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Università di Salerno, presunta truffa di fondi in progetti di ricerca: coinvolto commercialista atripaldese

Pubblicato in data: 8/7/2015 alle ore:12:13 • Categoria: CronacaStampa Articolo

Università di SalernoUn raggiro con cui docenti e dipendenti dell’Ateneo di Salerno avrebbero sottratto alle casse pubbliche 1 milione e 600mila euro e che ruota soprattutto intorno alle applicazioni informatiche per l’apprendimento e la formazione aziendale. Parte da qui l’inchiesta condotta della Procura della Repubblica di Salerno che coinvolge dodici persone tra docenti delle Facoltà di Ingegneria e di Informatica, dipendenti amministrativi dell’Ateneo, commercialisti e rappresentanti delle società che secondo l’accusa avrebbero incassato denaro presentando rendicontazioni fasulle.
Come riporta “La Città di Salerno”, quotidiano del gruppo l’Espresso-Repubblica, un nucleo di società di ricerca e consorzi che ruotava attorno al dipartimento universitario Diem in circa cinque anni sarebbe riuscito, secondo i Pm a truffare a Stato, Unione europea e Regione più di 1 milione e mezzo di euro.
Secondo il sostituto procuratore Rocco Alfano, che ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini, in ognuno di questi programmi di ricerca la rendicontazione delle spese sarebbe stata falsate elencando costi per l’impiego di personale “che in realtà in quel progetto non aveva mai operato o aveva lavorato per un numero inferiore di ore”, dichiarando il tetto massimo delle ore mensili possibile per ogni singolo docente, con “false indicazioni di date e di orari sui fogli di presenza del personale e dei ricercatori”. Un meccanismo che ai dodici indagati è valso l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Tra gli indagati il noto commercialista di Atripalda, riferimento dell’intero gruppo per la gestione contabile. All’associazione a delinquere avrebbero poi partecipato altre sette persone tra cui la moglie del commercialista e sua collaboratrice.
L’Ateneo intanto è pronto a “punire” i professori coinvolti nello scandalo. Il rettore Aurelio Tommasetti, in una conferenza stampa, conferma di essere a conoscenza delle indagini: «È stato informato il Collegio disciplinare a cui spettano le decisioni. Quando saranno accertati i fatti e si arriverà ad una sentenza passata in giudicato, se sarà accertata la responsabilità di docenti e di personale tecnico-amministrativo dell’ateneo noi agiremo con forza affidandoci al giudizio della magistratura e senza difendere la corporazione, tutelando l’ateneo e chi ne fa parte».

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