamente e discontinuità anche nei ministeri, dove ogni ministro lavora ad disegno di legge diverso da quello che l’ha preceduto. Abbiamo scritto i più bei disegni di legge che si susseguono restando solo promesse per noi cittadini. Queste riforme consentono invece al popolo di esprimere in modo coerente il proprio orientamento senza dar vita a parlamenti in cui si hanno lotte continue e non si riesce a fare nulla e a un governo di restare in carica il tempo necessario allo svolgimento delle loro funzioni». Cassese alla Fiera 4Ripercorre, con una ricostruzione storica, tutto l’iter delle diverse leggi elettorali che si sono susseguite sin dall’assemblea costituente «che già auspicava un sistema di governo rafforzato con una sola camera ma per eccesso di paura di De Gasperi e Togliatti di perdere le elezioni, si introdussero dei sistemi che indebolivano il governo del vincitore» e a chi obietta che al 40% dei voti viene assegnato il 55% dei seggi chiarisce «se si chiede di raggiungere il 40% e di votare due volte con il ballottaggio, se la prima volta non si raggiunge la soglia,  come cittadino ne guadagno» auspicando che anche in Italia, su questioni importanti, si possa arrivare ad una partecipazione democrazia deliberativa o dibattimentale «come in Francia dove l’elettore ha la possibilità di esprimere la sua opinione su alcune leggi, con l’obbligo che l’autorità ne tenga poi conto. Mentre con la democrazia rappresentativa, una volta scelta la persona da votare, si crea una sorta di zona di silenzio, fino alla successiva elezione». Infine sul ruolo del presidente della Repubblica conclude:«un famoso costituzionalista ha detto una volta che la Costituzione ha configurato la sua figura come un organetto. La figura può essere rappresentata in modo diverso con una maggiore presenza e attivismo, e di interferenza. Ma anche l’opposto. Molti presidenti della Repubblica sono stati costretti a svolgere un ruolo più attivo come Sandro Pertini che durante il settennato ha dovuto affrontare ben due scioglimenti del Parlamento e otto crisi di governo. Su Mattarella non si può dire che domani non sarà un presidente molto attivo se la circostanza lo richiederà».
Cassese alla Fiera 1Soddisfatto dell’incontro il presidente dei giornalisti Ottavio Lucarelli: «il dato importante è che continuiamo, anche in questo secondo anno, con corsi di formazione per i colleghi  totalmente gratuiti. Siamo tra le poche regioni a farlo, con relatori di grande qualità, come oggi Sabino Cassese. Corsi che vedono anche un dibattito ed una maggiore utilità per i colleghi. Ringrazio gli organizzatori e tutti coloro che hanno partecipato».
Cassese alla Fiera 5Salta invece, per motivi di salute, l’incontro previsto per questa mattina, sempre nell’ambito della manifestazione “Il libro in fiera”, con il senatore e giornalista Sergio Zavoli. Nel pomeriggio invece, alle ore 17,30, si svolgerà il “Premio Elio Parziale – La scuola è il futuro dei giovani” con la consegna delle cinque borse di studio per gli alunni dell’Istituto comprensivo “De Amicis-Masi” di Atripalda volute dalla famiglia in ricordo del direttore, scomparso pochi mesi fa.

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