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A fine agosto la riapertura del Convento di via Cammarota, arrivano tre suore nigeriane. Don Enzo: «Siamo contenti, il monastero sarà un centro vitale per la città»

Pubblicato in data: 13/7/2015 alle ore:20:00 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Convento di S.Maria della Purità1Arrivano dall’Africa occidentale le suore che consentiranno per fine agosto la riapertura del Convento di via Cammarota. Mantenuto così l’impegno della Curia di Avellino, con in primis il vescovo Francesco Marino, 26esimo difensore e protettore dell’Istituto del Conservatorio delle Suore della Purità atripaldese, che unitamente al Consiglio di Amministrazione della Fondazione, hanno profuso energie per la risoluzione in pochi mesi della vicenda che aveva richiamato l’attenzione e l’apprensione dell’opinione pubblica cittadina. Saranno le suore nigeriane dell’ordine “Suore figlie del Divino Amore”, una congregazione fondata in Nigeria nel 1969 da un vescovo nigeriano con l’intento di aiutare le famiglie, i bambini ed i poveri africani durante la guerra civile. Una congregazione che in pochi anni si è molto ramificata e diffusa, che conta oltre 800 suore presenti in tutto il mondo.
«Siamo contenti, avevamo preso un impegno che il convento non sarebbe rimasto chiuso – annuncia il parroco della chiesa madre Don Enzo De Stefano, componente e a breve presidente del Consiglio d’amministrazione della Fondazione -. E’ stato provvisoriamente e per ovvie ragioni in questi mesi chiuso il monastero a seguito della morte dell’ultima suora, la madre superiora Maria Letizia Roselli. Siamo stati fortunati, grazie all’impegno del vescovo e alla disponibilità delle suore nigeriane è stato possibile sottoscrivere una convenzione di collaborazione. Queste suore durante la guerra civile in Africa portavano da mangiare ai bambini e ai poveri. Una congregazione fondata proprio per dare un aiuto al prossimo e che offre anche una garanzia visto che sono oltre 800 in tutto il mondo e questo consentirà per il futuro un interscambio. Avevamo previsto il loro arrivo entro luglio, ma per motivi organizzativi lo abbiamo fatto slittare per fine agosto inizio di settembre. Con la loro presenza il monastero sarà riaperto più di prima, perché sono suore attive che lavoreranno in collaborazione con la parrocchia della chiesa madre di Sant’Ippolisto Martire. Vogliamo che il convento diventi un centro vitale per la città».
don-enzoTre sono le suore nigeriane in questa fase iniziale assegnate ad Atripalda, ma non è escluso che il numero possa aumentare di pari passo con gli impegni da svolgere. Già c’è stato un primo sopralluogo ieri mattina con Don Enzo che insieme agli altri due componenti del Consiglio d’amministrazione della Fondazione, l’ingegnere Alessandro Lazzerini e l’ex sindaco Aldo Laurenzano, ha fatto visitare il Convento alla Superiora provinciale per l’Italia, Suor Mary e ad una consorella. Uno degli edifici più antichi e storici di Atripalda, vincolato dalla Soprintendenza, che custodisce al suo interno opere di immenso valore, tre secoli e mezzo di storia, fondato nel 1660 dalla nobildonna Delia Laurenzano ed eretto nel 1743. Per il lungo periodo la Fondazione  sta lavorando al progetto da realizzare con la locale Confraternita di Misericordia per destinare la struttura, senza stravolgerla ma trasformandola nel rispetto dei vincoli, in una residenza d’accoglienza per anziani che vivono da soli. Un impegno non facile che richiede anche il reperimento di finanziamenti ad hoc per realizzare l’opera. «E le suore saranno in primis ad impegnarsi a questo progetto dopo aver adeguato il convento – conclude Don Enzo –. Sui tempi però non mi pronuncio visto che servono tutti i permessi necessari per ristrutturare il monastero ed adeguarlo ai tempi moderni. Se andrà in porto questo progetto di casa accoglienza certamente arriveranno altre suore nigeriane che hanno come missione la cura dell’infanzia con le scuole e di assistenza ospedaliera».
La chiesa del convento in tutti questi mesi non è rimasta mai chiusa: si continua infatti a dire messa tutti i giorni feriali alle ore 7.30 e la domenica alle ore 8.30. Finora l’ha celebrata padre Jean Claude ma dal primo c’è don Cristian, il vice parroco della chiesa madre.

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3 risposte a “A fine agosto la riapertura del Convento di via Cammarota, arrivano tre suore nigeriane. Don Enzo: «Siamo contenti, il monastero sarà un centro vitale per la città»”

  1. Mirko ha detto:

    Sarà un centro vitale o ci mettono dentro un po di exstracomunitari?
    Speriamo di no, perchė già stiamo belli.

  2. Nappo Carmela ha detto:

    bene mi fa piacere che si apre di nuovo il covento

  3. Carlo ha detto:

    Poi, ci mettete un po di immigrati.

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