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Il presidio di Libera Atripalda in campo per la trasparenza al Comune: protocollata la richiesta per l’approvazione della “Carta dei Servizi”

Pubblicato in data: 22/7/2015 alle ore:10:00 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Libera Atripalda 0Il presidio cittadino di “Libera” in campo per la trasparenza al Comune di Atripalda. L’associazione contro le mafie, nata meno di quindici giorni fa, muove i primi passi e lo fa protocollando a Palazzo di città una richiesta indirizzata a Sindaco, Giunta e Consiglio comunale per l’approvazione della “Carta dei Servizi”. Uno strumento che punta alla tutela dei cittadini utenti, rispetto al loro diritto di cittadinanza, alla valutazione della qualità dei servizi erogati dall’Ente pubblico tenendo come punto di riferimento la soddisfazione dell’utente ed infine la partecipazione e la collaborazione nel processo di progettazione, gestione e valutazione di un servizio da parte delle istituzioni, dei cittadini e delle associazioni. Un’operazione di trasparenza anche dopo lo scandalo che ha investito il Municipio.
«I cittadini molto spesso non sanno come muoversi all’interno del Comune, debbono affrontare delle lungaggini per cui chiediamo all’Amministrazione di iniziare questo percorso per l’attuazione della Carta dei Servizi, che può essere attuata dal 1994, e che dice al cittadino e all’ente come agire creando un punto d’incontro tra le due parti – annuncia Antonio Di Gisi, referente di Libera Atripalda -. Invitiamo l’Amministrazione a percorrere con noi questo cammino, di scriverla non solo con noi  ma anche con i cittadini e le associazioni invitandoli a delle assemblee. Un patto che viene creato tra amministrazione comunale e la cittadinanza che definiscono quello che deve succedere nella gestione dei servizi comunali.  Nel caso in cui non venga effettuato il servizio è previsto che venga anche risarcito il cittadino. Non solo diritti ma anche doveri. L’utente infatti dovrà attenersi al rispetto della procedura fissata nella Carta. Un vantaggio per entrambi le parti che velocizzerà anche tutti gli iter amministrativi».
La “Carta dei Servizi” vuole essere il mezzo attraverso il quale qualsiasi soggetto che eroga un servizio pubblico individua gli standard della propria prestazione, dichiarando i propri obiettivi e riconoscendo specifici diritti in capo al cittadino-utente-consumatore. Attraverso la Carta i soggetti erogatori di servizi pubblici si impegnano, così, a rispettare determinati standard qualitativi e quantitativi, con l’intento di monitorare e migliorare le modalità di fornitura e somministrazione.
Il presidio della cittadina del Sabato, che conta già una trentina di iscritti e che nasce dall’azione forte sul territorio intrapresa dal Gruppo Scout Atripalda 1 coinvolge anche i comuni di Manocalzati, Santo Stefano del Sole e San Potito Ultra. E proprio a tutte queste Amministrazioni il referente di Libera si rivolge: «Anche se ad Atripalda non ci sono beni confiscati, negli altri tre comuni c’è quasi 1/3 dei beni confiscati in tutta la provincia – conclude Antonio Di Gisi – . Essi rappresentano tantissime opportunità di aggregazione e lavoro. Cercheremo perciò di attivare le amministrazioni per il riutilizzo di questi beni confiscati».
Un impegno importante assunto pubblicamente dall’associazione lo scorso 6 luglio quando in città a tenere a battesimo “Libera” sono intervenuti, tra le assenze di tutti e quattro i primi cittadini, la vedova di Pasquale Campanello, la signora Antonietta Oliva, con la vicepresidente Nazionale di Libera, Daniela Morcone il cui papà Francesco, direttore dell’ufficio del Registro di Foggia, fu assassinato nel portone di casa di rientro da lavoro nel marzo 1995, ed ancora Renato Natale, sindaco di Casal di Principe, Fabio Giuliani, referente di Libera Campania e Francesco Iandolo, referente di Libera Avellino.

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