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Licenziamenti alla Clinica Santa Rita, i sindacati abbandonano il tavolo in Regione e accusano: procedura violata

Pubblicato in data: 24/7/2015 alle ore:18:59 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

clinica_santa rita“Ha dell’incredibile quanto è avvenuto nel corso della intera procedura per 6 licenziamenti alla Casa di Cura Santa Rita di Atripalda – si legge in una nota a firma di D’Acunto FP CGIL, Santacroce FP CISL, Petretta FPL UIL e Vassiliadis UGL – . L’intero percorso è stato caratterizzato, come noto agli organi di stampa, da una serie di atteggiamenti da parte dell’Azienda volti a mettere in piedi una finta trattativa per scongiurare i licenziamenti che al termine della stessa si è rivelata una farsa. Prima la disponibilità al riutilizzo delle lavoratrici in altre mansioni, poi, di fronte alla proposta del sindacato di demansionamento ed anche di part-time pur di salvare i posti di lavoro, sono arrivate le strampalate scelte dell’azienda: i tavoli separati, i verbali di non accordo sottoscritti solo con una parte del sindacato ed, infine, la ciliegina sulla torta avvenuta oggi. Nel bel mezzo della discussione all’Ormel della Regione Campania, è spuntata una comunicazione trasmessa dall’Azienda nella giornata di ieri con la quale, nei fatti, si predeterminava l’esito della trattativa ed addirittura si stabilivano a priori e prima del termine della procedura i criteri per i licenziamenti. A quel punto tutte le organizzazioni presenti al tavolo (FP CGIL, FP CISL, FPL UIL, UGL, FEDERSAL e CIMOP), che già stavano rappresentando la illegittimità dell’intera procedura non ritenendo concluso l’esame congiunto in sede aziendale, hanno abbandonato il tavolo. L’azienda ha svelato così il vero volto ed il reale interesse che aveva sulla trattativa: arrivare in ogni caso al licenziamento e mettere sul lastrico sei famiglie. Le Organizzazioni Sindacali nello stigmatizzare il comportamento dell’Azienda annunciano che hanno immediatamente impegnato i propri legali per verificare la possibilità di contestare l’intera procedura ed annunciano battaglia ove mai dovessero pervenire alle lavoratrici lettere di licenziamento”.

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