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Cfs Atripalda, Inail e Acca software: l’Irpinia dice no al rumore

Pubblicato in data: 12/6/2015 alle ore:20:12 • Categoria: EconomiaStampa Articolo

scuola-edile-cfsCon questo lavoro abbiamo fortemente rimesso il tema del rumore al centro della sicurezza sul lavoro. Il tutto con competenza e professionalità”. Così Giovanni Solimene, direttore del Centro per la Formazione e la Sicurezza in Edilizia della provincia di Avellino, descrive la mission della campagna “Abbassiamo il rumore nei cantieri edili”. Oggi (venerdì 12 giugno) all’Hotel de la Ville del capoluogo irpino, la presentazione dei risultati progettuali. Promossa dal Cfs insieme all’Inaill provinciale e all’Asl di Avellino, l’iniziativa ha messo in piedi azioni sinergiche finalizzate a ridurre i rischi legati all’esposizione alle emissioni sonore. “Nel corso del tempo – spiega Solimene – abbiamo notato una certa approssimazione, negli ambienti di lavoro, riguardo alle politiche preventive tese a contrastare il rischio rumore. Da qui l’intervento che ha mappato, sul territorio, più di 200 attrezzature e macchine di lavoro, concependo anche una specifica formazione di settore”. “L’augurio è che – conclude – l’impegno messo in campo possa generare risultati positivi per tutelare meglio la salute dei lavoratori”. Sulla stessa linea d’onda, Grazia Memmolo, direttore dell’Inail di Avellino e Benevento: “Con il Cfs – dice – ci sono all’attivo già diverse e virtuose collaborazioni. Nella fattispecie, abbiamo realizzato un valido strumento per la valutazione preventiva del rischio rumore da estendere non solo alle maestranze ma anche agli imprenditori”. “L’ambizione – aggiunge – è quella di portare il progetto fuori dai confini provinciali in modo da poter essere utile anche ad altri contesti”. “Da sempre – prosegue Michele Di Giacomo, presidente del Cfs Edilizia di Avellino – siamo impegnati in una manovra formativa di spessore tesa a garantire la tutela integrale del lavoratore. E questa campagna punta proprio in tale direzione. Un ulteriore tassello che può innalzare e rafforzare la cultura della prevenzione”. Ed i presupposti ci sono tutti. Come primo plus: la realizzazione di una banca dati, che ad ora ha solo un precedente in Italia, funzionale ad avere un’esatta valutazione delle condizioni di rischio rumore. Un database al vaglio, al momento, della Commissione Consultiva del ministero del Lavoro. Ma su cui si nutrono buone speranze per un positivo placet. Se così fosse, sarebbe il secondo esempio di best practice di settore che questa volta giunge, dopo la prima ufficiale case history di Torino, da una provincia meridionale. “Ritengo – evidenzia Michele Tritto, componente dell’organismo interministeriale – che questa banca dati, sviluppata con oculatezza sotto il profilo scientifico, non dovrebbe incontrare intoppi nel percorso d’esame visto che i contenuti sono davvero validi”. Ma c’è di più. L’intervento si apre anche ad una fase di ingegnerizzazione mediante un link con l’Acca Software. Con l’azienda irpina è stato realizzato un programma informatico che consente di valutare l’impatto acustico preventivo. “Un software – mette in risalto Alessandro Mediatore, ingegnere dell’impresa – facile da utilizzare e che contiene una quantità di informazioni e dati funzionali al datore di lavoro per predisporre in anticipo misure di prevenzione con la possibilità, dunque, di pianificare in modo adeguato il layout delle macchine da cantiere”. “Complessivamente si tratta – afferma Mennato Magnolia, presidente del Comitato Consultivo dell’Inail Campania – di un lavoro sviluppato in maniera precisa e dettagliata. Senza dubbio un’iniziativa importante per rafforzare i livelli della sicurezza sul lavoro al fine di creare ambienti esenti da rischi per i nostri lavoratori”. All’incontro sono, infine, intervenuti Carmine Piccolo, direttore UOT-CRV Avellino, Vincenzo Limone, responsabile tecnico-scientifico del progetto “Abbassiamo il rumore nei cantieri edili”, Raffaele D’Angelo, coordinatore Contarp Inail Campania.

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